Inaugurato l’anno accademico del Politecnico degli Studi di Bari

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Presente l’assessora Paola Romano

pullmini polibaBARI – Questa mattina l’assessora al Diritto allo studio, alle Politiche giovanili e all’Università, Paola Romano, ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico del Politecnico di Bari.

Di seguito il suo intervento:

Sono onorata di rappresentare in questa giornata, per voi così importante, il Sindaco di Bari Antonio Decaro, i miei colleghi della giunta comunale e tutta l’amministrazione oggi impegnata in un altrettanto delicato passaggio dell’attività amministrativa.

Prima del saluto istituzionale, voglio portarvi l’affetto che voi ben conoscete e l’abbraccio del Sindaco e di tutta la città di Bari. Un abbraccio che testimonia la stima e l’orgoglio che noi tutti sentiamo nel far parte della vostra stessa comunità. Una comunità che giorno dopo giorno cresce e fa sentire la sua voce autorevole nel panorama scientifico mondiale.

Voglio qui, ancora una volta, ribadire l’orgoglio di affiancarvi in un percorso che vi vede primeggiare nella classifica mondiale degli enti di ricerca di Scimago, la più autorevole a livello globale, in cui il Politecnico di Bari si è classificato al primo posto tra le 67 accademie pubbliche italiane per la qualità dei lavori scientifici prodotti, staccando tutte le altre e, soprattutto, superando le più importanti Università italiane, competitrici dirette per settori e corsi di studio, come i Politecnici di Torino e Milano. Questo risultato è ancora più prezioso perché è stato reso possibile grazie al vostro impegno, al lavoro quotidiano del corpo docenti, ai tanti ricercatori che non mollano la ricerca nonostante tutte le difficoltà, ai ragazzi baresi che scelgono di restare e a tanti altri che scelgono di venire qui a Bari per studiare.

Un risultato che è stato sicuramente voluto e inseguito dal Rettore Di Sciascio, a cui voglio rivolgere un ringraziamento personale perché, sin dall’inizio di questa mia avvincente ed emozionate avventura amministrativa, ha sempre dimostrato attenzione e grande collaborazione per ogni iniziativa che fino ad oggi abbiamo portato avanti insieme: lui si è da subito mostrato un interlocutore disponibile e un uomo capace, con profonda umiltà e intelligenza, di dialogare con un assessore che aveva tutte le carte in regola per essere un suo studente. Eppure, anche in questo tratto, si scorge la forza del Politecnico degli studi di Bari e del suo straordinario successo: un rapporto paritario e in continuo divenire tra presente e futuro, tra docenti e studenti, tra comunità scientifica e città con il solo obiettivo di migliorare la vita di chi vive all’interno di queste aule e di chi sta fuori.

Perché qui in questa sala siamo ben consapevoli di essere marinai sulla stessa barca e tutti insieme inseguiamo la stessa rotta, in vista di una terra da raggiungere che si chiama sviluppo, innovazione, lavoro, ricerca e futuro. “De’ remi facemmo ali”, questo è il motto del sigillo del vostro istituto: un richiamo, alla figura di Ulisse che non si diede per vinto e sfidò i limiti della conoscenza pur di apprendere nuove cose e consegnarle al mondo e all’umanità.

Allo stesso traguardo siamo chiamati noi tutti, ognuno nel proprio ruolo, piccolo o grande che sia, agli stessi sforzi e allo stesso impegno, anche quando gli ostacoli ci sembrano troppo difficili da sormontare. Io sono qui oggi per offrirvi le mie braccia e remare insieme a voi.

Sono perfettamente consapevole che da sola non basto, così come non basterà il Comune di Bari o la Regione Puglia, perché è necessaria una maggiore cooperazione tra gli attori, istituzionali e non. Così come ci insegna l’Unione Europea, dobbiamo lavorare insieme per mettere in campo un modello di governance della “quadrupla elica”. Tale modello considera attori chiave per le pratiche di governo questi quattro settori: settore pubblico, settore industriale, settore della ricerca e utente finale. Le varie eliche girano l’una attorno all’altra e lavorano insieme allo stesso scopo, pur mantenendo la loro identità. Un nuovo approccio orientato all’utente che sono i vostri studenti e i nostri cittadini di domani.

Ed agli studenti noi vogliamo e dobbiamo dare risposte, come abbiamo provato a fare in questi mesi. Per questo abbiamo cercato di conoscerne abitudini, esigenze, bisogni, abbiamo cercato di capire come gli studenti del Politecnico vivono l’ambiente che li circonda e quanto questo possa influenzarne il percorso di studi. Vogliamo far sì che Bari sia a tutti gli effetti una città universitaria.

Abbiamo iniziato con piccoli progetti: dopo aver studiato le difficoltà vissute dalla popolazione studentesca sul versante della mobilità, abbiamo deciso di donare due pulmini al Politecnico per collegare i luoghi dove i ragazzi studiano con le residenze universitarie. Abbiamo studiato il reddito degli studenti e abbiamo capito che la prima cosa da fare è sicuramente mettere tutti nelle stesse condizioni di accedere agli studi e dar loro gli strumenti necessari per valorizzare i propri talenti. Per questo intendiamo sostenere con una misura sperimentale tutti gli studenti che ad oggi vanno avanti affrontando molte difficoltà. Il Comune, infatti, intende sostenere chi ha un progetto, un talento e un’opportunità unica, come frequentare l’università. Se i nostri sforzi premieranno i giovani baresi che hanno qualcosa da dire e da fare nel mondo, potremo dirci di aver assolto anche solo alla metà del nostro dovere. Per e con i nostri ragazzi vogliamo creare il primo incubatore d’impresa per le giovani start-up (PORTA FUTURO 2), da realizzare nella ex Manifattura dei Tabacchi.

Il nuovo incubatore racchiuderà al suo interno molteplici funzioni e si comporrà di un atelier per l’innovazione, un fab lab, diverse sale meeting multimediali, uffici per le rappresentanze e venture capital, spazi utili ad ospitare fino a sei realtà neo-imprenditoriali a rotazione.

Una vera e propria officina per l’innovazione sociale e la promozione della cultura imprenditoriale, con una particolare attenzione a quella giovanile.

Ai miei concittadini, ai ragazzi come me, agli studenti del Politecnico degli studi di Bari, a chi ha scelto di restare e impegnarsi per la propria comunità perché crede ancora che far parte di un gruppo significhi poter migliorare le cose che ci circondano e la vita di chi verrà dopo di noi, vorrei dire di continuare a credere che questo è possibile. Ai ricercatori che ogni giorno si chiedono se è possibile continuare, dico, da cittadina, non da assessore: vi prego non mollate. Ai professori, ormai stanchi o troppo sfiduciati dal sistema, chiedo di entusiasmarsi ancora per ogni idea nuova, anche la più strana o quella che vi sembrerà la più irrealizzabile. A voi chiedo di non rinunciare a coltivare le ambizioni e i sogni di ogni studente, perché forse voi ancora non sapete quanto siete importanti per le loro vite e per il nostro futuro. A noi amministratori e a tutti gli imprenditori e i soggetti istituzionali qui presenti oggi chiedo di salire sul questa potente barca e di trasformare questi remi in ali potenti!”.