Stagioni Agimus Mola di Bari, “Babar l’elefantino” di Poulenc al Teatro van Westerhout

0

piero rotolo (a sx) e maurizio pellegrini

BARI – L’Agìmus presenta in un family concert «Babar l’elefantino», l’operina di Francis Poulenc che domenica 7 novembre, alle ore 18, viene proposta nel Teatro van Westerhout di Mola di Bari nella versione originale per pianoforte e voce recitante. Di scena, il pianista Piero Rotolo e l’attore Maurizio Pellegrini in una serata impreziosita dai disegni inediti di Alessandro De Donato, artista con una straordinaria passione per il mondo del fumetto.

Il famoso pachiderma, protagonista delle storie illustrate di Jean de Brunhoff, approdò al mondo musicale nel 1940 con la celebre trasposizione del compositore francese, capace di fondere l’eleganza delle immagini e l’immediatezza della prosa originali con un linguaggio musicale molto efficace, elaborato in un gioco continuo di rimandi non solo per commentare la narrazione, ma anche per anticiparla, rafforzarla e perfezionarla. Opera, di straordinario fascino per il pubblico infantile, ma non solo, «Babar l’elefantino» è diventato un classico della musica, a partire dall’originale per pianoforte solo e voce recitante rielaborata nel 1962 da Jean Francaix in una versione per orchestra. L’opera unisce letteratura per l’infanzia e musica in un mosaico di narrazione e interludi nel quale Poulenc, eclettico e salottiero, innestò varie forme compositive, da notturni a marce, ninnenanne e valzer, per commentare musicalmente, come un nonno gentile, l’atmosfera della storia e le vicende del personaggio, nato in Francia nel 1931 dalla fantasia di Cecile, moglie di Jean de Brunhoff. La pubblicazione della fiaba divenne subito un successo. E qualche anno dopo, la nipotina di Poulenc chiese allo zio di scrivere una musica che potesse accompagnare la storia di Babar, sulla quale quella sera stessa il musicista iniziò a improvvisare al pianoforte la colonna sonora più adatta. Finché nel 1945, «Histoire de Babar» fu pronta per avere una sua versione scritta. Raffinata e coinvolgente, la musica di Poulenc si rivelò attenta ad ogni sfumatura degli stati d’animo dei protagonisti del libro, un racconto formativo triste e divertente al tempo stesso. Ma soprattutto poetico, originale e pieno di fantasia.