Bari, progetto QM San Paolo: il 24 ottobre “La Festa di Quartiere”

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Verrà inaugurato il  museo a cielo aperto con le opere murali  realizzate in via Saverio Altamura

BARI – Nell’ambito di QM San Paolo – Quartiere Museale, San Paolo, domenica 24 ottobre 2021, a partire dalle ore 10, in via Saverio Altamura, si terrà la festa conclusiva del progetto artistico realizzato dalla fondazione Mecenate 90 che ha coinvolto artisti del panorama locale, nazionale e internazionale nell’esecuzione di dieci opere murali sulle facciate di edifici di proprietà di Arca Puglia Centrale, con l’obiettivo di trasformare il quartiere San Paolo in museo a cielo aperto.

Il progetto di museoformazione urbana del San Paolo, basato sugli esiti dello studio condotto da un centro si ricerca interdisciplinare e interuniversitario, è sostenuto dal Comune di Bari e dalla Regione Puglia con l’intento di avviare un percorso di rigenerazione dei luoghi attraverso l’arte urbana intesa come strumento di bellezza in grado di migliorare il contesto fisico e sociale stimolando un maggior senso di appartenenza della comunità.

Grazie a un ampio coinvolgimento delle principali realtà associative ed educative del quartiere, tra cui I.C. Don Milani, I.C. Grimaldi Lombardi, I.I.S.S. Majorana, La Paranza, scuola di ciclismo Franco Ballerini, Aps Cellule Creative, Un Clown per amico, fondazione Giovanni Paolo II onlus, Retake Bari, Generazione San Paolo, Rete Civica Urbana San Paolo – Stanic – Villaggio del Lavoratore, delegazione FAI Bari e I bambini di Truffaut, la giornata di domenica prossima sarà scandita da una serie di attività gratuite e aperte a tutti.

La festa è organizzata in due sessioni: l’evento della mattina, alla presenza del presidente del Municipio III Nicola Schingaro e dell’assessora alle Culture Ines Pierucci, si rivolge prevalentemente al pubblico di famiglie, docenti e genitori delle scuole, ragazzi e bambini e prevede una biciclettata tra le opere d’arte a cura della scuola di ciclismo Franco Ballerini, con l’introduzione alle opere affidata agli esperti di Mecenate 90.

A seguire sono previste l’inaugurazione della mostra dei disegni realizzati dai bambini della scuola Don Milani nell’ambito dei laboratori curati da Mecenate 90 e ospitati presso la sede dell’associazione La Paranza, e l’esibizione degli studenti della scuola media Lombardi impegnati in una performance rap.

Nel corso della mattinata, inoltre, sull’area verde di pertinenza degli edifici ARCA interessati dal progetto, i volontari di Retake Bari e Generazione San Paolo svolgeranno un’azione di attivismo civico, ripulendo l’area e il muro dell’edificio che ospita uno dei murales, mentre i giocolieri di Un Clown per amico proporranno una performance circense per strada.

Intorno alle 12.30 si terrà il concerto della street band La Bandita con un piccolo rinfresco finale.

A partire dalle ore 16.30, invece, alla presenza del sindaco Antonio Decaro, dell’assessore regionale alla Cultura Massimo Bray e del presidente di Mecenate 90 Ledo Prato, i curatori di Mecenate 90, in collaborazione con il FAI Bari, illustreranno le opere degli artisti che coinvolti nel progetto, mentre il noto artista francese C215 lavorerà sulla sua opera in modalità live painting.

Il programma prevede inoltre la riflessione murale collettiva “Before I die” sulle aspirazioni dei residenti del San Paolo, secondo il format del progetto globale di arte pubblica che invita le persone a riflettere sulle proprie vite, sulla propria mortalità e a condividere i propri desideri, che diventano così l’espressione più nuda delle loro speranze.

La giornata, che ha come obiettivo quello di sensibilizzare la cittadinanza e i residenti del San Paolo sul valore di un’iniziativa che propone un dialogo tra arte pubblica e città, operando una riflessione site specific sui luoghi del quartiere, si chiuderà con un piccolo rinfresco a cura dell’alberghiero Majorana.

La festa di quartiere del 24 ottobre celebra la conclusione degli interventi artistici affidati ad artisti di fama nazionale e internazionale – James Reka (Australia), Christian Guemy a.k.a C215 (Francia), Gionata Gesi a.k.a. Ozmo (Italia), Hogre (Italia) – e ad altri selezionati attraverso una call aperta – Rizek, Giovanni Chiantera, Mattia Lorusso, Davide Casavola, Francesco Ferreri a.k.a. Chekos, Felice Limosani, Nicolò Loprieno a.k.a. Skolp, Caktus&Maria – e l’inizio di un percorso che nei prossimi mesi vedrà la creazione di una associazione impegnata a valorizzare questo nuovo patrimonio artistico a cielo aperto perché diventi un attrattore turistico-culturale per il quartiere San Paolo.

“Con questo intervento abbiamo voluto accendere un faro di bellezza e di arte su un quartiere della città da sempre considerato periferia – sottolinea il sindaco Antonio Decarocoinvolgendo i residenti e le associazioni, le scuole e le realtà attive sul territorio con l’obiettivo di far crescere lo spirito di comunità e favorire l’espressione delle potenzialità esistenti. Le opere d’arte realizzate sulle facciate dei palazzi hanno già cambiato il volto di quella strada, che oggi è una sorta di museo a cielo aperto che ci parla del vissuto e delle aspettative delle persone che vivono al San Paolo. La festa di domenica sarà l’occasione per tornare a incontrarsi, per parlare del futuro e per immaginare insieme i prossimi passi di questo percorso”.

“Nel concepire la collezione del QM San Paolo abbiamo voluto portare al San Paolo molti dei mestieri che l’arte ha intrapreso nel corso della storia, contestualizzandoli e confrontandoli con i cittadini residenti – dichiara il segretario generale di Mecenate 90 Ledo Prato -. Ed è grazie a questo processo partecipativo di co-creazione che gli artisti sono riusciti a interpretare sogni, bisogni, ricordi, emozioni, storie, denunce, delusioni ma anche il desiderio di bellezza, di colore, di una diversa reputazione del quartiere”.

“L’arte che celebra di C215, l’arte che afferma di Manu Invisible, l’arte che testimonia di Chekos, l’arte che simbolizza di Davide DPA, l’arte che astrae di Awer, l’arte che rappresenta di Rizek, l’arte che rallegra e seduce di David Pompili, l’arte che rassicura di Reka, l’arte che disturba di Hogre e l’arte che sfida la percezione di Skolp, che smonta l’architettura-ripetizione di cui è fatto il periurbano. Il nostro lavoro come curatoricommentano Stefano Antonelli e Gianluca Marzianiha un solo scopo, accendere la macchina rigeneratrice umana, prima che urbana, del divenire museo di questo quartiere trascurato dalla storia, un divenire che lo trasformi in luogo d’ispirazione per le generazioni”.