La quarta edizione della rassegna proporrà una settimana di grande musica con concerti gratuiti, jam session e percorsi formativi anche per i più piccoli
CASTRO (LE) – Motori accesi per la quarta edizione del Castro Jazz Festival, che si appresta a riempire di musica e non solo, dal 23 al 29 agosto, la bellezza senza tempo della cittadina adriatica, diventata in pochi anni un vero e proprio punto di riferimento musicale per gli appassionati, non solo italiani, vista la caratura degli artisti ospiti degli ultimi anni.
E quest’anno al già ricco programma della rassegna si aggiungono nuove iniziative che vanno ad integrare le attività del festival, presentato nei giorni scorsi presso il Museo Arche-Industriale di Terra d’Otranto di Maglie. La manifestazione, organizzata come di consueto dall’Associazione Culturale Jazz Bud Powell APS, trasformerà il borgo storico, il Castello Aragonese e Piazza Perotti, nel centro storico di Castro, in un palcoscenico all’aperto con una settimana di concerti gratuiti, jam session e percorsi formativi.
Innanzitutto – una delle novità di quest’anno, assieme al patrocinio del Conservatorio di musica “Tito Schipa” di Lecce – la residenza artistica di composizione dal 17 al 21 agosto dal titolo “Between Ink and Sound”, percorso formativo intensivo guidato da tre compositori attivi sulla scena musicale jazz nazionale e internazionale – Vincenzo Presta, Gabriele di Franco e Simone Stefanizzi – rivolto a compositori e musicisti interessati alla scrittura e all’arrangiamento jazz in ambito orchestrale. E caratterizzato da un forte legame tra formazione teorica, pratica compositiva e sperimentazione in prova che verrà messo in scena nel concerto finale aperto al pubblico nella serata di domenica 23 agosto.
Poi – come di consueto – dal 23 al 29 agosto ci sarà la Summer School,
articolata in sei classi (fiati, piano, voce, chitarra, contrabbasso, batteria) durante le quali i corsisti, guidati dai rispettivi docenti, approfondiscono la conoscenza del proprio strumento ed esplorano alcuni aspetti essenziali del suonare come la tecnica strumentale, l’interpretazione, l’improvvisazione, con scambio di idee favorito anche dalle attività della “Large Ensemble”. Alla guida dei vari laboratori sono stati individuati musicisti di fama e competenza didattica: il clarinettista e direttore della “Large Ensemble” Marco Colonna, il pianista Nicola Andrioli, la cantante Maria Pia De Vito, il chitarrista Giancarlo Del Vitto, il contrabbassista Stefano Senni, il batterista Alessandro Paternesi, il sassofonista e direttore della Summer School Jazz Orchestra Emanuele Coluccia.
Ancora, il ritorno della “Kids School of Jazz”
esperienza formativa di alto valore per la sua capacità di stimolare un apprendimento interattivo, coltivare talenti e sviluppare la creatività in un contesto culturale unico: quello della musica jazz, che con la sua energia e la sua libertà espressiva si rivela uno strumento potente per il coinvolgimento attivo anche dei più piccoli. Questo progetto è realizzato con il contributo della Fondazione Puglia.
Un appuntamento nato 18 anni fa dal lavoro della precedente associazione
la “Thelonius Monk”, “cresciuto in pochi anni grazie al supporto del Comune di Castro”, ha spiegato sabato sera al MAITO di Maglie il presidente dell’associazione “Bud Powell” Marco Cariddi, sottolineando come il CJF sia iniziativa che si regge sul lavoro degli appassionati, senza alcun fine di lucro, e che si realizza grazie alla sinergia con le istituzioni e il sostegno di aziende private che mostrano anche quest’anno grande sensibilità a questo progetto. Il sindaco di Castro, Luigi Coluccia, ha evidenziato come molti turisti si informino già della presenza della rassegna prima di prenotare il viaggio, annunciando l’impegno del Comune per un sostegno più congruo.
Anche Stefano Luigi Mangia, referente del Dipartimento Jazz del Conservatorio
ha evidenziato l’alto valore artistico del Festival, spiegando come il parere positivo al patrocinio, che in genere richiede ore di confronto in seno al consiglio accademico, sia stato concesso quasi a occhi chiusi: “La musica va valutata anche in base alla sua funzione: e il Castro Jazz Festival non è il fast food musicale dal grande nome, ma un’iniziativa di grande levatura artistica che tra l’altro contribuisce alla promozione dei talenti del territorio”.
E se Dionisia Cassiano, referente dell’apprezzata “Kids School of Jazz”, ha annunciato ulteriori novità nella didattica – con la creazione delle sezioni Jazz gym, Jazz factory e Jazz movie, per stimolare i più piccoli sia dal punto di vista del movimento che della sensibilità musicale – Francesco Varriale, fondatore di radio/altriSuoni – l’emittente partner del CJF – ha sottolineato come, in tempi non proprio esaltanti come quelli che viviamo, debbano essere proprio le cose belle a darci una mano. Con l’obiettivo – ha concluso Francesco Negro, direttore artistico del Festival – “di creare una comunità del jazz sensibile e appassionata – e siamo già in 130 soci – capace di diffondere l’amore per il jazz, per la musica di qualità e la condivisione”.











