Domenica prossima al Teatro van Westerhout di Mola di Bari, per l’Agìmus, si esibirà Yifan Wu, nuova stella del pianoforte: unica data in Puglia con pagine di Scarlatti, Mompou e Schumann
MOLA DI BARI – La nuova stella del pianoforte si chiama Yifan Wu, classe 2005. È il vincitore dell’ultima edizione del Concorso Busoni di Bolzano, dove ha ricevuto anche il premio del pubblico. E domenica 1 marzo, alle 19.15, si esibirà in esclusiva regionale nel Teatro van Westerhout di Mola di Bari per la stagione concertistica dell’Agimus diretta da Piero Rotolo.
Durante la finale del Concorso Busoni il pianista di Shanghai ha incantato la giuria con un programma che spaziava da Beethoven a Schumann attraverso Bach/Busoni e la contemporaneità di Christopher Bray. A Mola di Bari Yifan Wu propone un itinerario raffinato e coerente, che attraversa epoche e linguaggi diversi, rivelando la propria sensibilità per il dettaglio e la costruzione formale.
L’apertura è nel segno di Domenico Scarlatti, con la Sonata K. 9 nell’arrangiamento di Carl Tausig in mi minore e la Sonata in mi minore K. 233. Nella trascrizione romantica di Tausig, la scrittura scarlattiana si arricchisce di una nuova densità pianistica, trasformando l’originaria brillantezza clavicembalistica in un gioco di chiaroscuri, virtuosismo e tensione espressiva. La K. 233, con il suo carattere più introspettivo e cantabile, mette invece in luce l’eleganza e la fantasia armonica del compositore napoletano.
Il programma prosegue con un salto nel Novecento e nell’universo poetico dello spagnolo Federico Mompou, del quale saranno eseguiti due dei tre brani della suite «Paisajes»: «La fuente y la campana» del 1942 e «El lago» del 1947. In queste pagine Mompou distilla un linguaggio essenziale, fatto di risonanze, silenzi e colori sospesi. «La fuente y la campana» evoca un paesaggio sonoro rarefatto, dove il tocco deve farsi quasi liquido e contemplativo, mentre «El lago» amplifica questa dimensione introspettiva, affidando al pianoforte una scrittura che vive di sfumature, di echi lontani e di una spiritualità discreta ma intensa.
La seconda parte del concerto
è dedicata a Robert Schumann, con due capolavori del suo primo periodo creativo. L’«Arabeske» in do maggiore op. 18, pagina di delicata poesia, alterna episodi di intima dolcezza a improvvisi slanci appassionati, richiedendo un fraseggio flessibile e una particolare cura del suono. Più ampia e strutturalmente complessa la Sonata n. 1 in fa diesis minore op. 11, opera giovanile animata da ardore romantico, contrasti drammatici e un virtuosismo trascendentale che mette alla prova tecnica e resistenza interpretativa.
Un programma che, nel suo insieme, disegna un arco espressivo ampio: dal barocco filtrato dalla sensibilità ottocentesca, al Novecento intimista spagnolo, fino al cuore pulsante del romanticismo tedesco. Un’occasione preziosa per ascoltare dal vivo un talento emergente già capace di coniugare profondità interpretativa, controllo tecnico e carisma scenico.
Costruito con intelligenza drammaturgica, l’impaginato alterna dunque opere di grande intensità emotiva a momenti di brillantezza tecnica, disegnando un percorso coerente e coinvolgente. Non un semplice susseguirsi di brani, ma un arco narrativo pensato per accompagnare l’ascoltatore attraverso contrasti, tensioni e distensioni. Una trama sonora che, come un romanzo ben scritto, sa quando accelerare e quando soffermarsi.
La presenza di Yifan Wu nella stagione dell’Agìmus rappresenta non solo un’occasione per ascoltare una delle voci più promettenti del pianismo mondiale, ma anche un tributo alla nuova generazione di artisti che stanno ridefinendo il panorama musicale internazionale. Prima ancora del trionfo a Bolzano, il musicista cinese aveva già conquistato il pubblico internazionale con la sua sensibilità musicale e la padronanza tecnica distinguendosi in concorsi di assoluto prestigio come il Singapore International Piano Competition, lo Shenzhen International Piano Concerto Competition, il Jacob Flier International Piano Competition e debuttando alla Carnegie Hall di New York nel marzo 2025.
Insomma, Yifan Wu rappresenta, una nuova leva di interpreti capaci di rispettare la tradizione senza restarne prigionieri. La sua lettura dei classici non è mai museale: è viva, pulsante, attraversata da una curiosità che rinnova il repertorio senza tradirlo. In tempi in cui la velocità rischia di consumare tutto, la sua è un’arte che invita a fermarsi, ad ascoltare davvero. Nelle sue esecuzioni c’è una cura minuziosa del dettaglio. Le dinamiche sono cesellate con precisione artigianale, i pianissimi sembrano sospesi, trattenuti come segreti sussurrati, i forti esplodono con energia controllata, mai brutale. È un equilibrio sottile, quello che Wu costruisce sulla tastiera. La forza non cancella la grazia, la passione non travolge la chiarezza.
Info e prenotazioni 368.568412 e 393.9935266. Biglietti su Vivaticket all’indirizzo https://www.vivaticket.com/it/ticket/yifan-wu-pianoforte-vincitore-concorso-busoni-2025/282787.











