Bari, presentato “WEL.COM.E. LAB – Laboratori di welfare di/per comunità educanti” per il contrasto alla povertà educativa minorile

presentazione wel.com.e.lab per il contrasto alla povetà educativa minorile

Coinvolti 740 minori dai 5 agli 11 anni

BARI – È stato presentato questa mattina alla stampa “WEL.COM.E. Lab – Laboratori di Welfare di/per Comunità Educanti”, uno degli 83 progetti selezionati dall’ impresa sociale “Con i Bambini” nell’ ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

Il progetto, finanziato dal bando “Nuove generazioni” per 470.000 euro e coordinato dalla cooperativa sociale Occupazione e Solidarietà di Bari, è rivolto a 740 minori di età compresa tra i 5 e gli 11 anni con l’obiettivo di promuovere processi e modelli di partecipazione, in ambito educativo e sociale, in contesti segnati da marginalità sociale ed economica in ambito urbano. L’area di attività per cui sono state pensate e progettate le azioni comprende il Comune di Bari, con il territorio del Municipio V, e i Comuni di Bitonto, Palo del Colle, Triggiano e Molfetta.

L’iniziativa è stata illustrata a Palazzo di Città dall’assessora alle Politiche educative e giovanili Paola Romano, dal presidente di Occupazione e Solidarietà Giuseppe Moretti e dal responsabile dell’Ufficio di Piano del Comune di Bitonto Andrea Foti.

Il Comune di Bari è coinvolto, assieme al XXVII circolo Duca d’ Aosta, in un investimento che ci interessa in modo particolare, soprattutto perché stiamo lavorando molto sulla partecipazione dal basso. Questo progetto infatti rientra pienamente negli obiettivi del nostro mandato politico, incarnando appieno la strategia complessiva dell’ amministrazione comunale – ha dichiarato Paola Romano -. Per questo siamo soddisfatti di partecipare a un percorso che vede concentrate sullo stesso obiettivo 21 realtà, molte delle quali impegnate da lungo tempo in ambito educativo. Due delle iniziative su tutte mi sembrano oltremodo interessanti: i laboratori sulla genitorialità, perché credo che mai come in questo momento sia opportuno coinvolgere i genitori in un processo educativo che vada oltre quello legato ai loro figli, e l’arricchimento dell’offerta formativa, già molto ampia nelle nostre scuole, ma che acquisterà un valore ulteriore grazie al progetto sostenuto dalla Fondazione con i bambini. I minori coinvolti, 740 in tutto, potranno anche farsi un’idea più chiara del nostro territorio attraverso l’ urbanistica partecipata, che potrebbe sembrare materia complicata ma che invece si rifà al loro legittimo desiderio di conoscere meglio la propria città. Seguiremo con grande attenzione lo sviluppo delle attività progettuali a Palese e Santo Spirito, consapevoli di poter replicare esperienze analoghe, assieme ad altre realtà del territorio, in altri quartieri della città”.

Solitamente è difficile reperire fondi per soddisfare le molteplici esigenze dei soggetti più fragili della popolazione – ha sottolineato Giuseppe Moretti – ed è per questo che le associazioni e le cooperative cercano di farlo attraverso i canali istituzionali, primi fra tutti i Comuni e l’Ambito territoriale. La virtuosità di questo progetto sta nell’aver intercettato risorse importanti attraverso una fondazione, quindi un soggetto altro, ampliando le possibilità educative nei territori di riferimento in favore dei minori a rischio povertà educativa. Un altro elemento di riflessione riguarda, purtroppo, questo Sud, dove ancora si fa fatica a mettersi in rete per condividere progetti innovativi e trasversali, perché non c’è connessione e le diverse realtà finiscono per non dialogare, mentre io credo che la vita dei ragazzi, come quella delle persone con disabilità o in povertà estrema, vada presa in carico da tutti gli attori sociali e non solo da chi in un determinato momento è deputato a gestire quel segmento di servizi.

Per questo siamo particolarmente orgogliosi di aver costituito una rete di 21 partner qualificati che si occupano dei bisogni dei minori per gestire insieme un progetto che si prefigge di offrire un sostegno mirato ai ragazzi e alle ragazze, coinvolgendo anche le famiglie, la scuola con gli insegnanti e gli educatori, per una presa in carico integrata da parte dei diversi soggetti della comunità educante”.

L’intervento si articola in due azioni principali:

1. il potenziamento delle competenze dei minori attraverso attività laboratoriali in ambito educativo e formativo, caratterizzate da innovatività, interdisciplinarietà, intergenerazionalità e interculturalità, con rinforzo delle competenze digitali e STEM;

2. la promozione e la valorizzazione delle comunità educanti attraverso percorsi e servizi di supporto alla genitorialità e interventi di contrasto all’ esclusione sociale ed economica, incentrati su una strategia di networking tra tutti gli attori della comunità educante e di sussidiarietà orizzontale finalizzata alla sperimentazione di modelli di intervento del welfare di comunità.

Si tratta di un’opportunità importante per il territorio interessato, in cui si lancia la sfida di valorizzare sistemi di comunità educanti, attraverso il coinvolgimento delle scuole (i circoli didattici San Giovanni Bosco di Triggiano, Nicola Fornelli di Bitonto, XXVII Duca D’Aosta di Bari, e i servizi doposcuola ed educativi dell’Oratorio Anspi Molfetta), delle organizzazioni del privato sociale (il capofila Occupazione e Solidarietà, la Fondazione “Opera Santi Medici Cosma e Damiano Bitonto – onlus”, le cooperative sociali di Bitonto Sinergia, Consorzio Social Lab, Ops, Amaranto, Ulixes e La Rosa Blu, il laboratorio urbano Rigenera APS, Gen.o.s. Onlus APS, Genitori A. Guaccero A.P.S. di Palo del Colle; l’associazione La Stola e il Grembiule di Molfetta), dei Comuni di Bari e di Bitonto, della Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, della Casa Editrice La Meridiana di Molfetta, e dell’ Università degli Studi di Bari Aldo Moro – Dipartimento di Scienze Politiche, in qualità di soggetto valutatore.