BARI – Più di 700 luoghi straordinari, molti dei quali solitamente inaccessibili o poco conosciuti, apriranno eccezionalmente le loro porte in occasione della 15ª edizione delle Giornate FAI d’Autunno, il grande evento di piazza che il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS dedica alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese, in programma sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026 in 350 città d’Italia.
L’iniziativa, organizzata dalle Delegazioni e dai Gruppi FAI presenti in tutte le regioni con il fondamentale contributo dei giovani volontari, invita il pubblico a scoprire l’immenso patrimonio storico, artistico e ambientale che ci circonda, grazie alle visite a contributo libero che per due giorni daranno vita a un grande racconto diffuso e corale, fatto di monumenti, architetture, paesaggi, opere d’arte, tradizioni e storie che rappresentano i territori e le comunità che li vivono.
Per questa edizione i volontari del Gruppo FAI del nord barese, coordinati da Bibi Mastroviti, hanno organizzato due aperture di luoghi solitamente inaccessibili.
la fabbrica dalla facciata di intonaco rosso e pietra bianca, poco fuori le antiche mura del centro urbano, a ridosso di Lama Balice, un solco erosivo carsico sul cui fondo scorre il Torrente Tiflis, un tempo importante via di connessione tra la costa barese e l’entroterra, oggi parco naturale regionale.
Ferdinando II di Borbone nel 1835 diede avvio all’adattamento del convento dei Carmelitani, fondato nel 1490 presso la chiesa medievale della Madonna delle Lame, su progetto di Luigi Castellucci (1798-1877), architetto bitontino formatosi a Napoli nel segno dell’ultimo classicismo ottocentesco. I lavori furono completati nel 1852, da allora e per oltre un secolo l’Istituto ha accolto bambine e giovani donne, circa 250 per anno, in gran parte orfane provenienti da tutta la provincia affidate alle cure di suore ed educatrici. Negli anni l’orfanotrofio si trasformò in una istituzione educativa, fornendo istruzione scolastica e l’avviamento a professioni, in particolare alle arti e mestieri del cucito.
Attraverso il racconto dei narratori FAI sarà possibile ripercorrere le vicende del complesso architettonico (dal periodo tardo bizantino, quindi gotico-aragonese e barocco all’imponente fabbrica neoclassica ottocentesca), sino alla più recente memoria di impegno civile e sociale di un luogo che ha raccolto in sé tante vite, d’arte e storia, ma soprattutto quelle di migliaia di giovani donne che vi hanno trovato una casa e un lavoro. Degli spazi che oggi accolgono attività di cura e inclusione, tramite cooperative sociali (Sinergia, Eughenia, Zip.h), si vuole restituire la dimensione di comunità dedita alla accoglienza proiettandolo l’Istituto verso il futuro con il prossimo progetto di restauro.
Visita a cura dei volontari FAI di Giovinazzo.
Ingresso dalle ore 10.00 alle ore 20.00, Piazzale Ferdinando II di Borbone, 18
Costruita nel 1898 da Domenico Gagliardi. L’edificio sorge nel contesto dell’espansione ottocentesca di Molfetta (Piano Regolatore del 1866 di Corrado De Judicibus) basata su una griglia a scacchiera. Nasce lungo Corso Umberto I (1864), un moderno boulevard di 18 metri progettato per collegare il porto, il centro antico e la nuova stazione ferroviaria.
Edificato intorno al 1885 da Domenico Gagliardi Gadaleta come casa-villino, il palazzo fu ceduto nel 1911 all’Opera Pia Monte di Pietà. Nell’occasione fu affidato all’ing. Lanari il compito di adeguare l’immobile alle esigenze delle orfanelle. Nel 1927 la struttura accolse e istruì le figlie dei soldati molfettesi caduti nella Prima Guerra Mondiale. Negli anni’50 l’edificio subì ulteriori sopraelevazioni grazie al contributo della benefattrice Gaetana De Rinaldis e delle Figlie della Carità di San Vincenzo che gestirono l’educazione delle ragazze fino alla chiusura definitiva dell’orfanotrofio nel 1974.
Visita a cura dei volontari FAI di Molfetta e degli “Apprendisti Ciceroni” del Liceo Classico-Scientifico Einstein – Da Vinci e Liceo Scienze Umane- Linguistico “V. Fornari” Molfetta.
Ingresso dalle ore 09.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.00, corso Umberto I 98
Le visite sono a contributo libero e si svolgono ogni 15 minuti per gruppi di 15/20 persone, in ordine di arrivo. Ogni Iscritto al FAI e chi farà la tessera per la prima volta durante l’evento potrà beneficiare dell’accesso prioritario in tutti i luoghi e di aperture dedicate.
Le Giornate FAI d’Autunno si inquadrano nell’ambito delle iniziative di raccolta pubblica di fondi occasionale (Art 143, c 3, lett a), DPR 917/86 e art 2, c 2, D Lgs 460/97).
Iscriversi al FAI significa diventare
parte di un grande progetto e rappresenta un atto d’amore per l’Italia.
In caso di particolare affluenza l’ingresso ai luoghi potrebbe non essere garantito.
Tutte le informazioni su www.giornatefai.it
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