ASL Lecce propone un’alleanza tra Enti per tutelare la falda idrica del Salento

progetto minore - incontro

I dettagli

LECCE – Un’alleanza per tutelare l’acqua del Salento. É l’idea del Dipartimento di Prevenzione della ASL Lecce che, nei giorni scorsi, ha riunito attorno ad un tavolo gli Enti chiamati a tutelare la falda idrica e a promuovere il corretto uso e riuso dell’acqua salentina insieme al Servizio Idrico della Regione Puglia e alla Provincia di Lecce. In pratica, la ASL propone un coordinamento strategico e stabile fra tutti gli enti interessati, per il quale mette a disposizione le competenze del Dipartimento di Prevenzione, diretto dal Giovanni De Filippis, e quelle dei Servizi d’Igiene e Sicurezza Pubblica, Sicurezza dei lavoratori, Sicurezza degli alimenti e Servizi Veterinari, i cui direttori hanno preso parte all’incontro.

Lo schema di lavoro è quello già collaudato con il Progetto MINORE (Monitoraggi Idrici Non Obbligatori a livello Regionale), grazie alla solida collaborazione instaurata con AQP, Arpa Puglia, i Consorzi di Bonifica e Unisalento da cui sono scaturiti, da un lato, i monitoraggi effettuati sui 104 pozzi dell’Acquedotto Pugliese (tutti entro i limiti di legge ad eccezione del parametro “Cloruri” in un numero limitato di pozzi), dall’altro la campagna di informazione e sensibilizzazione che ha coinvolto 20 istituti scolastici di ben 12 comuni del Salento, raggiungendo un totale di 1642 alunni. Un percorso corale e ramificato che ha anche fornito materiale per girare uno video-appello in onda sui Rai3 Puglia negli spazi gratuiti messi a disposizione dal Corecom regionale.

La ASL propone un coordinamento stabile fra tutti gli enti chiamati a tutelare la falda e il corretto uso e riuso dell’acqua salentina che passi attraverso la creazione di una banca dati di tutto il Salento che includa non solo i circa 35.000 pozzi autorizzati ma si estenda a quelli abusivi (che sono almeno altrettanti) per censirli nel corso delle attività di controllo dei vari enti, a partire dalla ASL (che grazie ai servizi del Dipartimento di Prevenzione interviene costantemente sia negli ambienti di vita che in quelli di lavoro, compreso le produzioni agricole e zootecniche). Tutto ciò non a fini repressivi o punitivi ma per avviare le persone a regolarizzare la propria situazione e con essa la sicurezza dei pozzi che utilizzano, sia sotto il profilo della propria salute sia con riguardo alla protezione ambientale. La mappatura dei pozzi salentini costituirà la prima sezione della Banca Dati Regionale che sarà presto varata dal Servizio Idrico della Regione Puglia. Durante il recente incontro, del resto, l’Università del Salento (presente col prof. Negri) ha presentato i dati preliminari del nuovo studio sui flussi di falda, suscitando l’interesse del Comune di Casarano (in rappresentanza di Anci Puglia) e del Comune di Ugento, quest’ultimo particolarmente sensibile alla questione Burgesi, tuttora in corso di approfondimento.

Va ricordato, inoltre, che i controlli del Progetto Minore interesseranno ora un campione rappresentativo delle condizioni della falda. Il monitoraggio, infine, proverà a dare una risposta anche all’altro grande problema rappresentato dalle fosse biologiche a dispersione, una miriade di potenziali fonti di inquinamento della falda sparsi per tutto il Salento.