“Rerum Rubis. Carafa e la Leggenda Festival”: dal 28 al 30 maggio a Ruvo di Puglia

La 13ma edizione della rievocazione ideata dal Centro Studi Cultura et Memoria APS si concluderà con l’evento simbolo: il corteo storico

RUVO DI PUGLIA (BA) –  – Dal 28 al 30 maggio, Ruvo di Puglia torna a raccontarsi attraverso i suoi luoghi, la sua memoria e le storie che l’hanno attraversata grazie a una nuova edizione di “Rerum Rubis. Carafa e la Leggenda Festival” che dal 2013 connota il calendario culturale primaverile cittadino e che, anno dopo anno, ha saputo trasformarsi in un progetto sempre più riconoscibile, capace di coniugare valorizzazione del patrimonio, partecipazione e promozione del territorio.

L’evento, ideato e curato dal Centro Studi Cultura et Memoria APS di Ruvo di Puglia, è realizzato con il sostegno del Comune di Ruvo di Puglia, della Camera di Commercio di Bari, di Confcommercio Bari–BAT, della Pro Loco di Ruvo di Puglia e di numerose realtà imprenditoriali del territorio che continuano a credere nella cultura come leva di sviluppo economico, sociale e turistico.

Diretto da Vincenza Tedone (presidente del Cultura et Memoria Centro Studi), il festival, giunto alla sua tredicesima edizione, rinnova il proprio sguardo sulla storia cittadina proponendo un viaggio che attraversa tre secoli di dominio della famiglia Carafa, seguendone tracce, simboli, trasformazioni e memorie. Un racconto che sceglie di non fermarsi alla rievocazione storica, ma di utilizzare la memoria come strumento di lettura del presente, aprendo nuove riflessioni sui temi dell’identità, dell’appartenenza e della trasformazione sociale.

Nel corso degli anni, Rerum Rubis ha costruito una propria identità precisa: non una semplice rievocazione, ma un’esperienza culturale diffusa che intreccia storia, arti performative, patrimonio materiale e partecipazione collettiva. Una manifestazione che fa della memoria uno strumento vivo, capace di generare nuove forme di relazione e di appartenenza.

Tra gli elementi che segnano la crescita di questa edizione emerge una formula ancora più orientata all’esperienza immersiva e alla relazione con i luoghi: percorsi a numero limitato, nuove produzioni site specific, maggiore coinvolgimento delle scuole e una particolare attenzione al dialogo tra memoria storica e questioni contemporanee. Un festival che continua, dunque, a rinnovarsi senza rinunciare alla propria identità.

Apertura affidata, giovedì 28 maggio alle ore 18:00, a “Sapori e Saperi”

percorso immersivo ospitato nello scenografico Palazzo Caputi, nel cuore del centro storico, dove il pubblico sarà accompagnato in un viaggio tra degustazioni ispirate all’epoca dei Carafa e atmosfere d’altri tempi. I piatti saranno preparati dall’Istituto “Oriani-Tandoi”, sotto la guida dei docenti del settore enogastronomico coordinati dal professor Marcone Cataldo, utilizzando prodotti provenienti dalla filiera corta del Bio Distretto delle Lame.

All’interno di questo percorso che esalta il legame tra territorio e cucina, prenderanno vita spettacoli di arte di strada medievale, mentre fuori dal palazzo spazi dedicati ai produttori locali offriranno ulteriori occasioni di scoperta e degustazione. (L’iniziativa è pensata come un percorso a numero limitato per garantire un’esperienza più raccolta e immersiva: è pertanto richiesta la prenotazione al numero 331 5902561).

Il giorno successivo, venerdì 29 maggio, il festival si sposta nel salone monumentale di Palazzo Camerino, dove andrà in scena “Nata due volte”, performance site specific interpretata dalla danzatrice ruvese Mimma Di Vittorio. Pensato come un dialogo tra corpo, architettura e memoria, lo spettacolo prende forma dalle iconografie mitologiche presenti negli affreschi del pittore Giuseppe Cantatore — figure come Atena, Medusa e Penelope — per sviluppare una riflessione sul tema della parità di genere e sulla complessità dell’identità femminile. “Nata due volte” racconta una donna sospesa tra immagine e autenticità, tra il peso delle aspettative e la ricerca di una forma più profonda di libertà. Le due repliche, previste alle ore 20:00 e 21:00, sono pensate per mantenere una relazione ravvicinata tra spettatori e performance. (Anche questo appuntamento è a numero limitato ed è richiesta la prenotazione al numero 331 5902561).

Il gran finale arriverà sabato 30 maggio con l’evento simbolo della manifestazione: il corteo storico

appuntamento ormai profondamente radicato nell’immaginario cittadino che partirà alle ore 18:00 dalla scuola “G. Bovio”. Con circa quattrocento figuranti tra gruppi storici, artisti, rievocatori e cittadini, il corteo attraverserà le vie della città raccontando i tre secoli della dinastia Carafa, dall’arrivo della famiglia a Ruvo fino alla fine del sistema feudale, includendo anche il difficile periodo segnato dalla peste. Ancora una volta sarà forte il coinvolgimento della comunità e del mondo scolastico: la scuola dell’infanzia “Titty” e la primaria dell’Istituto Comprensivo Bovio-Cotugno parteciperanno attivamente al progetto, mentre il Liceo Federico II Stupor Mundi realizzerà monili ispirati alle tecniche orafe storiche. A questi si aggiungono dieci nuovi abiti d’epoca, altra novità dell’edizione 2026, realizzati dalle volontarie del Centro Studi Cultura et Memoria APS e dalla sartoria sociale dell’APS Un Mondo di Bene 2.0.

Infine, in Piazza Matteotti al termine del corteo, chiuderà questa edizione “Belvolo”, spettacolo del danzatore e acrobata aereo ruvese Nico Gattullo, una performance sospesa che inviterà il pubblico a osservare la città da una prospettiva nuova, con lo sguardo rivolto verso l’alto.

Tre giorni intensi, dunque, nei quali Ruvo di Puglia torna a trasformarsi in un grande spazio narrativo condiviso, dove storia, arte, patrimonio e comunità si incontrano per restituire alla memoria una forma viva, partecipata e profondamente contemporanea.