La rassegna intende infatti consolidare un’idea di cultura come infrastruttura di welfare, capace di generare relazioni, attenuare le solitudini, aprire spazi di ascolto e partecipazione per pubblici differenti.
Inserito nella stagione teatrale 2025/26 si tratta di un percorso che affida al teatro il compito di leggere, problematizzare e restituire alla comunità temi sensibili, identità, fine vita, adolescenza, violenza giovanile, cecità e ipovisione, trasformando la scena in un luogo di cura simbolica e di cittadinanza attiva.
Il calendario (orario spettacoli ore 20.00) si apre sabato 29 novembre con “Amleto take away” della Compagnia Berardi Casolari (in collaborazione con IGS APS e Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse), premio Ubu 2018 come miglior attore e performer dell’anno a Gianfranco Berardi. Un affresco tragicomico che intreccia Amleto e la crisi di un attore contemporaneo, in un gioco continuo tra teatro e vita, biografia e mito, dove le parole diventano specchio paradossale di un mondo “rovesciato”.
Il 23 gennaio poi è la volta di “Accabadora”, prodotto da Savà Produzioni Creative con Emilia Romagna Teatro ERT–Teatro Nazionale, con Anna Della Rosa, diretta da Veronica Cruciani. Dal romanzo di Michela Murgia, la drammaturgia di Carlotta Corradi sceglie il punto di vista di Maria, figlia d’anima di Bonaria Urrai, “accabadora” in un paese della Sardegna interna. Una riflessione potente su fine vita, maternità simbolica, responsabilità individuale e comunitaria.
Il 9 aprile (matinée per le scuole) e il 10 aprile (serale) va in scena “Molly”, scritto e diretto da Girolamo Lucania, con visual art e video live di Niccolò Borgia e colonna sonora originale di Ivan Bert e Ruben Zambon. Con Letizia Alaide Russo, è ispirato alla vicenda della quattordicenne Molly Rose Russell, lo spettacolo affronta il rapporto tra adolescenti, social network, algoritmi e salute mentale, interrogando le responsabilità delle piattaforme e della collettività.
Chiude la rassegna infine , il 22 aprile, “L’arrago. Storia di una baby gang” prodotto da Teatri di Bari, con Christian Di Domenico, drammaturgia di Christian e Davide Di Domenico e Gianpiero Borgia, che firma anche la regia. A partire dall’eco di Arancia Meccanica di Anthony Burgess, lo spettacolo racconta una banda di ragazzi in una Bari contemporanea, tra rabbia, solitudine e mancate occasioni di ascolto, seguendo lo sguardo di un diciottenne sospeso tra adolescenza e età adulta.
un dispositivo culturale e pedagogico pensato per sostenere concretamente l’accesso a teatro delle famiglie.
Mentre gli adulti assistono allo spettacolo in sala, bambine e bambini potranno prendere parte, negli spazi del foyer del Teatro “Tommaso Traetta”, a laboratori ispirati ai temi della drammaturgia in programma.
La partecipazione ai laboratori è gratuita, su prenotazione, ed è riservata ai minori i cui adulti di riferimento siano in possesso del biglietto per lo spettacolo. Il progetto del Comune di Bitonto-Assessorato al Welfare, è a cura di ”Mamamma”.
Primo appuntamento di Portami con te!:
29 novembre, ore 19.30 – “AMLETO TAKE AWAY” (Compagnia Berardi Casolari)
Il primo appuntamento della rassegna è in programma venerdì 29 novembre alle ore 19.30 con lo spettacolo “AMLETO TAKE AWAY” della Compagnia Berardi Casolari, che in particolare affronta in modo ironico e insieme profondamente umano il tema dell’identità, del fallimento e del riscatto.
In parallelo, negli spazi del foyer, prende vita il laboratorio di “PORTAMI CON TE!” dal titolo:
“E tu, chi sei?”
Un percorso ludico-espressivo pensato per accompagnare bambine e bambini nell’esplorazione di parole, identità e sensazioni attraverso il gioco, l’immaginazione e il lavoro di gruppo, in risonanza con i temi dello spettacolo in sala.
WhatsApp: 377 3987684
E-mail: didattica@mamamma.it
In arrivo: SHAME. Un laboratorio sulla vergogna
Nel solco della rassegna dedicata al welfare culturale inoltre , è in preparazione anche “SHAME. Un laboratorio sulla vergogna”, a cura della Compagnia Berardi Casolari e pensato per giovani tra i 18 e i 35 anni, coinvolgendo sia allievi attori/danzatori sia ragazzi e ragazze con disabilità.
Il laboratorio intende affrontare il tema della vergogna come esperienza personale e sociale, esplorandone i risvolti emotivi e relazionali attraverso gli strumenti del teatro. Ulteriori informazioni su modalità di iscrizione, calendario e contenuti saranno rese note nei prossimi giorni.
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