A Conversano apre il primo parco sportivo con palestra Jungle del Sud Italia

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Domenica 19 apre a Conversano “Origin Outdoor Experience”: il primo parco sportivo realizzato da un team di trainer e appassionati di fitness, che promuove il benessere psicofisico attraverso uno spazio all’aperto ideale per scuole e famiglie, dove fare sport insieme divertendosi. Novità assoluta è il Jungle, la “palestra giungla” dove svolgere attività di social building con cooperative sociali e realtà che lavorano con disabilità psichica e fisica

CONVERSANO (BA) – Durante il lungo tempo sospeso della pandemia, quando palestre e centri sportivi sono rimasti chiusi per mesi, molti sportivi, ma anche tanti non sportivi, hanno riscoperto il piacere dell’allenamento all’aperto, abitudine molto diffusa all’estero, che sta prendendo piede in Italia soltanto negli ultimi anni.

Partendo proprio dal contesto pandemico che ci ha insegnato a essere adattivi rimodulando le nostre esperienze ritenute sino ad oggi stanziali, un team di professionisti specializzati in percorsi di benessere psicofisico ha fondato Origin Wellness Starter, startup basata sull’erogazione di servizi alla persona. Nasce così il progetto “Origin Outdoor Experience”, un parco sportivo attrezzato che sorge nella città di Conversano, all’angolo tra via Lenti e via Manuzzi.

Domenica 19 settembre è previsto l’open day del parco, aperto alla Città e ai tanti visitatori, grandi e piccoli, provenienti da tutta la Regione per scoprire le attrazioni e trascorrere una giornata tra fitness e divertimento.

Il parco, che si estende su una superficie di 450 mq, si compone di un’area fitness e di una struttura unica in Italia per dimensioni. L’area fitness vede il coinvolgimento dell’azienda Bear Fitness fornitrice dei principali macchinari che permettono di vivere le stesse esperienze di una classica palestra indoor. La struttura, invece, è stata progettata per la disciplina “Jungle Up” che riproduce l’habitat tipico della giungla, dove ciascuno è messo costantemente alla prova e impara a servirsi al meglio delle proprie abilità e del proprio corpo.

L’area Jungle è stata progettata per ospitare attività di social building connettendo le realtà del territorio che lavorano con la disabilità fisica e psichica, con le comunità per minori, con le cooperative sociali che gestiscono situazioni di dipendenza e con centri anziani. Nella sua struttura “libera e liberante” offre uno spazio per rafforzare le relazioni genitori-figli, e alle scuole un percorso dedicato a studenti e docenti per attivare azioni di prevenzione e contrasto di qualsiasi forma di violenza, discriminazione e sopraffazione tra giovani che possano degenerare negli atteggiamenti tipici del bullismo. Un’esperienza in grado di coinvolgere gli studenti in modo divertente e promuovere allo stesso tempo delle sane riflessioni sul tema della fiducia e della cooperazione.

«Al centro del progetto “Origin Wellness Experience” c’è il miglioramento della vita della persona, che è portata naturalmente a ritrovare autostima, a vivere emozioni date dall’estrema inclusività dell’esperienza che il Jungle regala – spiega Mirko Troviso, cofondatore di Origin Wellness Starter – dove la competizione non è mai il fine, perché ciò che conta è rompere lo schema e permettere a tutti di trovare la propria dimensione nella giungla».

La filosofia del Jungle nasce dall’attenta osservazione della natura: ripercorrendo l’evoluzione della specie umana dalla scimmia, tornando alle origini per riscoprire le capacità perdute e recuperando quanto di primitivo è inscritto nel proprio DNA.

L’ideatore del Jungle, Mattia Ferri, ha aperto a Pesaro nel 2019 la prima “giungla urbana” d’Italia e da allora questo approccio innovativo alla pratica sportiva si è diffuso in Italia e nel mondo. Quello di Conversano inaugurato in questi giorni è il primo parco Jungle del Sud Italia.

«Jungle non vuole essere una regressione, ma una progressione primitiva – commenta Mattia Ferri, ceo JungleUp e ideatore della disciplina in Italia – L’uomo contemporaneo ha bisogno di tornare a guardare il mondo dall’alto, perché osservare la società̀ staccandosi da terra, gli può̀ permette di comprendere come vivere meglio. Restare appesi è un ritorno a quelli che in tanti hanno chiamato “movimenti primordiali”, quei movimenti che riportano l’uomo alla natura e al mondo animale dal quale deriva».

Anche i più piccoli possono trovare in questa disciplina il mezzo per socializzare e imparare le regole della convivenza: in Jungle si sale insieme, si vince o si perde insieme; si fatica insieme in un laboratorio-gioco nel quale il bambino è libero di mettersi in movimento.