Taranto: un Convegno Nazionale sul ruolo delle Banche di Credito Cooperativo (BCC) per creare occupazione, reddito, sviluppo durevole

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Quali possibili conseguenze del nuovo quadro normativo bancario europeo sul credito alle imprese?

TARANTO – Si è tenuto ieri a Taranto il Convegno Nazionale “L’accesso al credito per le PMI. Le novità dopo la riforma del Credito Cooperativo” organizzato dalla Banca di Taranto – BCC Credito Cooperativo in collaborazione con la Confcommercio Taranto. Il Convegno ha posto l’accento sul ruolo delle banche cooperative mutualistiche nel sostegno all’economia reale, a fronte del nuovo assetto organizzativo determinatosi con la riforma del Credito Cooperativo del 2016-18 e sulle preoccupazioni per le regole bancarie di origine europea.

Al Convegno – aperto dai saluti del Presidente della Banca di Taranto, Lelio Miro – hanno partecipato il Presidente di Confcommercio Taranto, Leonardo Giangrande; il Direttore Generale di Finpromoter, Pierpaolo Ciuoffo; il Presidente di Federcasse e presidente della Federazione Puglia e Basilicata delle BCC, Augusto dell’Erba; il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Mario Turco.

Il Presidente di Federcasse Augusto dell’Erba ha sottolineato come “le imprese e le famiglie dei territori siano gli unici soci-proprietari e i clienti tipici delle BCC. La ragion d’essere e di operare delle banche di comunità è lo sviluppo durevole delle comunità delle quali sono l’espressione bancaria“. “Le BCC debbono però ora confrontarsi con un contesto normativo europeo che è cambiato rispetto all’approvazione della riforma del 2016 e occorre capire insieme al legislatore e alle altre Autorità se e quali siano i margini per un adeguamento del quadro normativo che esalti il ruolo di servizio alle imprese e alle famiglie delle banche mutualistiche. Le quote di mercato nei crediti ai settori del commercio, dell’artigianato, del turismo e dell’agricoltura sono lusinghiere e vogliamo accrescerle in modo sostenibile in quantità e qualità. Soprattutto al Mezzogiorno“.

Il Sottosegretario Mario Turco oltre a condividere la preoccupazione delle imprese socie e clienti delle BCC per una possibile riduzione dei prestiti – a causa di un approccio normativo europeo che è andato via via penalizzando chi fa credito nei territori con finalità mutualistiche – ha informato dell’interlocuzione in corso per valutare la possibilità di affrontare la questione dell’adeguatezza della normativa rispetto al ruolo delle Banche di Credito Cooperativo affinché il principio di proporzionalità risk based sia realmente e quotidianamente applicato, così come l’analisi delle possibili soluzioni per considerare anche formalmente le BCC ciò che sono, ovvero banche less significant. “Il Governo ha seguito con attenzione il dibattito alla Camera sulle BCC in occasione del percorso di conversione in legge del decreto sul sistema bancario del Mezzogiorno e ha accolto gli ordini del giorno presentati da diverse forze di maggioranza e opposizione. In tal senso, si avverte la necessità di affrontare il tema anche insieme a Federcasse coinvolgendo il Parlamento e le Autorità di settore“.

Il Presidente della Banca di Taranto BCC Credito Cooperativo, Lelio Miro, ha sottolineato come il tessuto imprenditoriale italiano sia costituito soprattutto da Pmi, con la conseguente responsabilità di ogni parte in causa (politica, sociale ed economica) di predisporre tutte le possibili azioni di contesto per lo sviluppo e la salvaguardia del settore e, in definitiva, del cuore reale del Paese.

Il Presidente di Confcommercio Taranto Giangrande, promotore del convegno, ha insistito sulla necessità di aprire una riflessione seria con tutti gli interlocutori sui rapporti BCC/Pmi dopo l’introduzione della riforma del Credito Cooperativo.

Il Direttore Generale della Finpromoter, strumento finanziario nazionale della Confcommercio, Pierpaolo Ciuoffo, ha rappresentato preoccupazione per l’evoluzione del credito alle micro e PMI degli ultimi anni: “Nella fase iniziale della crisi, un ruolo centrale di sostegno al credito delle imprese micro e piccole è stato ricoperto dalle BCC. I recenti sviluppi normativi e i relativi impegni connessi a una profonda evoluzione degli assetti di governo e operativi hanno alimentato la preoccupazione che possa ridursi tale ruolo di sostegno alle economie locali“.