TARANTO – Il teatro incontra la cultura classica e il patrimonio archeologico di Taranto in una serata dedicata al valore della conoscenza, della memoria e della cultura. È questo il filo conduttore dell’appuntamento di domenica 4 ottobre, alle ore 19, al Teatro Comunale Fusco, dove per il Taras Teatro Festival diretto da Massimo Cimaglia va in scena “Archimede. La solitudine di un genio” su testo di Costanza DiQuattro interpretato dal cantattore Mario Incudine per la regia di Alessio Pizzech.
Per un festival che nasce nel cuore di una città profondamente legata alla propria eredità classica, la figura di Archimede diventa il punto di partenza per una riflessione sul rapporto tra sapere e responsabilità, tra conoscenza e potere, tra civiltà e barbarie. Prima dello spettacolo sarà inoltre consegnato il Premio Taras Teatro Festival per la cultura a Stella Falzone, direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Taranto – MArTA.
È l’ultima notte di vita di Archimede. Nella sua casa entra un giovane soldato romano, inconsapevole di diventare testimone della storia. Da questo incontro nasce un monologo che si trasforma in dialogo e conduce il grande matematico, nel limbo che precede la morte, a ripercorrere la propria esistenza.
Non soltanto il genio delle invenzioni e delle scoperte, ma soprattutto l’uomo: solo, costretto ad abbandonare la donna che ama, chiamato a dimostrare il proprio valore e sospeso sul confine tra genialità e follia. Tra realtà storica e leggenda, Archimede racconta le contraddizioni del proprio tempo e diventa paradigma di una condizione umana nella quale il sapere si confronta con violenza, incomprensione e potere.
tra le figure rappresentative della nuova world music italiana, impegnato nell’incontro tra musica popolare, teatro e tradizione mediterranea. La firma sullo spettacolo, una produzione del Centro Teatrale Bresciano, è di Alessio Pizzech, regista teatrale e lirico, autore di numerosi lavori tra prosa e opera e attivo in importanti teatri e festival, sia italiani e internazionali.
«Il testo di Costanza DiQuattro è sorprendentemente attuale», sottolinea Pizzech, che aggiunge. «In questo momento di odio e di guerra, di ricerca scientifica messa al servizio della distruzione di vite umane, le parole che l’autrice affida ad Archimede risuonano come un monito, perché la bellezza e il pensiero che scaturisce dal sapere siano gli strumenti per dare forma a un futuro possibile».
Sul palco anche Tommaso Garré e Antonio Vasta, che esegue dal vivo le musiche originali e le canzoni di Incudine (scene e costumi sono di Andrea Stanisci), impreziosendo questo dialogo di Archimede con il presente e le nuove generazioni sotto forma di invito alla consapevolezza. Un testamento morale che richiama il valore del rispetto dell’altro e della conoscenza come responsabilità, fino alla sfida più grande del «diventare umani».
Taras Teatro Festival è realizzato grazie al sostegno del MIC, attraverso il FNSV, dalla Regione Puglia (con risorse del Fondo di rotazione POC 2021–2027), dal Comune di Taranto e dagli sponsor privati Fondazione Taranto25, ITSmobilità Academy, BCC Banca di Bari e Taranto, Erredi consulenze assicurative, EDTS (European Digital Theatre Studio), CONFAPI di Taranto.
Inoltre, si ringrazia il mecenate Banca Patrimoni Sella (ArtBonus), Il festival gode dei patrocini dell’Università degli Studi di Bari, del MArTA museo archeologico nazionale di Taranto, della Soprintendenza nazionale per il patrimonio culturale subacqueo, della Fondazione INDA, e dell’ISAMG (istituto per la storia e l’archeologia della Magna Grecia).
L'Opinionista © since 2008 - PugliaNews24 supplemento a L'Opinionista Giornale Online
reg. tribunale Pescara n.08/2008 - iscrizione al ROC n°17982 - P.iva 01873660680
Contatti - Archivio notizie - Privacy - Cookie Policy - Facebook - X