Bari, la storia di Carosello per i pazienti dell’Istituto Tumori

Domani la conferenza spettacolo di Franco Liuzzi

logo BariBARI – Domani, martedì 12 gennaio, alle ore 16, nell’Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari, in viale Orazio Flacco 65, si terrà una performance sulla storia della televisione italiana a cura di Franco Liuzzi, comunicatore e docente universitario del laboratorio di Tecniche pubblicitarie e Marketing dell’Università di Bari. L’iniziativa è promossa dallo stesso istituto scientifico, dal Municipio II, dall’Università Aldo Moro di Bari e dall’impresa di comunicazione Moscabianca. Si tratta di un appuntamento rivolto a coloro che conoscono o desiderano conoscere il Carosello ma anche di un modo per seguire, attraverso gli spot, il cambiamento di un Paese e della televisione italiana.

La conferenza-spettacolo racconta la storia dell’avvento del primo programma dedicato alla pubblicità, ricorrendo ad inserti filmati, immagini e al commento dello speaker capace di inquadrare un’epoca segnata da eventi anche tragici.

Il racconto di Carosello registra la costruzione di un modello in cui lo spot era la fusione di una prima parte (il “miele”), affidata alla creatività dei carosellari, capace di interessare il pubblico, e di una seconda (il “codino”) in cui erano contenuti i riferimenti alla marca e al prodotto. Un lavoro difficile, reso complesso dall’eccesso di vincoli, dalla censura e anche dall’assenza di precise competenze con soluzioni a volte geniali ed altre meno significative.

Il risultato è l’affresco di un’Italia diversa, pronta a far leva sui suoi migliori riferimenti per dare vita a un grande fermento industriale e culturale. In Carosello appaiono evidenti i fili che collegano la pubblicità al teatro, alla musica e al cinema. In questo laboratorio televisivo confluiscono oltretutto talenti consolidati e giovani promesse ma anche applicazioni innovative assolutamente moderne.

Carosello, con i suoi 42.000 spot prodotti tra il 1957 e il 1977, è uno strepitoso archivio in cui è possibile reperire le prove tecniche di artisti allora giovanissimi ed oggi affermati e la riluttanza di alcuni eccellenti interpreti. Alcuni, come Mastroianni e la Magnani, ne rimarranno a debita distanza. Mentre, persino Orson Welles firmerà la regia di un carosello.

Un aspetto interessante riguarda anche la nascita di personaggi storici cui ottimi attori rimarranno profondamente legati: in alcuni casi senza più riuscire a liberarsi del personaggio (Cesare Polacco e l‘ispettore Rock per brillantina Linetti); in altri con un passaggio ad altro prodotto che non mancherà di sollevare polemiche (Ernesto Calindri per China Martini e poi per Cynar).

Sul palcoscenico televisivo di Carosello è possibile seguire la trama di un progetto che, prima dell’arrivo del marketing, attinge al patrimonio culturale del Paese e ne adotta le regole. Una fra tutte: per interpretare uno spot occorre avere un preciso talento.