Uila Puglia: “Contro l’avanzare della Xylella si faccia squadra per tutelare il lavoro agricolo”

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pietro buongiorno

Buongiorno: “Strategico il ruolo degli uffici regionali e delle imprese, da loro dipendono le sorti del comparto”

BARI – “Siamo preoccupati dall’avanzare della Xylella che minaccia le coltivazioni di ciliegie in agro di Conversano e delle aree sul fronte jonico della provincia di Taranto. Per tutelare l’agricoltura e, soprattutto il lavoro agricolo, è necessario non abbassare la guardia, facendo squadra tra istituzioni, attori economici delle filiere, mondo della ricerca e dell’associazionismo“.

Il Segretario Generale della Uila Puglia, Pietro Buongiorno, interviene all’interno del dibattito che sta tenendo banco in questi giorni, riportando la riflessione su un punto chiave: la difesa del comparto bracciantile, già interessato da un calo costante del numero di giornate lavorate pro-capite.

Sulla Xylella – esordisce Buongiorno – tanto si dice, ma in pochi, tuttavia, riflettono sugli impatti che sta avendo sul lavoro agricolo dipendente, oltre che sull’economia e sul paesaggio regionale. Il numero di giornate lavorate pro capite in territori come il Salento, ormai dilaniato dall’emergenza fitosanitaria, continua a calare drasticamente e la curva discendente non potrà rialzarsi per gli anni a venire. Si pensi che in soli due anni, tra il 2016 e il 2018, sono stati persi 4000 posti di lavoro e quasi 200.000 giornate lavorate in Provincia di Lecce, ma le cifre rischiano di essere ancora più drammatiche se si va ancora più a ritroso. La contrazione del numero di giornate, purtroppo, è una dinamica negativa che sta interessando non solo le province di Brindisi e Lecce, ma tutte quelle Pugliesi: sono state 88 le giornate medie pro-capite dei lavoratori agricoli in Puglia nel 2019; in provincia di Lecce, tuttavia, si è scesi a 78 giornate. Per questo – conclude Buongiorno- bisogna contrastare con tutte le energie possibili l’avanzare del batterio limitando sicuramente l’azione del suo vettore con i metodi che la scienza mette a disposizione e con le buone prassi agronomiche che oggi vengono imposte. Ben venga anche il coinvolgimento dei portatori di interesse quali agricoltori, agronomi e agrotecnici, ma reputiamo strategico l’impegno ed il coordinamento degli uffici regionali preposti al controllo che devono essere in grado di porre in essere azioni efficaci nel medio-lungo periodo. Dal loro operato dipendono le sorti di un intero comparto“.