Bari, presentato il progetto dell’AIPD “Chi trova un amico trova un tesoro”

presentazione progetto aipd

In occasione della giornata internazionale delle persone con disabilità

BARI – “Chi trova un lavoro trova un tesoro” è il titolo del progetto, promosso dall’Associazione italiana persone down nazionale (AIPD) e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che la sezione AIPD di Bari ha illustrato oggi a Palazzo di Città, alla presenza dell’assessora al Lavoro e alle politiche sociali, Paola Romano.

All’incontro con la stampa sono intervenuti due giovani protagonisti del progetto, Corrado Caruso -presidente AIPD di Bari, Grazia Liddi – consigliera dell’associazione con delega al lavoro, Elena Liguori – operatrice che segue il percorso di inserimento, Antonio Mele – referente dell’Ufficio del collocamento obbligatorio della Regione Puglia, Antonio Piepoli e Francesco Sgobba – rispettivamente direttore e responsabile delle risorse umane della Leroy Merlin di Bari-Santa Caterina, azienda presso cui uno dei ragazzi sarà inserito.

L’AIPD di Bari ha scelto di celebrare la giornata internazionale delle persone con disabilità, che ricorre il 3 dicembre di ogni anno, parlando di lavoro e condividendo una nuova opportunità di inserimento offerta dal progetto a due giovani con sdD.

Il progetto, avviato a luglio 2018, durerà 18 mesi coinvolgendo 26 sezioni in tutta Italia: l’obiettivo è preparare e inserire nel mondo del lavoro circa 100 giovani con sdD, differenziando i percorsi in funzione dell’età, delle diverse esigenze dei partecipanti e delle realtà territoriali.

La linea 1, Verso il lavoro, prevede la realizzazione di un percorso di educazione all’autonomia per 54 adolescenti, pre-requisto indispensabile per un pieno inserimento sociale, lavorativo e per una vita indipendente. La linea 2, Imparare a lavorare, prevede azioni di accompagnamento di 32 giovani con sdD nella costruzione delle condizioni pre-lavorative necessarie a diventare lavoratori.

La sezione di Bari, come ha spiegato Elena Liguori , ha aderito alla linea 3 del progetto, Imparare un lavoro, che prevede 18 esperienze di tirocinio finalizzate all’assunzione per altrettanti giovani con sdD, supportate da azioni e strumenti dedicati: è prevista anche la formazione degli operatori e delle famiglie, la realizzazione di nuovi strumenti per la formazione e il monitoraggio e una campagna nazionale di informazione/disseminazione.

Sono cinque anni – ha detto Paola Romano – che l’amministrazione collabora con l’AIPD, che ha colto a pieno l’opportunità offerta dal Ministero grazie a questo progetto, che permetterà ai ragazzi di iniziare un percorso certamente impegnativo ma anche gratificante per loro, perché li condurrà verso la completa emancipazione. Il nostro plauso va certamente anche alle aziende coinvolte, che sono la testimonianza di come ogni persona costituisca sempre e comunque un valore. Nostro compito è mettere chiunque nelle condizioni di esprimere il proprio talento, garantendo un accompagnamento adeguato, esattamente come recita la nostra Costituzione: a ogni abilità diversa va aggiunto un tassello che consenta alla persona di conquistare le medesime opportunità degli altri. Per completare questo processo di massima integrazione dell’individuo, è necessario abbattere sia le barriere fisiche che quelle culturali nelle città. Il mio assessorato intende continuare a garantire il necessario supporto all’ottimo lavoro di collaborazione intrapreso con AIPD”.

Questo progetto finanziato dal Ministero del lavoro – ha spiegato Grazia Liddi – ci dà la possibilità di fare nuove esperienze formative: la nostra associazione è già attiva da tempo sul fronte della formazione professionale e dell’avviamento al lavoro: abbiamo iniziato nel 2005, quando, dopo aver realizzato alcuni corsi di formazione, sentimmo la responsabilità di dare una risposta a questi ragazzi ormai pronti all’inserimento lavorativo, che si sentivano competenti e in grado di affrontare la sfida. Occorreva costituire per loro un supporto che potesse accompagnare le famiglie e le aziende in questo percorso, sfruttando le possibilità offerte dalla legge regionale sul collocamento mirato. Oggi, possiamo dire con soddisfazione che i ragazzi da noi avviati al lavoro hanno dimostrato di essere assolutamente adeguati all’impegno che li attende nell’ambiente lavorativo. Alcuni ragazzi assunti allora lavorano con profitto ancora adesso, ma certamente si tratta di un’esperienza da seguire e monitorare nel tempo, che va preparata adeguatamente con risposte mirate, diverse per ogni singolo individuo”.

Roberto e Marco , i due ragazzi coinvolti nel progetto, hanno parlato del loro rapporto con il lavoro, delle esperienze passate e delle loro aspettative per il futuro. Hanno raccontato come, ai timori e alle paure iniziali, si sta sostituendo un sentimento di soddisfazione e di gratificazione per aver intrapreso un percorso che certamente li farà crescere, sia umanamente sia professionalmente.

Antonio Piepoli e Francesco Sgobba hanno sottolineato l’impegno dell’azienda Leroy Merlin a superare le diversità tra i lavoratori, unico modo per raggiungere un traguardo di vera condivisione per far crescere la cultura dell’inclusione, non un mero adempimento burocratico come risposta al collocamento obbligatorio delle persone con disabilità.

Il progetto nasce dall’esigenza di rimettere la persona al centro – ha spiegato Antonio Mele -, di superare cioè l’aspetto della patologia rinchiuso nella vecchia indicazione di ‘disabile’, per focalizzare l’attenzione sul “funzionamento” della persona, che è il nuovo concetto di ‘abilità diverse’, indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)”. Un traguardo che la Regione Puglia si propone rimuovendo, grazie a iniziative come questa, gli ostacoli che si possono frapporre all’inserimento dell’individuo nell’ambito lavorativo. Anche se non va dimenticata la sfasatura tra l’elenco degli iscritti alla liste previste per il collocamento mirato, che sono 18.000, e i 300 posti attualmente disponibili.