LECCE – In occasione della Giornata Mondiale di Commemorazione in Memoria delle Vittime dell’Olocausto, il teatro si conferma uno strumento di riflessione storica e civile. Oggi, giovedì 29 gennaio (ore 20:00 | ingresso con tessera socie e soci 10 euro + dp | prevendite attive su diyticket.it) da Tagliatelle – Stazione Ninfeo a Lecce appuntamento con Shoah – Frammenti di una ballata, spettacolo di Ura Teatro, scritto, diretto e interpretato da Fabrizio Saccomanno con musiche di Redi Hasa eseguite dal vivo da Marco Schiavone.
vissuti al tempo della Shoah, tra Ucraina, Ungheria, Polonia e Italia, negli anni compresi tra il 1942 e il 1946. Racconti che attraversano l’esperienza degli orfani rimasti soli dopo la deportazione dei genitori, la sopravvivenza nei ghetti tra elemosine e fame, l’arrivo nei lager con i giocattoli ancora stretti tra le mani, fino al silenzio che ha segnato per sempre chi è sopravvissuto, consapevole dell’impossibilità di trovare parole adeguate per raccontare l’orrore.
«Un giorno di dicembre mi è stato affidato un progetto sulla Shoah: raccontare in teatro, a degli studenti, quella che molti considerano la più grande tragedia dell’umanità. Da anni racconto storie sul palcoscenico, ma fin da subito ho avvertito quanto il compito affidatomi andasse oltre le mie capacità. Ogni tentativo di narrazione scivolava nell’iperbole, nell’eccezionale; le parole si caricavano di retorica, diventavano eccessive. Ho letto e riletto centinaia di testimonianze, studiato vicende, attraversato scritti di molti autori, ma al momento della restituzione tutto si faceva buio»
«Dalla fine della guerra ci sono stati lasciati fiumi di parole. Molti hanno testimoniato, raccontato, analizzato, confessato. Ci hanno consegnato opuscoli, diari, memorie. Dentro ci sono storie terribili, dolore profondo, talvolta anche luoghi comuni, giudizi affrettati e semplificazioni.
È stato ed è giusto così. Eppure, anche se nella vastissima letteratura sulla Shoah sono stati decisivi per me gli incontri con le pagine di Primo Levi, e soprattutto con quelle di Aharon Appelfeld ed Elie Wiesel – allora bambino e ragazzo – così come con Vasilij Grossman, sentivo che tutto questo materiale finiva per paralizzarmi.
Avevo la sensazione che le mie parole si aggiungessero a un’infinità di altre, senza riuscire davvero a dire qualcosa in più. Meglio, mi dicevo, sarebbe stato il silenzio: il gesto di gettare un fiore a terra, di posare una pietra su una tomba. Meglio una musica», prosegue l’attore, autore e regista.
«Da questo travaglio ha preso forma Shoah – Frammenti di una ballata. L’idea del frammento nasce dal bisogno di allontanarsi dal rischio che la Shoah, nel tentativo di essere raccontata attraverso sequenze verbali, retoriche o filmiche compiute, finisca per assumere una forma astratta, svuotata. Con Redi Hasa, musicista e compositore straordinario, abbiamo costruito quattro brevi racconti in cui il dialogo tra parola e musica è continuo.
Non sono storie che pretendono di dire per intero quella tragedia – d’altra parte, come si potrebbe – ma tentano di restituire sensazioni e pensieri di chi era lì, in quel momento. Sono voci di bambine, bambini e adolescenti che allora non comprendevano pienamente ciò che stavano vivendo e che provano, in qualche modo, a dirlo a sé stessi e a noi. Un racconto sincopato, talvolta stralunato. Più che voci che spiegano, sono occhi che raccontano. E non cercano redenzione».
Shoah – Frammenti di una ballata inaugura la terza edizione di Storie, rassegna curata da Ura Teatro nell’ambito di Tagliatelle – Stazione Ninfeo, progetto selezionato con il bando congiunto di Fondazione CON IL SUD e Comune di Lecce per la gestione e valorizzazione di Masseria Tagliatelle e Ninfeo delle Fate a Lecce.
Promossa da Terra del Fuoco Mediterranea, la rigenerazione dei luoghi passa per le attività e il lavoro dei partner Aforisma, Aiccon, RamDom, Festival Nazionale del Libro, Io non mollo, Genteco, Seyf, Improvvisart, Locomotive, IISS “Presta Columella”, Pazlab, Earth e, appunto, la compagnia Ura Teatro. Sin dalla prima edizione, Storie ha dato spazio a narrazioni intime e collettive, voci plurali e sguardi sulla realtà.
Ci sono le testimonianze di chi ha cercato rifugio e dignità lontano dalla propria terra, per le parole che raccontano il lavoro e le sue fatiche, per i canti e le storie delle donne che resistono e cambiano il mondo, giorno dopo giorno, con coraggio silenzioso e potente. Storie è un luogo di ascolto e bellezza, dove le arti incontrano il paesaggio, il pubblico diventa comunità e i racconti si fanno cura. È uno sguardo dunque che prova a restituire complessità, senza retorica, con delicatezza e forza.
Ingresso con tessera socie e soci | 10 euro + dp
Info www.masseriatagliatelle.it/cultura/
Prenotazioni Whatsapp 3285317676
Prevendite attive su diyticket.it
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