Bari, giunta approva il Documento strategico del commercio

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Palone: “Un’analisi strategica che ci aiuterà a definire un nuovo piano di incentivi e misure per nuove attività e valorizzazione filiere commerciali storiche di Bari”

BARI – Su proposta dell’assessora allo Sviluppo economico Carla Palone, la giunta ha approvato oggi il Documento strategico del commercio (DSC) di Bari, che disciplina tutte le tipologie di attività commerciale sul territorio cittadino in conformità alle disposizioni indicate dalla Legge Regionale 24/2015 s.m.i. (meglio conosciuta come “Codice del Commercio”) e dai vari Regolamenti regionali attuativi.

Il DSC è composto da diversi Piani e Regolamenti specifici, come di seguito indicato

1. Censimento di tutte le attività commerciali esistenti in città;

2. Piano delle medie strutture di vendita;

3. Regolamento di disciplina Attività di somministrazione di alimenti e bevande;

4. Piano del Commercio su aree pubbliche;

5. Regolamento di disciplina del commercio su aree pubbliche;

6. Piano di localizzazione di rivendite di giornali e riviste;

7. Regolamento di disciplina della rete distributiva di carburanti;

8. Regolamentazione delle forme speciali di vendita.

Il processo di modernizzazione del sistema distributivo locale, che il Documento strategico del commercio intende sostenere, è finalizzato a:

garantire il rispetto delle esigenze dei consumatori;
assicurare garanzie di concorrenzialità tra le diverse forme distributive in termini dimensionali;
mantenere una presenza diffusa e qualificata del servizio commerciale di prossimità;
promuovere l’equilibrato sviluppo delle medie strutture di vendita nelle diverse porzioni del territorio comunale;
svolgere una funzione di tutela delle piccole e medie strutture già esistenti, stante il loro grado di radicamento sul territorio comunale ed il ruolo svolto ai fini di uno sviluppo occupazionale di manodopera locale.

Le scelte strategiche generali definite nel DSC discendono dal programma per il rilancio dell’economia urbana denominato “D_Bari”, sviluppato con l’obiettivo di favorire la nascita di nuove realtà imprenditoriali e consolidare le attività economiche esistenti attuando un processo partecipativo, da sviluppare nei cinque municipi, mirato a valorizzare le vocazioni territoriali e a generare nuove idee e progetti secondo un modello “bottom up”.

Il Censimento tutte le attività commerciali esistenti sul territorio cittadino distingue il commercio in sede fissa da quello su aree pubbliche.

Il quadro degli esercizi commerciali in sede fissa, il cui numero complessivo è 3.760, è definito per tipologia dimensionale – esercizi di vicinato (<250 mq.) in numero pari a 3516; medie strutture M1 (>250 <600mq.) in numero pari a 133; medie strutture M2 (>600 <1500mq.) in numero pari a 85; medie strutture M3 (>1500 <2500mq.) in numero pari a 15; grandi strutture G1 (>2500 <4500mq.) in numero pari a 5; grandi strutture G2 (>4500mq.) in numero pari a 6 – e per tipologia merceologica – alimentare e misto in numero pari a 1082; non alimentare – beni persona in numero pari a 846; non alimentare – beni a basso impatto urbanistico in numero pari a 444; non alimentare – altri beni in numero pari a 1388 –

Sul versante del commercio sulle aree pubbliche il censimento riguarda i mercati e i posteggi operativi, nonché la loro rimodulazione, per un nuovo e più funzionale assetto dei mercati su aree pubbliche.

Allo stato i mercati giornalieri sono 16 – Mercato coperto San Pio da Pietralcina, Mercato coperto San Girolamo, Mercato coperto Sant’Antonio, Mercato coperto Immacolata dei Pescatori, Mercato coperto Santi Pietro e Paolo, Mercato coperto Don Bosco, Mercato coperto Madonna del Carmelo, Mercato coperto San Filippo Neri, Mercato coperto San Marcello, Mercato coperto Santa Scolastica, Mercato coperto via Amendola (ex Via Nizza), Mercato coperto Santa Chiara, Mercato del Pescato, Mercato via Tommaso Fiore, Ingresso Monumentale del Cimitero, Mercato via Pitagora (turnazione giornaliera) -; 11 sono invece i mercati settimanali – lunedì (località attrezzata tra via Napoli e via Portoghese a Marconi), martedì (località via Del Turco a Palese, struttura adiacente al mercato di via Vaccarella a Carbonara e San Girolamo), mercoledì (via Caldarola a Japigia, via Udine a Santo Spirito e via Valle e Giglioli a Torre a Mare), giovedì (largo Lorusso a Carrassi/San Pasquale e via Manzari a Ceglie del Campo), venerdì (via De Ribera e via Lanave al San Paolo), sabato (via Madre Teresa di Calcutta a Poggiofranco).

Sono infine 70 i posteggi isolati distribuiti nei cinque Municipi e 22 i chioschi esistenti all’interno di giardini e piazze sull’intero territorio cittadino.

Le operazioni di censimento e rimodulazione delle attività commerciali in sede fissa e su aree pubbliche hanno dato luogo all’elaborazione di due specifici Piani. In particolare, il Piano delle medie strutture di vendita è stato definito per minimizzare l’impatto ambientale, urbanistico e sociale, favorire sia la riallocazione di strutture già esistenti per sviluppare una maggiore capacità di servizio sia nuovi insediamenti nelle aree territoriali che presentano deficit di servizio, tenere conto delle implicazioni delle strutture in termini di mobilità, favorire iniziative per la riqualificazione del territorio, lo sviluppo dei livelli occupazionali e il recupero di aree degradate, il tutto a tutela dei diritti del consumatore.

