In libreria “La storia di Lecce”

Chiesa di Santa Irene Lecce

Viene raccontata attraverso una narrazione appassionante e ricca di immagini originali

ROMA – Camminare per le strade della capitale del Salento significa immergersi in una storia secolare, custodita in un patrimonio artistico e monumentale davvero unico. Lecce è una città misteriosa, come le leggende sulla sua fondazione, e gentile, come quella pietra così malleabile che le dona un caratteristico colore ambrato e riveste con gli abiti del barocco lec- cese i suoi edifici, le sue strade e le sue piazze, tra le più belle d’Italia. In questa pietra sono scritte le antiche origini del territorio salentino.

”La Storia di Lecce”, curata da Raffaella Angelino per Typimedia Editore, accompagna il lettore in un passato che fino all’età moderna è fatto di distruzioni e rifondazioni, coinvolgendolo nel racconto di una città sempre pronta a rinascere dalle sue macerie, come una città “pensile”. Il primo “strato” è costituito dalla Lecce dei Messapi, con le città gemelle di Lupiae e Rudiae, patria di Quinto Ennio. Le tracce del popolo fondatore riemergono dalle sepolture collocate all’in- terno della città, tra le quali spicca l’Ipogeo Palmieri. La città diventa il centro della romanità salentina, un crocevia strategico dell’Impero grazie a nuove vie di comunicazione e al porto di S. Cataldo, il “mare dei leccesi”.

Lecce e la Terra d’Otranto sono, poi, obiettivo di conquista di Bizantini, Goti, Longobardi, Saraceni, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, almeno fino all’Unità d’Italia. Ogni angolo della città racconta, nel bene e nel male, del passaggio di popoli e culture diverse. Pagina dopo pa- gina, incontriamo le famiglie che hanno fatto la storia della città, come i Brienne, i D’Enghien e gli Orsini del Balzo. Potrà capitare di chiedersi cosa ci faccia un “Sedile” veneziano nella piazza principale della città. La risposta è nell’unicità di una terra straordinaria, ricca di tradizioni che sono arrivate fino a noi, al ritmo irresistibile della “pizzica”.