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A Taranto domani Marina Valensise presenta «Un cuore greco»

Martedì 6 ottobre,  al Museo archeologico nazionale di Taranto MArTA per «Taras Teatro Festival», Marina Valensise presenterà il suo libro e dialogherà con Antonio Calenda. Lettura scenica a cura del Gruppo della Creta

TARANTO – Cos’hanno ancora da dirci i classici? E quanto del nostro presente affonda le radici nel mondo antico? A queste domande risponde «Un cuore greco. Il ritorno ai classici nel Novecento» (Neri Pozza, 2025), il libro di Marina Valensise al centro dell’incontro, in programma per il Taras Teatro Festival diretto da Massimo Cimaglia, martedì 6 ottobre, alle ore 17, nella sala Lippolis del Museo archeologico nazionale di Taranto MArTA, in collaborazione con il quale l’iniziativa viene promossa. L’ingresso è libero sino ad esaurimento dei posti, che sono limitati, per cui è consigliabile la prenotazione al numero 099.4532112.

A dialogare con l’autrice, introdotta dalla direttrice del museo, Stella Falzone, sarà Antonio Calenda

tra i più importanti registi italiani, mentre il Gruppo della Creta accompagnerà l’incontro con una lettura scenica di alcune pagine del volume. Un viaggio inaspettato alla riscoperta dei classici, attraverso l’arte e le idee del Novecento, dalla sperimentazione ludica delle avanguardie alla ricerca di significato di fronte alle tragedie della storia europea.

Molte le domande che nel suo libro si pone Valensise. Davvero, per essere moderni, bisogna ripudiare l’antico? Perché alcuni artisti e intellettuali sembrano insofferenti all’ascolto dei classici che pure hanno contribuito a plasmare la nostra cultura? In un’epoca in cui la novità tende a prevalere sulla tradizione e la curiosità rischia di cedere il passo alla «brama totalitaria di futuro», quale spazio resta per il patrimonio culturale del passato? Domande che l’autrice affronta proponendo un percorso attraverso il paesaggio moderno dell’antico, sulle tracce di artisti, poeti, drammaturghi, musicisti e scrittori che, nel corso del Novecento, hanno trovato nei classici una fonte inesauribile di ispirazione e uno strumento per interpretare il proprio tempo.

Il racconto attraversa le esperienze di figure straordinarie: da Hofmannsthal a Cocteau, da Picasso a Stravinskij dall’ucraina Rachel Bespaloff al calabrese Corrado Alvaro, entrambi alle prese con l’epos e le tragedie della guerra. E, ancora, da Montherlant, impegnato a esplorare il desiderio femminile, ad Albert Camus, che ritrova nella tragedia greca una luce capace di contrastare il buio del totalitarismo. Fino a Heiner Müller, che ricorre al mito per parlare dello stalinismo, e a Sarah Kane, che lo sovverte per portare in scena la crudezza del reale. Attraverso queste voci, «Un cuore greco» mostra come il ritorno ai classici non rappresenti una fuga dal presente, ma un modo per comprenderlo e interrogare le contraddizioni della modernità.

Marina Valensise è consigliere delegato dell’Istituto nazionale del dramma antico

che da oltre un secolo produce le rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa. Dal 2012 al 2016 ha diretto l’Istituto italiano di cultura di Parigi. Collabora con Il Foglio e Il Messaggero. Tra i suoi libri figurano «Il sole sorge a Sud. Viaggio contromano da Palermo a Napoli via Salento» (Marsilio, 2012), «L’Hôtel de Galliffet» (Skira, 2015), «La cultura è come la marmellata. Promuovere il patrimonio italiano con le imprese» (Marsilio, 2016), «La temeraria. Luciana Frassati Gawronska, un romanzo del Novecento» (Marsilio, 2019) e «Sul baratro. Città, artisti e scrittori d’Europa alla vigilia della Seconda guerra mondiale» (Neri Pozza, 2022).

Antonio Calenda è uno dei più importanti registi italiani. Ha fondato il Teatro Sperimentale Centouno insieme a Gigi Proietti, Virginio Gazzolo e Piera Degli Esposti. Ha diretto il Teatro Stabile dell’Aquila e il Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia ed è stato sovrintendente della Fondazione Teatro lirico Giuseppe Verdi di Trieste. Nel 2012 ha ricevuto il premio Eschilo d’Oro. Nel corso della sua carriera ha portato in scena opere di autori classici e contemporanei, tra cui William Shakespeare, Carlo Goldoni, Samuel Beckett, Bertolt Brecht e Achille Campanile. Ha inoltre diretto produzioni radiofoniche, opere liriche e adattamenti televisivi di drammi teatrali.

Il Gruppo della Creta è una compagnia teatrale fondata nel 2015 e interamente gestita da artisti under 35.

Ha la propria residenza stabile al TeatroBasilica di Roma e promuove un teatro collaborativo, di ricerca e multidisciplinare, attraverso l’esplorazione dei linguaggi della contemporaneità.

Taras Teatro Festival è realizzato grazie al sostegno del MIC, attraverso il FNSV, dalla Regione Puglia (con risorse del Fondo di rotazione POC 2021–2027), dal Comune di Taranto e dagli sponsor privati Fondazione Taranto25, ITSmobilità Academy, BCC Banca di Bari e Taranto, Erredi consulenze assicurative, EDTS (European Digital Theatre Studio), CONFAPI di Taranto. Inoltre, si ringrazia il mecenate Banca Patrimoni Sella (ArtBonus), Il festival gode dei patrocini dell’Università degli Studi di Bari, del MArTA museo archeologico nazionale di Taranto, della Soprintendenza nazionale per il patrimonio culturale subacqueo, della Fondazione INDA, e dell’ISAMG (istituto per la storia e l’archeologia della Magna Grecia).

Redazione Puglianews24
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