Bari, presentazione della XXXII edizione del festival Time Zones

La dichiarazione dell’assessore Maselli

time zones 2017 - la conferenza stampaBARI – È stata presentata questa mattina a Palazzo di Città “Time Zones – Sulla via delle musiche possibili”, la storica rassegna dedicata ai suoni non convenzionali, giunta quest’anno alla XXXII edizione, che dal 13 ottobre al 20 novembre prossimi propone un cartellone multicodice in cui la musica sarà il centro di sollecitazioni afferenti alla letteratura, al cinema e alla cultura digitale.

Time Zones è uno degli appuntamenti più importanti dell’offerta culturale della città – ha dichiarato l’assessore alle Culture Silvio Maselli – non solo per il suo valore e la sua storia ma anche per il posizionamento indiscutibile che ha assunto in questi tre decenni. La scelta fatta da Gianluigi Trevisi trentadue anni fa è stata una scelta pionieristica, con gli onori e gli oneri che accompagnano tutte le scelte che aprono mondi nuovi. D’altronde le grandi città, le città vive e intelligenti, sono quelle che possono annoverare tra i propri concittadini personalità come quella di Gianluigi Trevisi: pionieri visionari, capaci di posizionare un’intera città grazie alla spinta propulsiva di cui sono portatori. Una spinta che arriva dal basso, da un operatore culturale e non da una struttura istituzionale o una fondazione che dona alla città il proprio talento e il proprio impegno in regime di sussidiarietà. Una condizione complessa e non sempre facile, che per la città ha significato un posizionamento strategico chiaro: Bari è la città di Time Zones, gli ha dato i natali e continua ad ospitare questo esempio di innovazione musicale e di ricerca delle tendenze e delle musiche possibili grazie a una direzione artistica non accecata da ossessioni personali o visioni del mondo precostituite ma aperta alla scoperta, alla contemporaneità e alla contaminazione dei linguaggi. Per questo siamo particolarmente orgogliosi non solo di ospitare questa trentaduesima edizione di Time Zones ma anche di assistervi come spettatori, per scoprire cosa ci riserverà il futuro”.