
Il giudice evidenzia che l’indagato ha “posto in essere un’aggressione ai danni della vittima tanto improvvisa e repentina quanto vile e brutale”, parlando di “inaudita violenza” e di “personalità assai pericolosa, manifestando una spiccata impulsività e una totale incapacità di tenere a freno i propri raptus di violenza” e “incline a risolvere con la violenza brutale anche questione di poco conto”.
Il gip, nel ricostruire la vicenda, spiega che il 20enne “ha colpito il suo avversario in maniera improvvisa e inaspettata, cogliendolo di sorpresa quando era di fronte a lui inerme, con le braccia lungo i fianchi, senza dargli alcuna possibilità di difendersi o fuggire”. Inoltre “ha diretto i colpi al volto della vittima, ripetutamente e violentemente, sino a provocarne la perdita di coscienza” e “non ha manifestato alcun segno di sorpresa o di ravvedimento per quelle che sono state le conseguenze della sua azione violenta”.









