Barletta, progetto “Centrare le periferie”: le dichiarazioni del sindaco

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BARLETTA barletta– Il sindaco di Barletta, Pasquale Cascella, ha espresso il suo pensiero sull’opportunità offerta dal progetto “Centrare le periferie”. Questo quanto si apprende dalla sua nota:

«È una opportunità inedita per la nuova Provincia policentrica Barletta-Andria-Trani il progetto “Centrare le periferie” candidato insieme dai tre Comuni al Programma straordinario di interventi per la riqualificazione e la sicurezza delle periferie che la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha comunicato essere stato inserito “in posizione utile ai fini della concessione del finanziamento”.

Dobbiamo, ora, cogliere questa potenzialità fino in fondo, con lo stesso impegno convergente. Gli interventi approvati per Barletta riguardano la riunificazione del territorio ricongiungendo le nuove aree urbane della 167 agli insediamenti di edilizia economico-popolare fino alle aree limitrofe al mare che così diventa una risorsa naturale per l’intera città.

Si va dall’ampliamento del Parco dell’Umanità alla riqualificazione energetica di 12 edifici di Edilizia Residenziale Pubblica e dei relativi servizi di via Giacomo Leopardi, Via Leonardo da Vinci e Via Luigi Pirandello, passando per le aree dell’ex Distilleria da recuperare con progetti per la cultura come la “Cittadella della musica concentrazionaria”, e di qui, puntare attraverso l’asse attrezzato “Distilleria – stazione Bari Nord”, verso il mare con altre sistemazioni a verde davanti alle Mura del Carmine insieme alla manutenzione straordinaria di un immobile comunale da destinare alla “Casa delle Associazioni Sportive” per le attività lungo l’intera costa.

Condividere questo risultato con i tre Comuni co-capoluogo della Provincia Bat mette alla prova non solo la volontà concorde di elevare la qualità dei servizi e della vita delle nostre comunità ma anche una prospettiva delle zone periferiche delle città che garantisca la coesione sociale e non essere di ostacolo all’organicità dello sviluppo urbano».