Bitonto: Elisso Gogibedaschwili al Traetta Opera Festival

Sabato 10 ottobre, al Teatro Comunale di Bitonto, per il Traetta Opera Festival e il ciclo «Ri-Letture» si esibirà Elisso Gogibedaschwili: l’arte del violino solo e la musica oltre il tempo, da Bach a Kreisler

BITONTO – Un’opera del Settecento, il grande repertorio per violino solo e una composizione nata oggi. È lungo questa traiettoria, sospesa tra memoria e invenzione, che il Traetta Opera Festival torna a interrogare il lascito del grande compositore cui la manifestazione è intitolata. Il secondo appuntamento di «Ri-Letture», in programma sabato 10 ottobre, alle ore 20, al Teatro Comunale di Bitonto, affida alla violinista Elisso Gogibedaschwili il compito di attraversare alcuni dei vertici del repertorio per violino solo e, nello stesso tempo, di dare voce a una nuova idea di Traetta: non un autore da celebrare attraverso la semplice riproposizione del passato, ma un compositore ancora capace di generare pensiero, suono e nuova creazione.

È, infatti, da «Ifigenia in Tauride», uno dei titoli più intensi della produzione di Traetta, che prende le mosse «Corda, rito, sacrificio» di Francesco Vitucci, brano commissionato dal festival che verrà eseguito in prima assoluta. Nel passaggio dall’opera al violino solo, il mito perde la dimensione corale e teatrale per concentrarsi in un unico corpo sonoro: la corda diventa voce, gesto, materia del rito e luogo del sacrificio. Una rilettura che non cerca di imitare Traetta, ma di misurarsi con ciò che, nella sua musica, continua a parlare al presente.

A dare corpo a questo percorso la violinista austriaca di origini georgiane, considerata una delle interpreti più apprezzate sulla scena internazionale per il rigore tecnico e l’intensità espressiva. Il suo incontro con Traetta avviene all’interno di un programma interamente dedicato al grande repertorio per violino solo, costruito come un viaggio attraverso epoche e linguaggi diversi.

Ad aprire la serata sarà la Sonata in la minore BWV 1003 di Johann Sebastian Bach, vertice della scrittura polifonica attraverso un unico strumento che sembra moltiplicarsi in un fitto dialogo di voci. In programma anche la Sonata n. 2 in la minore op. 27 e la Ballade Sonata op. 27 n. 3 di Eugène Ysaÿe, pagine nelle quali la tradizione bachiana si confronta con la modernità, tra memoria, virtuosismo e tensione narrativa. A completare il quadro, il Recitativo e Scherzo-Capriccio op. 6 di Fritz Kreisler, una sorta di piccolo dramma strumentale che porta il violino dalla dimensione della voce a quella del gesto virtuosistico.

Ed è proprio questo dialogo tra polifonia, voce, gesto e teatro a legare idealmente i quattro autori alla nuova composizione di Vitucci, con il violino solo filo conduttore di una serata in cui passato e presente non vengono semplicemente accostati, ma messi in relazione.

I biglietti sono acquistabili sul circuito DiyTicket e al botteghino del teatro. Info 080.3742636 (WhatsApp) o www.traettafestival.it.