Il Piano del commercio sulle aree pubbliche ha comportato, invece, l’analisi della situazione dei mercati e delle fiere esistenti, l’istituzione di nuovi mercati o fiere, lo spostamento, la riduzione o la soppressione di mercati o fiere esistenti, l’individuazione di aree compatibili con il commercio su aree pubbliche (su posteggio o itinerante) e l’individuazione di posteggi fuori mercato.

I due Piani sono stati integrati dall’indispensabile adeguamento regolamentare alle nuove disposizioni regionali impartite dalla LR 24/2015 e dai successivi regolamenti attuativi.

Di conseguenza sono stati adeguati:

il Regolamento comunale per le attività di somministrazione di alimenti e bevande

Superando la vecchia impostazione della pianificazione numerica, la programmazione dei pubblici esercizi si apre ad obiettivi di promozione, concorrenza e di ‘utilità sociale’, da rendere al consumatore e, più in generale, all’intero sistema dell’economia urbana. Gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, infatti, hanno un ruolo fondamentale per il mantenimento della vivibilità della città e delle aree in cui sono inseriti, tale da generare impatti ambientali positivi o negativi a seconda della distribuzione e dei livelli di addensamento o di rarefazione degli esercizi a scala urbana, nonché in relazione al diverso grado di residenzialità delle singole porzioni di territorio.

Il nuovo regolamento è teso perciò ad assicurare da un lato indirizzi finalizzati al divieto o limitazione all’apertura di nuovi esercizi, sulla base di parametri oggettivi quali la sostenibilità ambientale, sociale, di viabilità e di sicurezza; dall’altro nuovi criteri qualitativi che perseguano l’obiettivo di qualificare l’offerta di somministrazione con fattori di qualità dei locali, delle strutture e della relativa gestione.

il Regolamento di disciplina delle attività commerciali su aree pubbliche (secondo le direttive impartite con il Regolamento Regionale n. 4 del 28 febbraio 2017)

Il documento ha l’obiettivo di disciplinare lo svolgimento dell’attività di commercio sulle aree pubbliche nel territorio sostenendo la qualificazione delle attività commerciali, agevolando la concorrenza, la libertà di impresa e la libera circolazione delle merci e di sviluppare e di consolidare il sistema economico di distribuzione e di servizio tra gli operatori del commercio e i consumatori. Si propone inoltre di tutelare i consumatori attraverso la molteplicità delle forme di approvvigionamento, di assortimento, di sicurezza dei prodotti, di corretta informazione in funzione di calmierazione dei prezzi nonché di modernizzare e sviluppare la rete e l’efficienza distributiva, l’evoluzione dell’offerta nella prospettiva di un contenimento dei prezzi, garantendo il pluralismo e l’equilibrio tra le diverse tipologie di strutture distributive e le diverse forme di vendita, con particolare riguardo al riconoscimento e alla valorizzazione delle piccole e medie imprese locali.

il Regolamento di disciplina della rete distributiva dei carburanti (secondo le direttive impartite dal Regolamento Regionale n. 11 del 28 marzo 2019).

In ottemperanza alle attuali normative di riferimento, questo documento stabilisce requisiti e procedure per l’installazione e l’esercizio degli impianti di distribuzione dei carburanti sulla rete stradale ordinaria, autostradale e raccordi autostradali dettando le relative disposizioni attuative.

Infine il DSC definisce anche le nuove modalità relative a:

a) Localizzazione dei punti di vendita di stampa quotidiana e periodica;

b) Forme speciali di vendita al dettaglio (a domicilio, apparecchi automatici, on line, ecc.);

c) Sanzioni comminabili per il mancato rispetto delle indicazioni programmatiche e/o regolamentari delle attività commerciali nel territorio della Città di Bari.

Questo documento è il risultato di un lungo lavoro portato avanti con le associazioni di categoria e con i territori – spiega Carla Palone –. La città di Bari da tempo attendeva di dotarsi di un documento strategico che raccontasse di fatto la storia del commercio barese, come è cambiato in questi anni e come può e deve evolversi per andare incontro alle nuove esigenze della città, dei suoi residenti, dei consumatori, dei nuovi contesti, sociali e urbanistici, anch’essi cambiati nel tempo. Abbiamo analizzato a fondo la situazione esistente cercando di valutare i punti di forza e di debolezza di ciascun quartiere. Sulla base di questi risultati abbiamo tarato una programmazione di sviluppo che si concentra sugli incentivi alle attività commerciali, esistenti e in apertura, ma inquadrate nell’ambito di uno sviluppo della zona di insediamento che tenga conto della densità demografica, dei flussi di mobilità, degli altri attrattori presenti e dell’identità commerciale e sociale da definire. In alcuni casi in questi anni abbiamo assistito a situazioni di “insediamenti spontanei” di attività commerciali che, accompagnati da politiche di riqualificazione dello spazio pubblico promosse dall’amministrazione comunale, hanno determinato una nuova struttura e identità della zona. In altri casi questo fenomeno è stato indotto da azioni amministrative come bandi di concessione, collaborazioni con altri enti e istituzionali, organizzazione di eventi o attività promozionali. In questi anni, poi, la pandemia e la crisi generata, che ancora stenta a terminare, ha modificato ancora lo scenario commerciale della città imponendoci una nuova riflessione che, attraverso questo documento che a breve sarà sottoposto al vaglio del Consiglio comunale, ci vede impegnati nella definizione di un nuovo piano di incentivi e misure che da un lato aprirà nuovi scenari commerciali in alcune aree della città, dall’altro punterà a consolidare le attività storiche e caratteristiche di Bari, che possono rappresentare la trama di un’offerta non più solo commerciale ma anche turistica“.