Taranto, il Terre d’Apulia nega l’acqua agli allevatori

 

Lo stop idrico arriva con la delibera del Consorzio di Bonifica Terre d’Apulia Rubino e De Padova, CIA Due Mari: “Intervengano Regione Puglia e Comuni”

TARANTO – Niente acqua. Per i tanti agricoltori e allevatori del Tarantino le cui aziende sono poste nel territorio di pertinenza del Consorzio di Bonifica Terre d’Apulia, l’approvvigionamento idrico d’ora in poi rappresenterà un problema in più, con rilevanti costi aggiuntivi. Con una specifica delibera, il commissario del Consorzio Terre d’Apulia, infatti, ha stabilito che aziende zootecniche e imprese agricole non potranno più utilizzare l’acqua dell’acquedotto rurale per uso potabile.

La questione riguarda anche le province di Bari e Bat, oltre un’ampia zona della provincia di Taranto.

E’ una questione molto seria“, ha dichiarato Pietro De Padova, presidente provinciale di CIA Due Mari (Taranto-Brindisi). “Come CIA Agricoltori Italiani, chiediamo sia alla Regione Puglia che ai Comuni sul cui territorio ricadono gli effetti della delibera di intervenire subito, affrontare il problema, e dare risposta alle preoccupazioni di allevatori e agricoltori“. La CIA ha già denunciato gli effetti nefasti della delibera in questione per quanto riguarda le province di Bari e della Bat. Le conseguenze negative non tarderanno a farsi sentire anche in provincia di Taranto. “La risorsa idrica dell’acquedotto rurale gestito dal Consorzio Terre d’Apulia è preziosa per l’abbeveraggio dei capi di bestiame e per il mantenimento dell’igiene e del benessere animale“, ha aggiunto Vito Rubino, direttore provinciale di CIA Due Mari. “Non potere utilizzare quell’acqua, significa non solo un incremento dei costi, ma anche problemi aggiuntivi sull’organizzazione del ciclo produttivo“, ha spiegato Rubino.