Bari, pronto il bando “Urbis”: fino a 40.000€ a fondo perduto per attivare imprese sociali di prossimità nelle aree fragili della città

conferenza stampa bando Urbis per imprese sociali di prossimità

Decaro: “Con Urbis chiudiamo il cerchio della nostra visione di sviluppo di una comunità”

BARI – Sarà pubblicato domani, sul sito istituzionale del Comune di Bari, il bando “URBIS”, una misura del PON Città Metropolitane 2014/20 che promuove e sostiene, attraverso l’erogazione di incentivi a fondo perduto compresi tra 15.000 e 40.000 €, a fronte di un cofinanziamento del 15%, la creazione di nuove imprese sociali di prossimità nelle aree più fragili della città sotto il profilo socio-economico ed urbanistico.

L’economia sociale oggi vale circa il 5% del Pil in Italia, occupa un milione di persone ed è il contesto nel quale spesso fioriscono esperimenti di innovazione sociale e cooperazione alla scala urbana, che rappresentano validi anticorpi contro la disoccupazione giovanile e l’esclusione dei contesti periferici. Un’economia plurale che può riversare sulle città, e in particolare sui quartieri più fragili, modelli imprenditoriali che coniughino lavoro, reddito e solidarietà, garantendo nuovi servizi di prossimità a scala territoriale, in risposta ai bisogni mutevoli e flessibili dei residenti.

Urbis rappresenta lo strumento di valorizzazione di queste esperienze promosse dal terzo settore e una valida opportunità per gruppi informali di giovani e meno giovani che intendano costituirsi in forma cooperativa per realizzare un progetto di impresa. Le proposte progettuali da candidare al bando dovranno ispirarsi ai seguenti quattro temi: città, comunità, creatività e prossimità. A titolo esemplificativo, saranno ammessi i progetti di impresa sociale che operino nel campo dell’inclusione sociale attiva, dell’educazione e dell’istruzione, della tutela e promozione del territorio, della radiodiffusione e dell’editoria, della riqualificazione e riuso di beni inutilizzati a fini sociali.

Grazie al sostegno di Urbis si potranno creare palestre popolari, ciclofficine, portierati di quartiere, centri ludici, cinema di quartiere e tutti quei servizi che incrementino la qualità di vita delle comunità presso le aree bersaglio.

Tutte le attività dovranno essere non profit e potranno partecipare all’avviso i soggetti del terzo settore (organizzazioni di volontariato, cooperative sociali, fondazioni, enti morali ed ecclesiastici, associazioni) o gruppi informali che vogliano costituirsi e attivare una nuova iniziativa sui quartieri bersaglio.

URBIS è la chiusura del cerchio che rappresenta la nostra idea di sviluppo di una comunità, che nella nostra visione di città si compone di riqualificazione degli spazi, creazione di reti che animano e si prendono cura di quegli spazi e promozione di attività, anche imprenditoriali, che mettano a valore il mondo della cooperazione e della solidarietà che è un grosso sostegno per chi rischia di restare indietro – ha dichiarato il sindaco Antonio Decaro -. Il nostro obiettivo è creare una comunità unita, che cresce insieme, e Urbis è uno strumento che vuole alimentare e sostenere i presidi sociali sparsi nei quartieri, una parte importante in questo processo. Questa misura è la riposta dell’Amministrazione al mondo della cooperazione che in questi anni ha saputo esprimere un significativo fermento e che ha oggi la possibilità di trasformare la propria idea in un progetto di impresa. Crediamo che l’impresa sociale abbia la giusta flessibilità e sensibilità per farlo. Gli incentivi tra i 15mila e i 40mila euro consentiranno di operare investimenti adeguati in termini di allestimento di spazi, acquisto di attrezzature e risorse umane per avviare una vera e propria start-up di quartiere, fornendo gli strumenti iniziali per una futura auto-sostenibilità e, soprattutto, per creare in città una trama di hub sociali che possano essere punto di riferimento per la comunità. Una comunità in movimento, la nostra, che il 22 settembre si ritroverà unita nel parco di largo 2 Giugno durante l’evento Bari per Bari, un’occasione per stare insieme e conoscere i cambiamenti in atto e le progettualità attive su tutti i Municipi grazie al protagonismo dei cittadini”.

Urbis nasce dalla progettazione condivisa con il partenariato economico-sociale e parte dall’osservazione di ciò che accade nei quartieri della nostra città – ha commentato l’assessora Paola Romano -. A Bari in questi anni si è registrato un grande fermento nel mondo dell’associazionismo e del terzo settore, con la nascita di realtà sociali innovative quali palestre popolari, cinema di quartiere, spazi di co-working, empori sociali. Realtà che rispondono ai nuovi e vecchi bisogni dei cittadini in modo sostenibile e inclusivo spesso coinvolgendo i destinatari delle misure nei percorsi di progettazione. Dinamiche analoghe a quanto accade in altre città d’Italia e d’Europa dove l’economia sociale rappresenta una voce in costante crescita del Pil.

Vogliamo sostenere queste esperienze innovative perché le istituzioni da sole non possono esprimere la propria efficacia sul territorio senza l’aiuto sussidiario che queste realtà garantiscono nei nostri quartieri e nelle diverse comunità. La città è più forte se alimenta la coesione sociale sostenendo il protagonismo dal basso dei cittadini. Urbis ci consentirà di sostenere circa 40 nuove iniziative d’impresa sociale che rappresenteranno 40 nuove luci sulla città”.

La misura è coerente con un programma di governo che sin dal principio ha investito molto sul tema della prossimità, attraverso gli interventi fisici a scala di quartiere (patto con i municipi, piano periferie), l’infrastrutturazione scolastica ed educativa (interventi di messa in sicurezza delle scuole, nuovi centri ludici, asili, biblioteche di quartiere), il riuso dei beni pubblici (patti di collaborazione), l’animazione culturale (reti civiche urbane), il rilancio del commercio (MAP, D_Bari).

La scadenza delle domande è fissata al giorno 10 dicembre per favorire la massima partecipazione: la valutazione delle proposte progettuali sarà effettuata da una commissione che privilegerà le proposte maggiormente sostenibili e in grado di esprimere un radicamento territoriale, nonché rispondere maggiormente ai bisogni dei cittadini.