“I Future”, è il nuovo programma per il rilancio nella motoristica di alto profilo dello storico marchio Isotta Fraschini. Partner scientifico il Politecnico di Bari

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nuovo programma per il rilancio nella motoristica

L’azienda di Fincantieri SpA, finanzierà ben tre dottorati del Politecnico dedicati alla ricerca e all’innovazione della motoristica del blasonato marchio. L’accordo rappresenta una grande occasione per Isotta Fraschini, ma anche per la didattica, la ricerca e il trasferimento tecnologico made in Poliba

BARI – C’è una storia (il passato) lunga 120 anni. Comincia a Milano nel 1900 e da subito, nella prima metà del secolo, si fregia di successi, record, imprese civili e militari irripetibili: dall’automobilismo all’aviazione, alla motoristica navale. Terra, cielo, mare, tutto. E’ la storia di Isotta Fraschini Milano.

C’è il presente della nuova Isotta Fraschini Motori SpA, gruppo Fincantieri, che le vicende del dopo guerra, hanno nel frattempo traslato a Bari, sede unica in Italia. Con esso una data: 1 luglio 2020, che, come una sottile linea di confine, separa il passato e preannuncia il futuro. “I Future” è il nome dell’ambizioso programma, noto alla Regione Puglia, che punta a rinverdire il glorioso passato aziendale di Isotta nel mondo, sinonimo di qualità e affidabilità della motoristica di alto profilo.

“I Future”, dunque, per migliorare, per competere, per coinvolgere il territorio, per attingere dal territorio. La presenza del Politecnico di Bari è certamente una risorsa del territorio e Isotta ha riconosciuto proprio nel Poliba l’interlocutore privilegiato per sviluppare il programma di ricerca, “I Future”.

Per queste ragioni e per formalizzare la collaborazione, lo scorso 1 luglio, IFM e POLIBA hanno presentato contenuti e sottoscritto un accordo quadro di durata triennale, rinnovabile con relative convenzioni operative nella sede di produzione di Bari.

Il progetto, “I Future” – ha detto il Presidente di Isotta Fraschini Motori SpA, ing. Sergio Razeto – “è un percorso impegnativo di rinnovamento della nostra azienda che guarda all’eccellenza, all’innovazione. Sono soddisfatto di avere come partner scientifico il Politecnico di Bari per questa operazione di rilancio della nostra azienda. Non bisogna avere paura del futuro. Chi ha paura, rischia di non averlo”.

E difatti, “I Future” trova riscontro nel nuovo Centro di Innovazione e Sviluppo che IFM sta creando presso la propria sede, a Bari. Nel centro si studieranno soluzioni innovative per il miglioramento dei prodotti in produzione per applicazioni navali militari sia di motore che di gruppi elettrogeni altamente tecnologici e la creazione di una nuova famiglia di prodotti legati alla motoristica e ai generatori. Tra i clienti attuali figurano: Marina Italiana, Guardia Costiera Italiana, US Coast Guard, USA Navy, oltre a diverse altre marine di Australia, Algeria, Francia, India, Singapore, Spagna, Sud Korea, Svezia).

I Future è un programma nuovo” – ha spiegato l’ing. Giovanni Bruni, Direttore operativo IFM. “Esso ha in se due capisaldi di riferimento: Industria, Accademia e la relativa collaborazione. I dottorati di ricerca sono uno degli strumenti di questa collaborazione”, ma sono anche la punta di diamante per esplorare necessità, soluzioni, possibili innovazioni e applicazioni.

Ecco perché Francesco Cupertino, Rettore del Politecnico mostra soddisfazione: “il nostro ateneo solidifica con questi accordi una collaborazione già esistente con IFM. E’ indubbiamente un ulteriore riconoscimento alla qualità della ricerca e dei ricercatori del nostro ateneo. Questo nuovo percorso che ci accingiamo a fare con IFM consentirà di avere importanti riflessi sul piano della didattica dei nostri studenti, della ricerca e del trasferimento tecnologico verso una azienda prestigiosa del nostro territorio. Un risultato ottenuto nell’anno in cui il Politecnico ha raddoppiato i corsi di dottorato, passati da quattro ad otto, specializzandoli per aumentarne l’attrattività per i giovani talenti e per le aziende con le quali collaboriamo”.

