Campi Salentina, impianto raccolta differenziata da 3 milioni: mai avviato

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Interrogazione del Movimento 5 Stelle: “Fare chiarezza”

Antonio TrevisiCAMPI SALENTINA (LE) – Il Centro Materiali Raccolta Differenziata (CMRD) di Campi Salentina, ubicato in contrada Falchi, è costato 2.908.000 euro, finanziamenti concessi dal Commissario delegato all’emergenza ambientale. L’impianto è di proprietà del Comune e i lavori per la sua realizzazione sono stati avviati nel 1998 e terminati nel 2001.
A distanza di anni dalla sua realizzazione l’impianto in oggetto non è mai entrato in esercizio e allo stato attuale risulta abbandonato ed in scarso stato di conservazione. Si evince, quindi, che le aziende dell’ATI aggiudicataria dell’appalto hanno provveduto a gestire la selezione della differenziata negli impianti privati, piuttosto che conferire i rifiuti in un impianto pubblico.
Si faccia chiarezza sui motivi per i quali l’impianto in oggetto non sia mai entrato in esercizio.” E’ questo il contenuto dell’interrogazione regionale depositata da Antonio Trevisi e Cristian Casili portavoce al Consiglio Regionale del M5S all’Assessore all’Ambiente Domenico Santorsola. “Quali sono gli orientamenti – prosegue Trevisi, capogruppo M5S al Consiglio Regionale – in merito alla riattivazione e rifunzionalizzazione dell’impianto pubblico di selezione dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata (CMRD), ubicato nel Comune di Campi Salentina, anche attraverso la previsione di prescrizioni volte a garantire i flussi minimi necessari per la sostenibilità dell’impianto pubblico, come previsto dal PRGRU, e in generale quali siano le previsioni in merito agli altri CMRD presenti sul territorio regionale e non in esercizio nell’ambito della nuova programmazione impiantistica.”
In seguito ad un sopralluogo svolto da una Commissione del Politecnico di Bari – prosegue il consigliere salentino – è stato constatato che per rimettere in funzione l’impianto pubblico di Campi Salentina sarebbero sufficienti l’installazione di una pressa più potente e la revisione dell’impianto elettrico. Riteniamo che sia utile provvedere alla riattivazione dell’impianto in oggetto, anche attraverso l’individuazione di un concessionario per la gestione dei flussi, ed è importante conoscere quali siano stati gli esiti delle indagini condotte dal NOE avviate a marzo 2014 in merito alla mancata entrata in esercizio dell’impianto in oggetto.”