Sulle note di vecchie canzoni, i due protagonisti festeggiano l’arrivo del nuovo anno, «ballando» a ritroso la loro storia dentro il disegno luci firmato da Cristian Zucaro. Lentamente si svestono, cambiano aspetto, sembrano più giovani e, avvolti dalla voce di Mina e dalle canzoni di Tenco e da un’infinità di altri brani indimenticabili, ripercorrono i momenti più importanti di una vita. Ricordando, i due protagonisti si ritrovano in quest’ode all’amore che rende sopportabile la solitudine di chi disgraziatamente sopravvive all’altro, con tutta la forza compositiva del teatro carnale, arcaico e rituale della pluripremiata artista palermitana, la cui produzione spazia tra teatro, cinema lirica e letteratura.
«Il tango delle capinere» è dunque una riflessione danzata e agita sul tema della vecchiaia come approfondimento dello studio «Ballarini» appartenente alla «Trilogia degli occhiali». E, come in «Ballarini», nel «Tango delle capinere» è l’ultimo dell’anno. Sta per scoccare la mezzanotte quando i due amanti si ritrovano davanti al baule dei ricordi. Lui estrae dalla tasca una manciata di coriandoli, li lancia in aria e dice: «Buon anno, amore mio!». A sua volta la donna tira fuori dal baule un velo da sposa, poi ruota la manovella di un piccolo carillon. E non appena parte la musica, i due ballano, si baciano, rivivono i momenti più belli della loro vita proprio come in un carillon che inverte il percorso e li riporta indietro nel tempo.
Capace di esplorare il tema della famiglia, così come sta facendo nel nuovo spettacolo «L’angelo del focolare», ma anche e soprattutto dell’emarginazione, attraverso una poetica di tensione e follia nella quale non manca una punta di umorismo, Emma Dante esplode sulla scena italiana sino a diventare una delle personalità più significative della nuova drammaturgia con «mPalermu», uno dei tre capolavori della trilogia della famiglia siciliana (completata da «Carnezzeria» e «Vita mia») che la portarono alla ribalta nazionale con la vittoria del premio Scenario nel 2001.
Nei venticinque anni trascorsi al timone della sua compagnia Sud Costa Occidentale, la regista è diventata poi una delle artiste più apprezzate e premiate d’Europa, firmando oltre venti spettacoli messi in scena sui più prestigiosi palcoscenici internazionali, ma anche una serie di opere liriche e film. La sua creatività, che affonda le radici una cultura popolare che fa dialogare vivi e morti, passato e presente, le è valso moltissimi teatrali e ben Cinque nastri d’argento per «Le sorelle Macaluso», film del 2020 tratto dall’omonimo e pluripremiato spettacolo creato dalla stessa Dante nel 2014.
Al termine dello spettacolo, per il ciclo «Parliamone», la Compagnia ospite dialogherà con il pubblico e la giornalista Marina Luzzi.
Biglietto unico € 15. Info 333.2694897 – www.teatrocrest
L'Opinionista © since 2008 - PugliaNews24 supplemento a L'Opinionista Giornale Online
reg. tribunale Pescara n.08/2008 - iscrizione al ROC n°17982 - P.iva 01873660680
Contatti - Archivio notizie - Privacy - Cookie Policy - Facebook - X