Ma quali sono i dottorati di ricerca finanziati da IFM? Di durata triennale, sono tre e appartengono al XXXVI ciclo.

Il primo s’intitola, “Strategie e metodi per la manutenzione predittiva e il monitoraggio da remoto di sistemi di generazione di energia”. Come è noto per qualunque impiego di macchinari si rendono indispensabili piani manutentivi regolari al fine di mantenere il loro perfetto stato di funzionamento. Guasti e rotture dovute a trascuratezza infatti, generano fermo impianti con riparazioni costose fino alla sostituzione di interi macchinari incidendo seriamente sui costi generali e sui tempi di fermo. Gli studi saranno volti a sviluppare metodologie innovative manutentive predittive, attraverso innovazioni tecnologiche come IoT e sistemi computerizzati della manutenzione. Il dottorato sarà sotto l’egida del Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Matematica, Management e IFM. Referenti scientifici: prof. Giuseppe Carbone, Poliba e ing. Gianluca Piscopo, responsabile Centro di Innovazione e Sviluppo IFM.

Il secondo dottorato è, “Sistemi di propulsione ibrido-elettrica per applicazioni navali”. In un prossimo futuro i sistemi di propulsione navale evolveranno verso architetture ibride in cui si integreranno le potenzialità dei motori a combustione interna e dei motori elettrici. Si farà ricorso a fonti energetiche innovative come le fuel cell e sistemi di accumulo a batteria per una gestione efficiente dell’energia. Il progetto, che si svolgerà presso il Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell’Informazione e IFM, verterà sullo studio e lo sviluppo di un sistema di propulsione ibrida basato su tecnologie innovative in grado di minimizzare i costi operativi, dei consumi e dell’emissione in atmosfera di gas serra. I referenti scientifici sono: prof. Vito Giuseppe Monopoli, Poliba e ing. Gianluca Piscopo, Centro di Innovazione e Sviluppo IFM.

Infine il dottorato, “Sistemi intelligenti di power management”. Nei prossimi anni, l’energia necessaria ad unità complesse sarà prodotta da diverse fonti: motore a combustione interna, turbine e fuel-cell, alimentate da diversi tipologie di combustibili, oltre che da batterie ed altre soluzioni, che dovranno essere integrate tra loro. Per queste ragioni, lo sviluppo di un Power Management System (PMS) sarà molto importante perché permetterà di gestire in maniera efficace sistemi sempre più complessi.

Lo studio riguarderà nuove metodologie e strumenti di progettazione di sistemi di gestione in un’ottica di ottimizzazione dell’efficienza complessiva mediante tecnologie di monitoraggio remoto e modelli di previsione sia della produzione sia della domanda di energia, anche basati su tecniche di intelligenza artificiale e delle tecnologie di industria 4.0, quali la realtà virtuale e IoT;

Il progetto si svilupperà presso il Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell’Informazione e IFM. Referenti scientifici: prof Sergio Camporeale, Poliba e ing. Gianluca Piscopo, Centro di Innovazione e Sviluppo IMF.

Questo sforzo complessivo tra azienda, università e altri soggetti pubblici-privati dovrebbe condurre ai primi risultati già alla fine del prossimo 2021: tra questi figura un nuovo motore per soddisfare le richieste del mercato dei prossimi anni in termini di potenza ed emissioni, che possa utilizzare diverse tipologie di combustibili, anche rinnovabili. La fascia di potenza sarà superiore a quella attualmente raggiunto con la serie 1700 (con pistoni alesaggio da 170mm di diametro) variabile da 8 a 16 cilindri che si ferma a 2 MegaWatt.