Andria: torna la campagna CEI “Insieme ai sacerdoti”

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don vincenzo giannelli

On air fino a fine dicembre su tv e stampa

ANDRIA – Tra i 35mila preti diocesani segnaliamo in PugliaDon Riccardo Agresti e Don Vincenzo Giannelli, parroci ad Andria, ideatori di “Senza Sbarre” un progetto di detenzione alternativa al carcere e di accoglienza dopo la detenzione.

Un mese con i sacerdoti, annunciatori del Vangelo in Parole ed opere nell’Italia di oggi, promotori di progetti anti-crisi per famiglie, anziani e giovani in cerca di occupazione. Come ogni anno torna la campagna di comunicazione per le Offerte Insieme ai sacerdoti, promossa dal Servizio Promozione Sostegno Economico alla Chiesa cattolica.

“E’ tempo di guardare ai sacerdoti non come a persone che possono fare tutto, ma a ministri dei sacramenti e annunciatori del Vangelo che hanno bisogno della vicinanza e dell’affetto delle comunità che servono. E che sono affidati ai fedeli per il sostentamento -afferma Matteo Calabresi, responsabile del Servizio Promozione CEI per il sostegno economico alla Chiesa- Anche Papa Francesco ci ricorda l’importanza di questa vicinanza ai nostri preti. L’Offerta è un contributo speciale, da introdurre stabilmente nella nostra vita cristiana, ripetendolo qualche volta l’anno, perché ci incammina su una nuova strada di comunione con la Chiesa. Basterà anche un piccolo importo, ma donato in tanti, perché raggiunga tutti i preti diocesani in Italia, non soltanto il nostro”.

Al centro dello spot tv c’è un’intera comunità con il suo parroco, con l’oratorio e gli abitanti del quartiere. Nel filmato una bambina del catechismo segue il parroco, DonDiego Conforzidella parrocchia di Sant’Ugo di Roma, nella sua giornata tipo, dalle visite agli anziani alla pastorale giovanile, dal soccorso ai più poveri all’altare dove eleva il calice. Uno spot per tornare a sottolineare l’impegno quotidiano di ogni “buon pastore” che ha scelto di essere al servizio del Vangelo e degli uomini, in ogni situazione, dalle più normali a quelle umanamente più problematiche.

Alla fine dei 15 e 30 secondi una voce recita: “Doniamo a chi si dona” con un invito a donare attraverso il sito www.insiemeaisacerdoti.it. Qui, oltre a tutte le informazioni sulle Offerte Insieme ai sacerdoti (storia, dati, modalità per donare, ecc.), è interessante scoprire le storie di coloro che dedicano la loro vita al prossimo.
Gli spot, in formato web, verranno promossi anche sulla pagina Facebookwww.facebook.com/insiemeaisacerdoti che racconta la missione dei sacerdoti attraverso storie vere, presentate ogni mese nello spazio “Insieme a Don” con foto, interviste, documentari. La campagna, declinata anche sulla stampa cattolica, sarà on air fino al 31 dicembre.
L’iniziativa ha come obiettivo quello di continuare a diffondere la conoscenza delle Offerte Insieme ai sacerdoti destinate all’Istituto Centrale Sostentamento Clero. L’anno scorso 78.289 fedeli hanno effettuato una donazione per il sostentamento dei sacerdoti. Non molte se paragonate al numero dei cattolici italiani, ma Offerte comunque molto preziose in quanto rappresentano uno strumento perequativo e di solidarietà nazionale, scaturito dalla revisione concordataria del 1984, per sostenere l’attività pastorale dei 35mila sacerdoti diocesani. Infatti da 30 anni essi non ricevono più uno stipendio dallo Stato ed è responsabilità di ogni fedele partecipare al loro sostentamento, anche attraverso queste Offerte. Nel 2017 sono state raccolte 102.820 Offerte, per un totale di 9.609.811,21 euro.

Tra i 35 mila preti diocesani sostenuti nella missione con le Offerte per il sostentamento ci sono sacerdoti comeDon Riccardo Agresti e Don Vincenzo Giannelli, parroci ad Andriache hanno dato vita a “Senza sbarre”, un ardito progetto di detenzione alternativa al carcere e di accoglienza al termine della reclusione.
Ardito perché non è stato facile sognarlo e non è stato semplice realizzarlo. Innanzitutto per la diffidenza delle persone che frequentavano la parrocchia e che, all’inizio, non si fidavano di veder lavorare in oratorio ergastolani in regime di semilibertà, dopo aver scontato 10 anni di carcere. E poi per la mancanza di un’occasione lavorativa per ricominciare. Dopo aver pagato il proprio debito, sono necessari nuovi stimoli per cercare di diventare uomini bravi, buoni, onesti.
“Questo progetto è nato proprio dalla cura pastorale – racconta Don Riccardo Agresti – In questo territorio per tanti anni ha preso il sopravvento soprattutto la malavita. Accogliere i carcerati significa cambiare la propria mentalità nei loro confronti, non avere lo stigma dell’emarginazione e partire dal presupposto che tutti possiamo sbagliare”.

