BARI – È Jany McPherson, una delle voci contemporanee più interessanti del jazz internazionale, la protagonista del concerto che venerdì 2 ottobre, alle ore 21, inaugurerà al Teatro Forma di Bari la sezione autunnale della rassegna firmata da Pietro Laera per l’associazione Aps Nel Gioco del Jazz presieduta da Donato Romito.
Cantante, pianista e compositrice cubana, McPherson ha iniziato a esibirsi giovanissima nella leggendaria orchestra Buena Vista Social Club, costruendo negli anni un percorso artistico personale e riconoscibile. Sul palco del Teatro Forma sarà accompagnata dal contrabbassista Luca Bulgarelli e dal batterista Dario Congedo, con i quali presenterà i brani di «A Long Way», il suo acclamato album pubblicato da Glider Media Group. Il disco è stato registrato al Recall Studio di Pompignan da Philippe Gaillot, con la produzione di Gianluca di Furia.
«Lo considero un tributo a tutto ciò che è stata la mia vita sino ad oggi da quando ero una bambina e vivevo a Guantanamo», racconta l’artista, che giovanissima ha ricevuto il premio “Adolfo Guzman” e ha maturato la propria sensibilità musicale anche attraverso l’ascolto e lo studio di grandi pianisti cubani come Ernesto Lecuona, Bola de Nieve e Chucho Valdés.
Oggi residente in Francia, McPherson considera «A Long Way» la sintesi di un percorso umano e artistico intenso. «La mia vita – racconta – è stato un “lungo cammino” pieno di tante cose diverse, come avviene ad ognuno di noi. Sono nata e cresciuta a Cuba, una terra che amo e dove vivono ancora i miei affetti più cari. Una terra splendida, piena di suoni, ma talvolta difficile, se hai aspettative per un futuro diverso».
Una scelta, quella di lasciare Cuba, maturata attraverso difficoltà e sacrifici, ma vissuta anche come un passaggio necessario per crescere. «Ho dovuto fare scelte difficili e dolorose, ma sentivo che dovevo cambiare per crescere e potevo farlo soltanto lasciando la mia terra. Così ho portato con me tutta la storia, la tradizione e la cultura che mi hanno formato e mi sono trasferita in Francia».
Da questo bagaglio personale nasce un album composto da undici brani, frutto di un processo creativo che l’artista descrive come naturale e quasi istintivo. «Le melodie, le armonie, i ritmi, il modo di concepire e sviluppare gli arrangiamenti, la sonorità e la direzione che stava prendendo questo lavoro è arrivato tutto nella mia testa con un’inaspettata semplicità». E proprio per questo, aggiunge, “A Long Way” può essere riassunto in una definizione semplice e insieme profondamente evocativa: «musica dell’anima, per l’anima».
La consacrazione sulla scena internazionale è arrivata nel 2020 con l’album «Solo Piano», cui ha fatto seguito la collaborazione con il grande chitarrista John McLaughlin. Nel 2022 McLaughlin l’ha voluta come special guest ai festival North Sea e Montreux Jazz, per poi coinvolgerla stabilmente nel John McLaughlin Quintet in occasione di tutti i concerti del «Liberation Tour».
A caratterizzare il percorso di Jany McPherson sono soprattutto un fraseggio personale e un linguaggio improvvisativo originale, elementi che rendono immediatamente riconoscibili la sua musica e il suo stile. Il suo pianismo alterna continui cambi di passo, passando con naturalezza dalla delicatezza alla forza, dall’eleganza alla fisicità. «Mi piace ogni tanto mutare atmosfera all’interno dello stesso brano – spiega Jany – divertirmi con le armonie ed andare per la mia strada in modo inaspettato, non prevedibile. La mia formazione è classica, ma tendo ad essere quanto più possibile personale, con i miei pregi e i miei difetti».
La sua musica nasce così dall’incontro tra differenti linguaggi e stilemi vicini al jazz, rielaborati attraverso una tavolozza sonora ricca di sfumature e suggestioni, talvolta esotiche. L’elemento cubano non viene però proposto attraverso la consueta fusione tra ritmi latini e jazz nordamericano: McPherson sceglie piuttosto di evocare le sonorità della propria terra attraverso una voce musicale autonoma, moderna e profondamente personale. «Quando suono, cerco sempre di essere onesta fino in fondo con me stessa, e di conseguenza – aggiunge la pianista e cantante cubana – lo sono con chi mi ascolta attraverso un pianismo istintivo, soprattutto nei momenti di grande improvvisazione».
proseguirà al Teatro Forma con il progetto firmato dall’eclettico ed intramontabile fisarmonicista e pianista Antonello Salis in coppia con Simone Zanchini, altro straordinario talento della fisarmonica (9 ottobre), con il quartetto olandese di sassofoni Artvark (23 ottobre), le proposte cantautorali in jazz di Nino Buonocore con il trombettista Flavio Boltro (5 novembre) e del brindisino Antonio Calò, in arte Bungaro, alla testa del suo quartetto (19 novembre), con la presentazione del volume «I sentieri del blues» scritto dai componenti dell’associazione Aps Nel Gioco del Jazz (27 novembre) e il duo composto dal pianista Ethan Iverson e dal sassofonista Mark Turner, musicisti che per la prestigiosa etichetta Ecm hanno pubblicato il disco «Temporary Kings» (4 dicembre).
Completano il quale Il programma il recital di classica all’auditorium Vallisa della coppia pianistica «La Belle Époque» formata da Giuseppe Maiorca e Roberta Milano (12 dicembre) e l’omaggio nella chiesa di San Gaetano a uno dei grandi autori per il cinema, con il quartetto del trombettista Alberto Di Leone in «C’era una volta Morricone» (18 dicembre).
Info e prenotazioni 338.9031130.
Prevendite biglietti online su Liveticket.it
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