Torna lo spin-off enogastronomico di Bande a Sud, in collaborazione con Mercatino del Gusto. Dialoghi, cooking show, street food, vino e musica per raccontare l’enogastronomia come strumento di conoscenza, incontro e pace tra i popoli

Dopo l’esordio dello scorso anno, Bande a Food sceglie per il 2026 di rivolgere lo sguardo al Mediterraneo e all’enogastronomia come strumento di dialogo tra i popoli: un mare che per millenni è stato attraversato da persone, ingredienti, tecniche e tradizioni e sulle cui sponde culture differenti hanno imparato a conoscersi e contaminarsi. La tavola diventa il luogo simbolico dal quale far partire un messaggio di pace e fratellanza. Sedersi insieme, assaporare i cibi dell’altro e conoscere le storie custodite nelle ricette significa entrare in contatto con culture diverse e, nello stesso tempo, scoprirne radici tanto differenti quanto sorprendentemente comuni.
Semola, pane, olio, spezie, terracotta, ortaggi e cotture lente compongono un vocabolario gastronomico condiviso, capace di attraversare il Mediterraneo e cambiare nome e forma senza perdere la memoria degli incontri che lo hanno generato. È da qui che riparte Bande a Food: dalla cucina come occasione di conoscenza e dalla tavola come spazio nel quale le differenze possono incontrarsi e dialogare.
MUSICA, CIBO, VINO E STORIA
Per quattro giorni il cibo e il vino entreranno nel grande racconto di Bande a Sud tra corti, vie e piazze di Trepuzzi. Lo street food alla pugliese porterà nel cuore del festival i sapori e le preparazioni del territorio, mentre Vino & Musica costruirà momenti informali di degustazione tra cantine pugliesi, vinili, jazz, soul, rock e chiacchiere di paese: un intreccio tra cultura gastronomica e musicale che parte dall’identità locale per aprirsi all’incontro e alla contaminazione, la stessa filosofia sulla quale Bande a Sud ha costruito negli anni il proprio percorso.
I DIALOGHI DEL MEDITERRANEO
Ogni sera, a partire dalle ore 20.00, i Dialoghi del Mediterraneo approfondiranno le relazioni che legano la cultura gastronomica salentina a quella delle altre sponde del mare.
Ad aprire il programma, il 13 agosto, sarà “Dalle coste del Maghreb al Salento: il cous cous incontra i triddhi”, un confronto tra due antiche tradizioni della semola unite dalla cultura del grano duro e da tecniche di lavorazione che conservano la memoria degli scambi tra Nord Africa e Sud Italia. Ne parleranno Leda Cesari, Gino Di Mitri, Alessio Gubello e Alessandra Quarta.
Il 14 agosto spazio a “La panificazione e il confronto con i Paesi del Mediterraneo”. Dalla coltivazione dei grani all’impasto e alla cottura, il pane salentino entrerà in dialogo con preparazioni nordafricane come khobz, kesra, tabouna e batbout, espressioni diverse di una stessa civiltà mediterranea del grano duro. Interverranno Antonio Amenduni, Silvana Inguscio, Ercole Maggio e Claudia Forcignano.
Il 15 agosto, “L’oro del Mediterraneo e il pianto del Salento – L’anima di un continente d’acqua” porterà al centro del confronto l’ulivo, simbolo che attraversa il paesaggio e la storia delle sponde mediterranee. Un racconto che dal valore culturale e identitario dell’olio arriverà alla ferita vissuta dal Salento e alla capacità del territorio di immaginare il proprio futuro. Interverranno Jessica Niglio, Aldo Patruno, Genni Perlangeli e Paola Pomarico.
Il ciclo si concluderà il 16 agosto con “Il mare che unisce: dalla Tajine alla Taieddhra”, dedicato alle tecniche di cottura e agli utensili come ponte gastronomico. La casseruola in terracotta, la disposizione degli ingredienti a crudo, la gestione dei liquidi e le cotture lente mostrano come tajine maghrebina e taieddhra pugliese possano raccontare, attraverso forme differenti, un gesto antico condiviso. Ne parleranno Antonio Amenduni, Luca Chiriatti, Giovanni Resta, Lela Tommasi ed Eleonora Tricarico.
A presentare gli incontri saranno Michele Bruno e Francesco Zompì.
I PIATTI DELLA PACE: LA TAVOLA
COME INCONTRO DI CULTURE
Ogni sera Bande a Food affiancherà ai momenti di approfondimento un cooking show nel quale uno chef o un cuoco preparerà e racconterà il proprio “Piatto della Pace”. Il filo conduttore è racchiuso in una domanda che attraversa l’intero programma: perché il mare dovrebbe dividere i popoli, quando da secoli le loro cucine continuano a incontrarsi?
Il 13 agosto lo chef Gigi Rana porterà in tavola il Cous Cous della Pace, facendo incontrare la semola con gli ortaggi pugliesi, i profumi del Maghreb, le erbe fresche e l’acidità degli agrumi. A dialogare con il cous cous saranno poi i triddhi in brodo a cura di Emanuela Bruno di pasta d’Elite, preparazione profondamente radicata nella cucina salentina.
Il 14 agosto sarà protagonista Simone De Siato, di Masseria Donna Menga – ristorante Radici di Nardò, con “Fave e cicorie tra Occidente e Medioriente”. A seguire, insieme a Zineb Zarcani, sarà preparata la bisara, crema di fave speziata tipica della cucina marocchina: due piatti popolari nati su sponde diverse e accomunati dalla stessa materia prima.
Il 15 agosto toccherà a Francesca Arcuti del ristorante Petricore di Nardò, con piatti nei quali ingredienti e preparazioni mediterranee si attraversano reciprocamente: un’insalata di grano, ceci, noci, zucchine alla scapece, limone candito marocchino e olio extravergine di oliva, cui seguiranno msemen, pollo in olio cottura, muhammara, vincotto e kefir.
Il 16 agosto chiuderà il percorso Touria Khallady, Uemè TasteXperience e personal chef, con le cozze mcharmel, incontro tra la tradizione pugliese della cottura “alla tarantina” e i profumi del Nord Africa, e un tajine di cavallo con prugne e mandorle. A seguire, il ritorno sulla sponda salentina con la taieddhra.
I cooking show saranno presentati da Katia Perrone e Francesco Zompì.










