Docente pugliese spiega in un breve video la scuola “studente-centrica”

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docente pugliese spiega in un breve video la scuola

Daniele Manni illustra la “Scala DAIE” e la tecnica “S-I-Cresce” per mettere ogni studente al centro e valorizzare talenti e aspirazioni personali

LECCE – Il format “TEDx” prevede l’esposizione di un’idea o di un cambiamento in massimo 15-20 minuti ed è nel rispetto di questo format che Daniele Manni, docente dell’Ist. “Galilei-Costa” di Lecce, ha presentato a Spoleto la sua idea di “Scuola Studente-centrica”, capace di mettere realmente ogni studentessa e ogni studente al centro del percorso formativo, elencando anche alcuni esempi concreti dei suoi studenti.

«Il sistema scolastico deve cambiare – sostiene Manni – a partire dalla 1° media deve diventare meno classe-centrica, meno programma-centrica e più studente-centrica. Deve offrire infiniti stimoli, deve osservare e scoprire le passioni, i talenti, le aspirazioni dei singoli studenti e infine, come una palestra, deve fornire strumenti e coach affinché i ragazzi possano crescere seguendo le proprie inclinazioni. Se riuscissimo in questo intento, tireremmo su persone più felici e le persone felici rendono il mondo un posto migliore.».

In sintesi, la sperimentazione consiste nell’introduzione di due nuove e originali tecniche (Scala DAIE e S-I-Cresce) che mirano, la prima, al miglioramento individuale di ogni studente in ogni disciplina e, la seconda, all’individuazione di passioni e talenti personali e successiva crescita in tali ambiti. L’obiettivo finale è quello di offrire agli alunni una scuola attenta ai bisogni e ai sogni di ciascuno, fornendo anche la possibilità di acquisire competenze trasversali e percorsi utili ad un più consapevole e approfondito orientamento. La sperimentazione di “Scuola Studente-Centrica” è stata annunciata presso l’evento TEDxSpoleto, nel bellissimo Teatro Caio Melisso.

La prima tecnica sperimentale introdotta prende il nome di Scala DAIE e consiste nell’applicazione di strumenti e metodi per far crescere ogni singolo alunno in una scala di stati contraddistinti dalle lettere “D” (demotivato), “A” (attento), “I” (interessato) e, infine, “E” (esperto). Ad esempio, se ad inizio anno ci sono 3 alunni che si dichiarano (o risultano) nello stato di “Demotivato” in una qualsiasi materia, il docente interessato concentrerà parte della sua attenzione a far sì che possano crescere e passare nello stato di “Attento”. Lo stesso vale per chi è nello stato di “Attento”, si cercherà di renderlo “Interessato”. La novità è lo stato di “Esperto”, ossia anche chi è già particolarmente bravo in una determinata disciplina sarà spronato e aiutato a correre più veloce e più in là, non avrà bisogno di lezioni particolareggiate ma semplicemente di indicazioni sui percorsi da intraprendere e piccoli aiuti per superare eventuali intoppi.

La seconda tecnica prende il nome di S-I-CRESCE (dove la S sta per Stimoli e la I per Interessi) e vede la scuola impegnata in tre diverse funzioni: Atelier di Stimoli, Osservatorio di Interessi e Palestra di Crescita individuale. Nei tre anni di applicazione della sperimentazione saranno invitati in classe protagonisti, imprenditori, startupper ed esperti in un gran numero di ambiti (cultura, tecnologia, moda, agroalimentare, turismo, sport, etc.), i quali racconteranno ai ragazzi i loro “mondi”, le loro storie personali, i successi, ma anche le sconfitte ed i fallimenti, fornendo loro un’infinità di stimoli. Queste testimonianze sono utili sia per allargare le visioni e le conoscenze degli alunni che per permettere al corpo docente di scorgere quella particolare luce nei loro occhi ogni qualvolta si accende il loro interesse. La scoperta di quell’interesse è poi il punto di partenza per la scuola per mettere a disposizione, come una palestra, strumenti e coach in grado di far crescere ogni singolo studente in quel particolare ambito.