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Mola di Bari, Agìmus: il primo febbraio «Le maschere» del Balletto del Sud

Al Teatro van Westerhout di Mola di Bari, lo spettacolo di Fredy Franzutti celebra la ricca tradizione italiana ed europea della maschera

MOLA DI BARI – A Mola di Bari è già Carnevale con la danza del Balletto del Sud, ospite con lo spettacolo «Le maschere» domenica 1 febbraio, in doppia recita (ore 18 e ore 20.30), al Teatro van Westerhout per le stagioni dell’Agìmus dirette da Piero Rotolo. Coreografato da Fredy Franzutti su musiche di Mozart, Cesare Pugni, Riccardo Drigo, Josef Bayer, Robert Schumann, Aram Khachatu­rian, Gioacchino Rossini e Jacques Offenbach sulle scene di Francesco Palma, questo lavoro rappresenta non solo un’occasione per festeggiare il Carnevale, ma anche un suggestivo excursus nella ricca tradizione italiana ed europea della maschera, risalente alla notte dei tempi ma fiorita in particolar modo a partire dal Settecento.

Una tradizione che ha molto semina­to nel campo fecondo del balletto, specialmente nel periodo a cavallo fra Ottocento e Novecento. Pregiati pezzi di repertorio e nuove invenzioni, insieme a composizioni musicali e brani d’opera, in un percorso di evocazione e riscoperta, si uniscono in questa invenzione di Franzutti, fondatore del Balletto del Sud e artista che ha avuto il privilegio di entrare da protagonista al Bolshoi di Mosca.

Coreografo di fama internazionale, Franzutti ha inoltre partecipato con le sue ideazioni al primo Concerto di Capodanno della Fenice di Venezia e ha realizzato spettacoli per i Teatri dell’Opera di Montecarlo, Roma, Bilbao e Sofia (dove ha ricoperto il ruolo di coreografo residente dal 2019 al 2021) e per alcuni grandi della danza e del teatro, da Carla Fracci a Lindsay Kemp.

Alla passione per le maschere si ispirarono grandi maestri come Marius Petipa e Michel Fokine nell’ideare alcune loro creazioni, alle quali si aggiungono nel programma di questo spettacolo alcune novità assolute di Fran­zutti, tutte ispirate allo stesso tema, con quel gusto per la ricostruzione storica che caratterizza la cifra stilistica del coreografo salentino.

D’altronde, maschere e mascherine, nonché porcellane e ninnoli, furono una tenace passione nella buona società fra XIX e XX secolo, non solo nei salotti intimi e familiari di gozzaniana memoria, ma anche in magioni aristocratiche e della migliore borghesia, dove si collezionavano preziose riproduzioni di maschere o gruppi di maschere provenienti dalle manifatture di Ca­podimonte, della cittadina tedesca di Meissen o di altre pregiate produzioni, anche se meno note. Quelle stesse maschere che hanno poi costituito materia spe­ciale di «scapricciamento» della vena artistica, sia aulica che popolare, nel primo Novecento, nelle diverse rapide fioriture del Liberty, e oltre, e nelle sue varie declinazioni nazionali, se si pensa, per esempio, alle statuine di Lenci in Italia, già di delizioso gusto déco.

Info e prenotazioni 368.568412 e 393.9935266. Biglietti su Vivaticket all’indirizzo www.vivaticket.com/it/ticket/le-maschere-spettacolo-di-danza-e-musica-dedicato-al-carnevale-e-alla-commedia-dell-arte/282778

Redazione Puglianews24
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Argomenti: Mola di Bari

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