TARANTO – La forza evocativa della parola, il ritmo del verso e la suggestione dei suoni per restituire al pubblico tutta la ricchezza di uno dei più grandi racconti della cultura occidentale. Sabato 3 ottobre, alle ore 21, l’auditorium TaTÀ di Taranto ospita «Omero, Odissea», spettacolo scritto e interpretato da Gianluigi Tosto nell’ambito del Taras Teatro Festival diretto da Massimo Cimaglia. Un viaggio teatrale nella memoria e nell’immaginario collettivo, in cui il poema omerico prende vita attraverso la voce di un interprete solo in scena, accompagnato da strumenti arcaici suonati dal vivo.
Tosto si fa aedo contemporaneo e recupera la dimensione originaria del racconto orale, affidando alle parole, ai suoni e alla capacità immaginativa degli spettatori il compito di ricreare luoghi, personaggi ed emozioni. «Ho voluto recuperare il gusto perduto del narrare le storie, lasciando alle persone del pubblico la possibilità di seguire la traccia visiva e immaginaria che la loro stessa fantasia propone, stimolata solamente dalle parole e dai suoni», afferma l’attore musicista.
non soltanto come un classico della letteratura, ma come un racconto ancora capace di parlare al presente. Un’attualità testimoniata anche dal rinnovato interesse per il poema omerico, tornato al centro dell’immaginario contemporaneo con l’«Odissea» cinematografica di Christopher Nolan. Ma se il cinema restituisce il mito attraverso le immagini e la spettacolarità della narrazione visiva, Tosto sceglie la strada essenziale della voce e del suono, lasciando che siano le parole a evocare paesaggi, creature e avventure nella fantasia di chi ascolta.
Inoltre, rispetto all’epica della guerra e dello scontro che caratterizza l’«Iliade», il poema del viaggio di Ulisse si muove in una dimensione più intima e articolata, fatta di nostalgia, attesa, incontri straordinari, astuzia e desiderio di ritorno. Al centro c’è un eroe che, oltre alla forza, mette in campo il pensiero, il ragionamento e la capacità di misurarsi con l’imprevisto.
dall’incontro con Nausicaa e l’accoglienza dei Feaci alla terribile avventura con Polifemo, dalla magia di Circe al canto delle Sirene, fino al Regno dei Morti e al ritorno a Itaca. Qui il viaggio trova il suo compimento nel confronto con i Proci e nella commozione dei riconoscimenti, prima con il figlio Telemaco e poi con Penelope.
A dare corpo e atmosfera a questo universo contribuisce un ricco repertorio di strumenti e oggetti sonori, impiegati per evocare la varietà dei paesaggi e delle emozioni del poema. Il tamburo del mare richiama le distese attraversate da Ulisse, mentre una zanzara africana diventa la cetra di Demodoco; il tamburello accompagna la festa dei Feaci, i chimes evocano l’isola di Circe, i campanacci di ferro e bronzo segnano l’arrivo a Itaca e gli spring drums restituiscono le atmosfere misteriose del Regno dei Morti, dell’isola delle Sirene e dell’isola di Eolo.
La traduzione adottata è quella di Mario Giammarco, che con un linguaggio accessibile conserva il respiro arcaico del poema e la sua capacità di intrecciare avvenimenti, meraviglia e dimensione interiore. Molti degli episodi, infatti, prendono forma attraverso il filtro della memoria del protagonista, facendo dell’«Odissea» non soltanto il racconto di un viaggio nello spazio, ma anche un percorso dentro l’esperienza, i sentimenti e la coscienza di un uomo.
Ad arricchire la serata, precederà lo spettacolo una «lectio brevis» di Emanuele Stolfi, ordinario di Diritto romano e Diritti dell’Antichità all’Università di Siena, dal titolo «L’enciclopedia omerica, la voce, il viaggio, le astuzie». Un’introduzione che offrirà ulteriori chiavi di lettura per avvicinarsi al mondo omerico e ai significati di una narrazione che continua ad attraversare i secoli.
La serata dedicata a Gianluigi Tosto si inserisce, dunque, in quel percorso del Taras Teatro Festival che intreccia linguaggi e sensibilità differenti nel segno del dialogo con il mondo antico. Un percorso che proseguirà domenica 4 ottobre, alle ore 19, al Teatro Comunale Fusco, con «Archimede. La solitudine di un genio» in cui il cantattore Mario Incudine interpreta un testo di Costanza DiQuattro per la regia di Alessio Pizzech.
Botteghino del TaTÀ 333.2694897 (ore 10-13/15-18). Biglietti in vendita anche sul circuito Vivaticket.
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