Uva da tavola, Laporta: “Non è ancora annata disastrosa, Igp e aggregazioni possono farci decollare”

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michele laporta

Il presidente del Consorzio Uva di Puglia IGP interviene sull’allarme lanciato da Coldiretti

BARI – “E’ vero, l’annata non è certamente delle migliori ed è vero anche che molta uva rimasta invenduta si sta deteriorando a causa dell’arrivo delle nebbie e dell’umidità abbondanti di queste ultime settimane. Credo però che sia un problema strutturale e ricorrente negli ultimi anni, bisogna lavorare sulle soluzioni. Cercare mercati lontani, difficilmente raggiungibili oggi con l’aumento dei costi dei trasporti, potrebbe risultare inefficiente, dobbiamo partire dal basso incentivare le aggregazioni dei produttori e puntare su produzioni certificate IGP e innovare in varietà provenienti da filiere 100% italiane“.

Michele Laporta, presidente del Consorzio per la valorizzazione e la tutela dell’Uva di Puglia IGP e presidente della O.P. Agritalia con sede a Barletta, interviene sull’allarme lanciato da Coldiretti Puglia sul crollo dei consumi dell’uva da tavola. “Ho grande rispetto per la Coldiretti e condivido gran parte degli interventi dei colleghi, ma credo che parlare di annata peggiore degli ultimi 10 anni sia un’esagerazione. La stagione per l’uva da tavola è stata molto altalenante, ma le produzioni di qualità e soprattutto le uve certificate IGP hanno registrato delle ottime performance, vedendo volumi maggiori rispetto allo scorso anno, ma soprattutto incrociando sempre più retailer favorevoli all’inserimento di tale referenza. Peccato che in Puglia i produttori ignorino l’esistenza del Consorzio di Tutela e valorizzazione dell’Uva da tavola IGP: basti pensare che gli ettari iscritti non raggiunge l’1% delle superfici coltivate ad uva da tavola. Abbiamo uno strumento utilissimo per promuovere il nostro prodotto, ma non lo sfruttiamo adeguatamente“.

La nostra uva“, prosegue Michele Laporta, “è apprezzata e richiesta ovunque, siamo stati per decenni il giardino dell’Europa, ritorniamo a proporci su questi mercati dove negli ultimi anni abbiamo perso tanto. Evitiamo inutili strumentalizzazioni che troppo spesso mettono chi produce e chi commercializza gli uni contro gli altri. In Puglia produciamo una grande quantità di uva da tavola, c’è bisogno di più cooperazione, aggregare filiere della produzione e commercializzazione porterebbe ad ottenere più vantaggi per il territorio“.

Laporta si dice d’accordo con Coldiretti sulla necessità di intensificare i controlli per aumentare la sicurezza nella filiera, “un problema che va monitorato“, così come sulla qualità del nostro prodotto, “sempre più alta e rispondente alle necessità del mercato, come credo che già tanto facciamo sulla sicurezza alimentare, il nostro prodotto è sano e rispettoso dell’ambiente“.

Diverso è invece il punto di vista sulle uve senza semi: “A Coldiretti forse sfugge che si sono costituite filiere al 100% italiane, con varietà registrate e libere da royalty sulla commercializzazione”, sottolinea Laporta. “Io credo che si debbano cercare intese con il mercato e non provocare scontri. Non possiamo essere contro a prescindere, nei confronti dei breeder internazionali, piuttosto dobbiamo lavorare insieme, puntando su una filiera italiana, facendo emergere il made in Italy. Sono convinto che c’è tanto altro che possiamo fare, ma cominciamo e l’IGP e l’aggregazione, dal nostro osservatorio hanno prodotto risultati positivi“.