Confagricoltura Puglia e Basilicata: “No alla produzione del Primitivo in Sicilia”

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francesco paolo battifarano

I dettagli

BARI – “Permettere l’impianto dei vitigni e la produzione del Primitivo in Sicilia è un danno enorme per la Puglia e la Basilicata e un precedente pericoloso per tutto il Paese che va subito bloccato”. Confagricoltura Puglia e Confagricoltura Basilicata vanno in difesa di una delle produzioni d’eccellenza delle due regioni: il Primitivo. Il vino, apprezzato sulle tavole di tutto il mondo, ha la sua Doc nella zona di Manduria, Gioia del Colle e in Basilicata con il Primitivo doc Matera.

È inammissibile – dicono i presidenti dell’Organizzazione degli agricoltori pugliesi Luca Lazzàro e il suo corrispettivo lucano, Francesco Paolo Battifarano – che questo progetto di snaturare le tipicità regionali vada avanti. L’enogastronomia italiana è amata in tutto il mondo perché ogni regione ha la sua tipicità, la sua tradizione. Se tutti producessero tutto sarebbe la fine di una peculiarità quasi esclusiva del nostro Paese“. “In caso non si riesca a bloccare il progetto – spiegano – servirebbe almeno limitarne l’uso in etichetta“.

Secondo una recente stima, quello del vino Primitivo, solo per la Doc Manduria, è un giro d’affari da 140 milioni di euro che, nell’anno 2019, ha visto imbottigliare quasi 17 milioni di litri per oltre 23 milioni di bottiglie. Un aumento di circa il 12% rispetto al 2018

L’Italia è un paese vario – proseguono il presidente di Confagricoltura Puglia e di Confagricoltura Basilicata – dove non solo ogni regione ha un suo vino e una sua cucina, la sua produzione autoctona ma addirittura ogni provincia, a volte, ogni territorio. Proprio per questo è meta turistica internazionale e i suoi prodotti tipici sono apprezzati in tutto il mondo”. Stando a quanto si è appreso, il percorso è partito nel 2003 dall’assessorato regionale all’Agricoltura con l’individuazione di 6 varietà di vite da vino (e tra queste il Primitivo) e con la successiva iscrizione nel Registro nazionale delle varietà di vite. “Oggi – concludono – questo progetto iniziato in sordina sta per essere portato a termine. È bene che la questione venga portata urgentemente in Parlamento e che il ministro all’Agricoltura dia risposte urgenti a tutto il mondo della filiera vitivinicola“.