“Con un piede nella fossa”: Paolo Lattanzio (M5S) alla presentazione del libro di Stefano de Carolis sulla mafia barese

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I dettagli

BARI – “Stiamo vivendo un pericoloso indietreggiamento dal punto di vista sociale rispetto al fenomeno delle mafie. I presidi antimafiosi della cittadinanza sono sempre più isolati”. Lo ha detto Paolo Lattanzio (M5S) durante la presentazione del libro “Con un piede nella fossa” del sottufficiale e giornalista Stefano de Carolis, oggi nella sala stampa della Camera dei Deputati.

Molti anni fa – continua Lattanzio – le risposte sociali rispetto alla criminalità organizzata e alla mafia erano molto più forti e molto più diffuse, a Bari come in altre città meridionali. Queste risposte civili costituivano veramente un contorno significativo rispetto all’azione della Magistratura e delle Forze dell’Ordine. Quello che manca oggi è una condanna netta dell’economia mafiosa e illegale. Lo ha sottolineato anche il procuratore generale di Napoli, Luigi Riello, e io condivido questo punto di vista“, prosegue Lattanzio. “Questa situazione drammatica ha una ricaduta gigantesca sulla società, e in particolare sui minori. I bambini e i ragazzi negli anni sono stati strumentalizzati dalle mafie e oggi, per loro, continuano a mancare opportunità reali e capaci di valorizzare i loro talenti e incentivare il loro percorso nella legalità. Questo, purtroppo, accade soprattutto al Sud“, conclude Lattanzio.

Oltre al parlamentare del Movimento 5 Stelle, alla presentazione sono intervenuti anche l’autore Stefano de Carolis, l’editore Luigi Bramato (LB Edizioni), gli onorevoli Ubaldo Pagano, Francesco Paolo Sisto, Carmelo Miceli; il Procuratore della Repubblica di Bari Giuseppe Volpe, che ha curato la prefazione del volume; i grafologi forensi Vincenzo Caiazzo e Giuseppe Santorelli, che hanno condotto una perizia grafologico-forense sui reperti rinvenuti da de Carolis, e il giornalista del “Sole 24 Ore” Ivan Cimarrusti.

“Con un piede nella fossa” è un racconto accurato della malavita barese a partire dalla seconda metà dell’Ottocento. Studiando oltre 4mila documenti, Stefano de Carolis ha il merito di aver ricostruito il fenomeno mafioso a Bari, prendendo in considerazione anche le conseguenze delle infiltrazioni mafiose nei tessuti sociali delle città.