Taranto, disastro hot spot: già due i poliziotti positivi

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Fsp Polizia: “Due malati e 10 in quarantena del Reparto mobile”

TARANTO – “Dopo il pasticcio dei giorni scorsi, quando ben 26 ospiti dell’hot spot a Taranto sono risultati positivi al covid, uno anche alla variante delta, arrivano le inevitabili conseguenze. Sono purtroppo positivi già due dei poliziotti impegnati nei servizi presso la struttura o di ordine pubblico e controllo del territorio, dal momento che alcuni migranti si erano allontanati arbitrariamente. I preoccupanti esiti dei controlli sanitari sugli ospiti avevano reso necessario lo screening sui colleghi e, proprio da questo, sono emersi due casi di positività. Si tratta di due appartenenti al Reparto mobile, adesso sottoposti alle cure del caso, mentre 10 altri poliziotti sono stati posti in quarantena. Il caos a Taranto e la rivolta con il devastante incendio a Pozzallo di questi giorni, e tutto quello che purtroppo ci attendiamo in tante zone di Italia messe a dura prova dalla gestione del fenomeno migratorio, devono imporre una riflessione profonda. Lo ripetiamo per l’ennesima volta: soccorso e accoglienza sono doverosi, ma la politica deve essere in grado di dare risposte senza gettare tutto il peso di rischi e responsabilità sulle forze dell’ordine e sulla cittadinanza dei singoli territori interessati“.

Così Valter Mazzetti, Segretario generale Fsp Polizia, a proposito degli sviluppi della complicata della situazione registrata nei giorni scorsi presso l’hot spot di Taranto.

Dei due colleghi contagiati – spiega in dettaglio Rocco Caliandro, Segretario provinciale Fsp Taranto –, uno è a casa con sintomi evidenti, e tutta la squadra con cui lavorava è stata messa in quarantena. L’altro, asintomatico, era stato nel frattempo mandato in servizio a Crotone, e quindi ora è in isolamento lì. Restano da terminare gli approfondimenti per capire se, in particolare, possa trattarsi della variante delta, di cui pure c’era un caso nell’hotspot, nonché attendere il completamento dello screening. E, soprattutto, pregare perché le nostre famiglie siano al sicuro, come facciamo di continuo“.