Bari, in Vallisa il concerto letterario in due parti “Sartre e de Beauvoir

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Contrappunti per una relazione” con le musiche di Luigi e Mattia Vlad Morleo

BARI – L’opera e il pensiero di Jean-Paul Sartre vengono ricostruiti in una lunga e appassionante conversazione con la compagna di sempre, Simone de Beauvoir, in un concerto letterario in due parti firmato dalla Compagnia Diaghilev per il Festival Time Zones, con musiche scritte ed eseguite dal percussionista Luigi Morleo e dal pianista Mattia Vlad Morleo e le voci recitanti di Paolo Panaro e Altea Chionna. Il doppio progetto «Sartre e de Beauvoir: contrappunti di una relazione» è in programma nell’auditorium Vallisa di Bari in collaborazione con l’assessorato alle Culture del Comune di Bari.

La prima parte, intitolata «La letteratura e la filosofia», è in calendario il 22, 23, 24 e 25 settembre (ore 21) ed è costruita intorno a testi tratti da «La nausea» di Jean-Paul Sartre e «La cerimonia degli addii» di Simone de Beauvoir. La seconda parte, «Vita, amore e morte», andrà in scena il 27, 29 e 30 settembre e il 1° ottobre (ore 21), e sarà incentrata su testi tratti da «I mandarini», «La cerimonia degli addi» e «Lettere a Nelson Algren» di de Beauvoir, in entrambi i casi posta in un confronto musicale e dialettico con Sartre che, già dalle prime battute, assume le sembianze di un percorso iniziatico di conoscenza, un viaggio attraverso le frammentarie illusioni e le intermittenti certezze dell’uomo contemporaneo.

Eppure, nonostante il relativismo culturale di quegli anni straordinari, malgrado l’odierna diffidenza verso le esagerazioni ideologiche di quell’epoca, Sartre e de Beauvoir ci invitano, come da sempre fanno i grandi filosofi, a mettere al centro delle nostre vite l’«arte del pensare» come unico strumento per conoscere il volto nascosto della realtà. A guidare lo spettatore per gli impervi terreni dell’esistenzialismo, ad aiutarlo a uscire dai numerosi vicoli ciechi delle correnti culturali dell’Europa del Novecento, la conversazione fra Sartre e de Beauvoir è costruita in contrappunto con la musica ipnotica e verticale del minimalismo contemporaneo, le cui trame ossessive spingono lo spettatore a immergersi progressivamente nel vortice del proprio io più profondo, secondo una tecnica di approfondimento conoscitiva già felicemente sperimentata nell’opera dello stesso Sartre.