Bari, gli ambulanti propongono una tavola rotonda per rilanciare i mercati rionali

mercato del lunedì - scarsa affluenza

I dettagli

BARI – Mercoledì 23 ottobre nella sede della Ripartizione Sviluppo Economico in Largo Chiurlia, l’assessore del Comune di Bari con delega “Città produttiva e mare”, dott.ssa Carla Palone, ha convocato varie sigle sindacali dei venditori ambulanti, tra cui Fesica Consal Bari, in adesione con Casambulanti e Unimpresa, per una riunione sulle gravi problematiche che interessano l’intera categoria.

L’incontro, al quale ha partecipato tra gli altri l’assessore del Comune di Bari con deleghe “Infrastrutture, Opere pubbliche, Mobilità sostenibile e Accessibilità”, l’ing. Giuseppe Galasso, si è aperto alle 15:20 ed è terminato alle 15:58. In conclusione è stato rimandato il tentativo di risoluzione, a data da destinarsi e con consultazioni individuali.

Abbiamo bisogno di azioni tese al rilancio della nostra categoria – hanno affermato i rappresentanti degli ambulanti della Fesica Confsal – che da tempo vive una crisi di settore drammatica. Avremmo bisogno di confrontarci, tutti insieme, con professionisti del settore in un tavolo tecnico, per sviluppare un piano organico e programmatico delle aree mercatali”.

500 in Puglia, più di 200 nell’area metropolitana di Bari, gli ambulanti rappresentano un’importante fetta della forza lavoro del commercio. Tuttavia negli ultimi anni i mercati rionali settimanali baresi sono stati spostati sempre più verso le periferie, in luoghi non facilmente raggiungibili dalla cittadinanza. Esemplare è il caso del mercato allestito nel quartiere Libertà il lunedì, quello che una volta era il prestigioso “mercato americano” ubicato in via Calefati, vicino al tribunale e a pochi passi dal centro cittadino. Questo, dopo essere stato spostato in via Nazariantz, tra gli uffici giudiziali e il cimitero comunale, è stato successivamente organizzato in una vasta area tra via Napoli e via Portoghese, in una location al quanto degradata anche dal punto di vista sanitario. Da qui la morea dei venditori, che rende l’area mercatale poco frequentata. Su 340 permessi concessi si registra una presenza mediamente di circa 140 bancarelle.

La base di incasso bassa e le numerose tasse, portano coloro i quali si devono spostare da altri paesi o province, a restare a casa. Lo Stato non dovrebbe guardare all’Europa solo quando deve prendere. Ci sono tanti esempi virtuosi di mercati nel continente. Perché non prendere anche il buono che l’Europa ci può dare? Noi abbiamo numerose idee di rianimazione sociale, che possiamo sviluppare in collaborazione con l’Amministrazione comunale. Però abbiamo bisogno di sederci, parlare ed essere ascoltati”.

Flohmarkt am Mauerpark, il mercato domenicale più famoso di Berlino, con merce varia, musica e artisti, poco distante dalla centralissima Alexander Platz, il Mercato de L’Aia, il più grande d’Europa, proposto all’aperto lunedì, mercoledì, venerdì e sabato, con una media di 25.000 persone al giorno, o il format della FIVA “Mercato Europeo del commercio ambulante”, sono solo alcune delle numerose iniziative che danno vitalità ai mercati, luoghi già di per sé auto attrattivi e aggreganti a livello sociale.