Bari, approvata la delibera per tariffe Tari

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“Nessun aumento dell’imposta e differenziata all’81% nei quartieri del porta a porta”

BARI – Oggi il Consiglio comunale ha discusso il PEF – Piano economico finanziario, redatto da AMIU Puglia Spa, gestore del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti per la città di Bari, già validato dall’ARO3, e approvato le relative tariffe TARI per l’anno 2018.

L’importo complessivo riveniente dal Piano Economico Finanziario 2018 è pari a 73.185.985,73 euro, a copertura totale del servizio che sarà posto a base dell’aggiornamento del contratto di servizio da sottoscrivere con AMIU, con esclusione della quota parte relativa al servizio avente ad oggetto l’attività di pulizia della Zona ASI, che troverà copertura tramite le somme residue dell’utile di esercizio di AMIU Puglia Spa.

L’incremento del PEF 2018, pari a circa 4.392.803,43 rispetto al 2016, deriva anche dai maggiori costi correlati all’estensione a nuovi quartieri cittadini del servizio di raccolta differenziata “Porta a porta”, adottato al fine di tutelare maggiormente l’ambiente e raggiungere e superare il 65% di rifiuto differenziato raccolto, puntando ai nuovi target di riciclo e recupero. Il nuovo servizio infatti sarà esteso su altri quartieri cittadini interessando oltre 120.000 cittadini, rispetto ai 50.000 del primo anno.

Essendosi registrato anche per il 2018 un utile riveniente dalla gestione di AMIU Puglia, l’amministrazione intende sopperire all’incremento dei costi relativi all’implementazione del servizio di raccolta porta a porta, con la concessione di un’agevolazione sulle tariffe Tari di pari importo, assicurando la relativa copertura con risorse derivanti dalla fiscalità generale del Comune, così da mantenere sostanzialmente invariato il carico tributario complessivo rispetto al 2017 sia per le utenze domestiche sia per quelle non domestiche.

Anche quest’anno – spiega l’assessore al Bilancio D’Adamo – l’amministrazione comunale ha deciso di confermare tutte le esenzioni e le riduzioni TARI in favore delle famiglie a basso reddito, di quelle numerose e di quelle composte da ultraottantenni, nonché le agevolazioni in favore di imprese che virtuosamente avviano i rifiuti al loro riutilizzo.
Peraltro, essendo cresciuto il numero dei nuclei familiari che rientrano nelle fasce di esenzioni e agevolazioni, abbiamo previsto ulteriori risorse per coprire le agevolazioni/esenzioni che complessivamente ammontano a oltre € 3.100.000,00 con un incremento rispetto al 2017 del 20% che assorbe ulteriormente la partecipazione al costo del servizio con la fiscalità generale dell’Ente”.

Nel 2018 però continueremo anche ad investire sul fronte del nuovo servizio porta a porta, allargando la platea dei cittadini interessati fino ad oltre 120.000 – dichiara l’assessore all’Ambiente Pietro Petruzzelli-. Dato che inciderà non solo nelle percentuali di raccolta differenziata ma anche in termini di percezione da parte di cittadini di ordine e pulizia, visto che contiamo di eliminare i cassonetti su strada da quartieri su cui hanno un impatto molto forte, come la città vecchia. Ad oggi, i risultati stanno premiando questa scelta: nei quartieri interessati dal nuovo servizio di raccolta sono Palese, Santo Spirito, Catino, San Pio, Fesca e san Girolamo dove in questi mesi si sono raggiunti risultati straordinari che toccano una media di 81,26% di rifiuto differenziato, di cui il 46% è rappresentato da frazione organica, il 16,27% da carta e cartone, il 10,46% da plastica e metalli e l’8,53% da vetro.

I prossimi quartieri interessati dal Porta a porta nel 2018 sono invece Bari vecchia, San Paolo – Stanic, Carbonara, Ceglie e Loseto per un totale di oltre 76.000 abitanti e un superficie molto estesa. Anche qui ci impegneremo affinché si raggiungano gli stessi risultati straordinari ottenuti nei quartieri in cui il servizio è ormai a regime”.

Durante la seduta del consiglio inoltre, il dirigente della Ripartizione Tutela ambiente, ing. Campanaro ha portato all’attenzione dell’aula un confronto tra l’importo medio per abitante dell’imposta Tari della città di Bari, attestato a euro 225 e l’importo della stessa Tari prevista nei comuni con oltre 150.000 abitanti fissata a 260 euro. Un altro parametro utile al confronto è quello previsto dal metodo di calcolo del fabbisogno standard previsto dal DPR del 29-12-2016 che stabilirebbe per Bari un costo unitario di 423 euro circa per tonnellata di rifiuto gestito mentre ad oggi il Comune di bari registra un costo pari a 370euro per tonnellata con un risparmio di 53 euro.