La Presidente del Consiglio Comunale Paola Povero scrive alle parrocchie e alle autorità del territorio leccese

Pensiero di gratitudine della presidente

logo comune LecceLECCE – Un Consiglio comunale aperto al contributo della società leccese, una amministrazione pubblica capace di coinvolgere la cittadinanza e gli altri enti nella costruzione delle politiche pubbliche. Forte di questi obiettivi da raggiungere nel corso del suo mandato da Presidente del Consiglio Comunale, Paola Povero ha scritto, a poche settimane dall’insediamento, due lettere: una indirizzata al vescovo, alla Caritas diocesana e a tutti i parroci della città di Lecce, l’altra a tutte le autorità civili e militari che insistono sul territorio comunale.

La prima presidente donna dell’assise comunale ha rivolto un pensiero di gratitudine nei confronti delle tante donne leccesi che si dedicano alla tutela e all’affermazione del bene comune, rivolgendo poi lo sguardo verso il nuovo compito che nella veste della sua figura istituzionale intende esercitare nei prossimi anni: punto di riferimento per ogni organizzazione cittadina che sente il bisogno di una nuova nuova vicinanza dell’Istituzione alla città.

Non è più immaginabile una politica che non coinvolga la società civile, le associazioni, le parrocchie portatrici di una esperienza, di una cultura e di una capacità di ascolto e conoscenza maturate sul campo ed indispensabili per fronteggiare, insieme, le sfide che abbiamo davanti e misurarsi su obiettivi concreti e sostenibili”, scrive la Presidente del Consiglio nella missiva ai parroci. Alle autorità civili e militari rivolge questo pensiero: “Occorre una politica che coinvolga la comunità leccese in ogni sua forma di aggregazione sociale perché la vera attività amministrativa, quella oggi più utile e necessaria, vede come protagonista la compartecipazione tra pubblico e privato, tra organo politico-amministrativa e cittadini. Sono tempi di cambiamento, nei quali tutti siamo chiamati a impegnarci con generosità e dedizione, perché la coesione sociale sia obiettivo e cardine su cui innestare ogni intervento”.