Dopo 10 anni torna il movimento internazionale che porta in piazza migliaia di donne che inneggiano alla libertà e al riconoscimento dei propri diritti. Nei Giardini Maria Celeste Nardini si incontreranno scolaresche, donne delle associazioni cittadine e della società civile

Anche a Bari, grazie all’APS G.I.R.A.F.F.A. Onlus, all’assessorato al Welfare del Comune di Bari, al Centro antiviolenza del Comune di Bari, alla cooperativa Medihospes e alla rete dei Centri Anti Violenza Sanfra, si tornerà a danzare nelle piazze sulle note di “Break the Chain”, manifestando contro la violenza su quelle donne e quelle bambine che ogni giorno vedono negati i loro diritti.
L’appuntamento è per domani, martedì 14 febbraio, alle ore 17, nei giardini Maria Celeste Nardini, in piazza del Redentore. L’evento vedrà coinvolte le scolaresche e le donne delle associazioni cittadine e della società civile che intenderanno partecipare.
“In occasione dei 10 anni di vita del movimento internazionale One Billion Rising, come assessorato al Welfare, insieme ai centri antiviolenza e al territorio, scendiamo nuovamente in piazza a Bari, come accadrà in 190 Paesi in tutto il mondo, per esprimere un messaggio forte contro la violenza sulle donne e le bambine attraverso il ballo – dichiara l’assessora Francesca Bottalico –. Un gesto simbolico in piazza, insieme a tanti uomini e donne, che si aggiunge al lavoro che quotidianamente realizziamo a livello sociale, culturale ed educativo a tutela delle donne e bambine della città di Bari ma anche con uno sguardo e un sentimento di vicinanza a quanti e quante in questo momento stanno lottando in ogni luogo, a partire dalla comunità iraniana”.
“Domani la piazza costituirà un momento liberatorio per le donne e i minori vittime di violenza maschile diretta e agita ai loro danni – commenta Maria Pia Vigilante, Presidente del Cav Paola Labriola – Giraffa Onlus -. Sarà quindi un grande momento di sensibilizzazione e comunicazione in una piazza dedicata alla senatrice Maria Celeste Nardini, che tanto ci teneva al territorio in generale e a quel pezzo di città, da leggere anche con uno sguardo di genere per il contrasto agli stereotipi e alle discriminazioni, humus fertile per le violenze maschili”.










