Politecnico, il 2019 si chiude all’insegna della ricerca scientifica dedicata al settore aerospaziale

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Inaugurata questa mattina la mostra fotografica “Space Girls, Space Women”. Un tributo del Poliba alle donne di tutto il mondo impegnate nel settore spaziale

BARI – “Space Girls, Space Women” non è solo il titolo di una apprezzabile mostra fotografica, bensì anche, un tributo, raccontato in 61 scatti (tra questi anche una studentessa del Poliba di ingegneria dei sistemi aerospaziali, Miriam Basile con il sogno di diventare astronauta), a tutte le donne di tutte le latitudini che hanno dedicato o dedicano attualmente la loro vita allo spazio e al progresso dell’uomo.

La mostra (campus universitario, aperta sino a tutto gennaio 2020), organizzata dal Politecnico di Bari e inaugurata questa mattina dal Rettore, Francesco Cupertino, ha volutamente sottolineato l’esiguità numerica del contributo femminile. L’ho ha evidenziato anche la prof.ssa Amalia Ercoli-Finzi, prima donna italiana a laurearsi in ingegneria aeronautica (1962) e tra i massimi esperti internazionali nell’ambito dell’ingegneria aerospaziale. “L’italia – ha detto l’illustre ospite del Poliba – ha sempre meritato una posizione di rispetto a livello mondiale nel settore aerospaziale. Questo anche e grazie al contributo femminile, capace di risorse sorprendenti e complementari. Se nell’ambito della ricerca la componente maschile si esprime attraverso il pensiero che determina una sensazione, quello femminile, più complesso, utilizza il sentimento per arrivare alla intuizione – ha continuato la prof.ssa Amalia Ercoli-Finzi. Brillante infine, il racconto – nell’aula magna “Attilio Alto” – della sua avventura ed esperienza scientifica nella missione europea con la sonda Rosetta sulla cometa Churyumov-Gerasimenko.

La mostra ha voluto anche rimarcare tutto l’interesse che il Politecnico di Bari nutre per il settore aerospaziale. A cominciare dal corso di laurea interateneo in “Ingegneria dei Sistemi Aerospaziali” presente a Taranto. Nato nel 2015-16 oggi è condiviso con l’Università del Salento al pari della laurea magistrale in “Aerospace Engineering”.

Ma le attenzioni del Poliba sono state rivolte, a conclusione del 2019 anche alla ricerca europea e alle future collaborazioni. Lo spazio, infatti, rappresenta un comparto di grande valenza economica mondiale in costante sviluppo. Si stima che esso muova un fatturato di circa 350 miliari di dollari (il 70% proviene dai servizi che provengono dallo spazio). Quasi tutto ormai passa per lo spazio attraverso i suoi circa 1500 satelliti: difesa, telecomunicazioni, agricoltura, meteo, clima, gestione delle acque, trasporti, energia.

L’Italia, dopo Germania e Francia, è fortemente impegnata nel voler accrescere il proprio ruolo in Europa nel settore aerospaziale con importanti risorse economiche: 1,9 miliardi per il prossimo triennio. Ciò rappresenta un aumento (quasi doppio) dal 10 al 18% della propria quota di partecipazione alle attività dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), organizzazione intergovernativa, creata nel 1975, dedicata allo settore spaziale.

Il Politecnico di Bari, è da tempo impegnato a rafforzare il suo contributo scientifico e di sostegno al settore aerospaziale e lo scorso 10 dicembre, a Roma, l’Agenzia Spaziale Europea, ESA, e il Politecnico di Bari hanno formalizzato un accordo di collaborazione per dare vita al secondo ESA Lab italiano (il primo è stato realizzato nel 2018 con l’Università Bocconi di Milano), denominato, “ESA_Lab@PoliBa”. L’accordo è stato firmato dal Direttore Generale dell’ESA, Johann-Dietrich Woerner e dal Magnifico Rettore del Politecnico di Bari, Francesco Cupertino.

“ESA_Lab@PoliBa”, favorirà e sosterra la collaborazione tra ESA e Politecnico di Bari sui temi dell’aerospazio e della “new space economy”, la nuova economia dello spazio, in termini di ricerca, formazione, trasferimento tecnologico attraverso lo scambio di docenti, ricercatori, operatori del settore. Consentirà di accedere all’interno di un’ampia rete che vede il coinvolgimento di diverse università europee e imprese con l’obiettivo di sviluppare nuove tecnologie, modelli e pratiche condivise che possano essere applicate al settore spaziale. Infine, permetterà una più ampia partecipazione strategica di sostegno alla crescita del settore dell’aerospazio, a livello nazionale ed europeo, in linea con le direttrici e il potenziamento del budget complessivo messo a disposizione da ESA (14,4 miliardi di euro per i prossimi cinque anni).

Prospettive di collaborazione e sviluppo che possono provenire anche dal Digilab 2019-2020 del Poliba, percorso creativo-imprenditoriale, riservato agli studenti, presentato lo scorso 16 dicembre nel corso del quale sono state illustrate le competenze e le attività proprio dell’Ente Spaziale Europeo, ESA.