Nel corto “Senza sbarre”, realizzato da Giovanni Panozzo, filmato della serie “Insieme a don” sulle vite e sulla missione dei sacerdoti, disponibile nel canale youtube Insieme ai sacerdoti*, è commovente vedere la partecipazione di tutti. Sacerdoti, Vescovo, fedeli collaborano per la realizzazione di questo progetto ed è palpabile il desiderio dei detenuti di voler cambiare realmente vita: con l’aiuto della comunità questo obiettivo oggi è sicuramente più raggiungibile.

“Ho sentito il desiderio di fare qualcosa perché, quando questi nostri amici escono per fine pena,- sottolinea Don Vincenzo Giannelli- nessuno li vuole. Non è stato facile. Mi dicevano Don Vincenzo come mai un carcerato sta in mezzo ai ragazzi a sorvegliarli? Non è un pericolo per i nostri figli? Ecco allora l’idea che abbiamo proposto al vescovo di utilizzare una masseria, destinata in precedenza alla Comunità Incontro ma di proprietà della Diocesi, per un progetto di pene alternative al carcere”.
Dopo aver agito da soli per parecchio tempo, coinvolgendo i carcerati in lavori nelle proprie parrocchie (pulizie, controllo dei ragazzi in oratorio, ecc.), don Riccardo e don Vincenzo sono riusciti non solo a trovare alleati nei fedeli frequentatori delle loro parrocchie, che ora tengono tantissimo a questi ex carcerati e fanno di tutto per aiutarli, ma anche nel Vescovo di Andria, Mons. Luigi Mansi, che prima definiva i due sacerdoti “sognatori”,mentre adesso li definisce “operatori di sogni collettivi”.Preti capaci di trasformare quello che era il sogno di due persone, nel sogno di tanti, di tutta la diocesi.
E i detenuti sono riconoscenti per l’aiuto ricevuto che ha determinato un cambiamento di rotta nelle loro vite. “Fondamentale è stato l’incontro con Don Vincenzo e Don Riccardo. – afferma Paolo in detenzione alternativa – Era come se fosse venuto Gesù in persona a casa mia. Da lì è cambiato tutto, mi hanno preso qui in parrocchia e nel vero senso della parola, sono diventati come un secondo padre per me”.
“Senza sbarre” è ora un progetto diocesano: il Vescovo Mansi ha concesso ufficialmente l’utilizzo della Masseria che, non appena restaurata, diventerà l’azienda produttrice di olio di oliva di “Senza sbarre”, per offrire, dopo anni di detenzione,una possibilità concreta di lavoro e di reinserimento sociale.

L’iniziativa “Insieme ai Sacerdoti” si avvale del supporto di una rete di 225 incaricati diocesani che, con la collaborazione dei referenti parrocchiali, affiancano i parroci nella sensibilizzazione al tema.
Le Offerte per i sacerdoti sono diverse da tutte le altre forme di contributo a favore della Chiesa cattolica, perché espressamente destinate al sostentamento dei preti diocesani. Dal proprio parroco al più lontano.Ogni fedele è chiamato a parteciparvi, a nome proprio o della propria famiglia. L’Offerta è nata come strumento di comunione tra sacerdoti e popolo di Dio e delle parrocchie tra loro. Per dare alle comunità più piccole gli stessi mezzi di quelle più popolose, nel quadro della ‘Chiesa-comunione’ delineata dal Concilio Vaticano II.
Le donazioni vanno ad integrare la quota destinata alla remunerazione del parroco proveniente dalla raccolta dell’obolo in chiesa. Ogni curato infatti può trattenere dalla cassa parrocchiale una piccola cifra (quota capitaria) per il suo sostentamento, pari a circa 7 centesimi al mese per abitante. In questo modo, nella maggior parte delle parrocchie italiane, che contano meno di 5 mila abitanti, ai parroci mancherebbe il necessario. Le Offerte e l’8xmille vengono allora in aiuto alla quota capitaria.
L’8xmille oggi è strumento ben noto e non costa nulla di più ai fedeli. Le Offerte invece sono un passo ulteriore nella partecipazione: comportano un piccolo esborso in più, ma indicano una scelta di vita ecclesiale. Tuttora le Offerte coprono circa l’1,8% del fabbisogno e per remunerare il clero diocesano bisogna ancora far riferimento all’8xmille. Ma il loro significato indica un’ulteriore consapevolezza e partecipazione alla vita di tutte le comunità italiane, oltre che della propria.I contributi versati vengono inviati all’Istituto centrale sostentamento clero di Roma, che li distribuisce equamente tra i preti diocesani. Assicura così una remunerazione mensile che va dagli 870 euro netti al mese per un sacerdote appena ordinato, fino ai 1.354 euro per un vescovo ai limiti della pensione. Le Offerte oggi sostengono anche circa 3 mila preti ormai anziani o malati, dopo una vita spesa per il Vangelo e per i fratelli, oltre che circa 600 missionari nel Terzo Mondo.Il contributo è deducibile fino ad un massimo di 1.032,91 euro l’anno.

Info: www.insiemeaisacerdoti.it
YouTube https://youtu.be/wzy73tacuUU