Bari, rassegna “Incroci”: il 27 e 28 maggio “Il cerchio imperfetto”

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All’Auditorium Vallisa in programma  la mise en espace de «Il cerchio imperfetto» con cui Rita Atzeri e la compagnia Il Crogiuolo hanno ricostruito il caso della beata Antonia Mesina, quasi un secolo fa vittima di femminicidio

BARI – Con la «mise en espace» de «Il cerchio imperfetto» la compagnia sarda Il Crogiuolo ha ricostruito una terribile storia di femminicidio di quasi un secolo fa che porta in scena lunedì 27 e martedì 28 maggio (ore 21) all’auditorium Vallisa di Bari per la rassegna «Incroci» della Compagnia Diaghilev, protagonista l’attrice Rita Atzeri accompagnata dall’arpista Chiara Vittone.

Uno spettacolo sulla violenza di genere tratto dalla storia vera di Antonia Mesina, che però non è un fatto privato tra vittima e carnefice ma riguarda e interroga possibili figli, familiari, amici e conoscenti. Una vicenda che coinvolge e stravolge l’intera comunità nella quale gli episodi avvengono.
Per cui, partendo da un terribile fatto di cronaca, «Il cerchio imperfetto» tenta di dar voce alle persone costrette ad assistere, spesso a subire, l’ondata di violenza concentrica che nasce nella maggior parte dei casi nello stesso nucleo familiare, con ragazzi che diventano vittime, altri che scappano, altri ancora che portano a vita il segno di quelle violenze o che
da vittime si trasformano in carnefici nel tentativo di difendere le proprie madri. E anche se a un certo punto il cerchio riuscirà a chiudersi, non sarà più perfetto.

Da qui uno spettacolo che prende piede dalla vita nascosta di vicende drammatiche per lanciare domande attraverso la storia di Antonia Mesina, che la mattina del 17 maggio 1935 si recò nelle campagne di Orgosolo, in Sardegna, a raccogliere della legna, ma venne aggredita da un compaesano, il ventunenne Ignazio Catgiu, che la trascinò fra i cespugli e tentò di violentarla. La giovane si oppose con incredibile coraggio causando la furiosa reazione dell’uomo, che la massacrò con settantaquattro colpi di pietra. Testimone, una vicina di casa, Annedda Castangia, con la quale Antonia si era recata a lavoro e che contribuirà con le sue dichiarazioni  non solo al processo penale nei confronti dell’assassino, fucilato il 5 agosto del 1937 dopo essere stato condannato a morte, ma anche al percorso
di beatificazione della sedicenne barbaramente uccisa.

I biglietti, al costo di 10 euro (posto unico), sono acquistabili online sul circuito vivaticket oppure al botteghino prenotando al numero 333.1260425.