Barletta, cerimonia di commemorazione dei defunti

cerimonia di commemorazione dei defunti

Ecco com’è andata

BARLETTA – Si è svolta questa mattina presso il cimitero di Barletta la cerimonia commemorativa dei defunti organizzata dall’Amministrazione comunale.

La giornata ha avuto inizio con la funzione religiosa celebrata davanti alla Cappella piramidale da Don Filippo Salvo alla presenza del Prefetto di Barletta-Andria-Trani, S.E. Emilio Dario Sensi, del sindaco Cosimo Cannito, dell’ambasciatore di Slovenia, BogdanBenko, a Barletta in rappresentanza delle comunità slave, e delle autorità civili e militari. Al termine della celebrazione religiosa i rappresentanti istituzionali hannotributato gli onori ai caduti presenti sia nel sacrario dei soldati italiani, sia nell’ossario monumentale dei militari e partigiani slavi caduti nell’arco dei due conflitti mondiali. La cerimonia si è conclusa con un omaggio alla memoria di Addolorata Sardella e Lucia Corposanto, insignite della medaglia di bronzo al Merito Civile in quanto con grande coraggio salvarono l’unico vigile urbano sopravvissuto al barbaro eccidio nazista del 12 settembre 1943.

In mattinata, poco prima del trasferimento al cimitero per le cerimonie commemorative, il sindaco Cannito ha accolto a Palazzo di Città l’ambasciatore di Slovenia BogdanBenko e la ministra plenipotenziaria e consigliera culturale dell’Ambasciata slovena in Italia, Tina Kokalj. Nel corso dell’incontro è stata affrontata, su richiesta della delegazione slovena, la questione degli interventi conservativi dell’Ossario Commemorativo del Cimitero dedicato ai caduti slavi. In proposito il sindaco Cannito, garantendo la disponibilità del Comune a partecipare alla più approfondita valutazione dell’argomento nelle competenti sedi ministeriali, ha auspicato la possibilità che una risposta possa individuarsi soprattutto sulla base della cooperazione istituzionale tra gli stati balcanici dell’ex Jugoslavia le cui comunità, negli anni sessanta, condivisero la realizzazione del sacrario inaugurato nel 1970 come emblema dello spirito di ritrovata fratellanza tra i popoli dopo il periodo bellico.