Bari, Cohousing e Case di comunità: pubblicato l’avviso per individuare soluzioni di accoglienza residenziale e semiresidenziale per le persone senza dimora e in condizione di povertà estrema

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Lo rende noto l’assessora al Welfare Francesca Bottalico

BARI – L’assessora al Welfare Francesca Bottalico rende noto che è in pubblicazione sul sito istituzionale del Comune di Bari, a questo link , l’avviso per l’individuazione di nuove soluzioni di minima accoglienza temporanea, residenziale e semiresidenziale, a bassa soglia, sul territorio della città metropolitana, finalizzate a sostenere persone adulte in condizioni di povertà estrema e senza dimora, italiane o straniere, regolarmente presenti sul territorio cittadino.

L’iniziativa, a carattere sperimentale, straordinario e temporaneo, ha l’obiettivo specifico di acquisire, all’interno di alloggi gestiti da enti del Terzo settore, posti letto da destinare all’accoglienza notturna, di dare la possibilità agli ospiti di permanere nella struttura anche durante il giorno attraverso la sperimentazione di modelli di convivenza autogestiti e di individuare dei posti letto nelle unità abitative da destinare, in particolare, a nuclei familiari, anche con minori, offrendogli la possibilità di sperimentare modelli di cohousing e vivere nelle “Case di Comunità”.

L’avviso, in un’ottica di co-progettazione, è finalizzato cioè a individuare più soggetti partner con cui convenzionarsi per definire progetti innovativi e sperimentali di servizi, interventi e attività complesse da realizzare tra amministrazioni e privato-sociale, in ossequio ai principi di sussidiarietà, trasparenza, partecipazione e sostegno dell’impegno privato nella funzione sociale. Le convenzioni da sottoscriversi avranno durata annuale, eventualmente prorogabile.

La strategia complessiva di contrasto alla grave marginalità adulta e alle vecchie e nuove povertà – dichiara Francesca Bottalico – si sta concretizzando sempre più attraverso azioni, progetti e interventi diversificati e innovativi, a partire dal lavoro di analisi realizzato dagli uffici dell’assessorato e dalla rete di volontariato laico e cattolico e del privato-sociale. Un percorso che già da diversi mesi sta dando risultati importanti sia in termini di aumento dell’offerta, di risposta ai bisogni e di programmi di gestione e pianificazione sia in termini di soluzioni immediate alle diverse emergenze. Assieme alle azioni innovative, stiamo potenziando e implementando le strutture in modo da contrastare i problemi legati all’emergenza abitativa, con l’ambizione di arrivare a sperimentare nei prossimi anni le housing first. In soli tre anni abbiamo più che raddoppiato i posti per l’accoglienza notturna, avviando strutture semiresidenziali e favorendo i percorsi di autonomia e la centralità dei legami affettivi. Le nuove case di Comunità, che ad oggi sono cinque ma che ci auguriamo possano aumentare proprio con questo nuovo bando, offrono ospitalità a coppie e famiglie evitando così una separazione dolorosa, come avveniva fino a poco tempo fa. Consentono, inoltre, di vivere esperienze di cogestione e mutuo aiuto tra famiglie, supportate peraltro dagli operatori sociali. Per noi si tratta di una vera e propria sfida, anche alla luce di quanto sta già accadendo con 25 famiglie ospiti delle Case di Comunità. Un’esperienza significativa per gli ospiti che hanno avuto modo di costruire relazioni, anche con persone di diversa nazionalità, programmare insieme attività di vario tipo e, soprattutto, di sentirsi meno soli”.

Ad esito dell’avviso, il cui termine di scadenza è fissato al prossimo 28 febbraio, saranno pubblicati tre distinti elenchi:

· elenco A: alloggi con una capienza massima fino a 120 posti, messi a disposizione dall’ente gestore per offrire un servizio di accoglienza semiresidenziale notturna, a bassa soglia, organizzato secondo un modulo flessibile che consenta di non separare nuclei familiari e/o soggetti conviventi, valorizzando anche le relazioni amicali e di mutuo aiuto tra gli ospiti. La struttura dovrà essere aperta dalle ore 20 alle 8, con accesso fino alle 23;

· elenco B: alloggi con una capienza massima fino a 120 posti, messi a disposizione dall’ente gestore per offrire un servizio di accoglienza residenziale, a bassa soglia, con la possibilità di restarvi anche durante il giorno e con l’avviamento di progetti di autogestione dei pasti. Gli utenti, infatti, dovranno essere in grado di procurarsi autonomamente generi alimentari e condividere tra loro spazi comuni, sotto la supervisione dell’ente gestore, realizzando un modello di convivenza parzialmente autogestito. L’apertura dovrà essere garantita h 24, con accesso consentito agli ospiti fino alle 23;

· elenco C: unità abitative con una capienza di minimo 6 posti letto, gestite da enti del Terzo settore, che possano offrire un servizio di accoglienza residenziale rivolto principalmente a nuclei familiari, anche con minori, e con cui si possano sperimentare modelli di co-housing, in analogia con il modello organizzativo dello SPRAR, con l’avvio di percorsi individualizzati volti a favorire l’acquisizione di strumenti per l’autonomia delle persone. L’apertura dovrà essere garantita h 24, con accesso consentito agli ospiti fino alle 23.

Le unità abitative dovranno presentarsi in buono stato manutentivo e avere un’estensione tale da garantire la sistemazione di almeno sei posti letto, mentre gli immobili, oltre ad essere in buone condizioni, dovranno essere in grado di ospitare al massimo 120 persone.

L’avviso non prevede graduatorie di merito, in quanto l’amministrazione comunale procederà a convenzionarsi, con modalità a sportello, con tutti i partner in possesso dei requisiti richiesti che abbiano presentato un progetto idoneo. Ciò consentirà all’amministrazione di poter usufruire degli spazi nelle diverse strutture a seconda delle necessità e delle esigenze effettive dei destinatari del servizio.

Destinatari del servizio di accoglienza a bassa soglia sono: gli adulti singoli in condizione di povertà estrema, segnalati dai Servizi sociali comunali, che facciano richiesta di accesso ai servizi a bassa soglia e siano disponibili a sperimentare percorsi di convivenza; i nuclei multiproblematici i cui componenti adulti rischiano la separazione dai figli o dal coniuge/convivente e l’inserimento in strutture assistenziali, per povertà abitativa e/o insufficienza del reddito; minori italiani e stranieri non accompagnati accolti in comunità educative che, giunti ai 18 anni, non abbiamo ancora portato a termine il percorso di inserimento sociale ma che abbiano raggiunto un grado di autonomia tale da permettergli di vivere in un contesto abitativo in autogestione, con la presenza di figure adulte di riferimento, fino al raggiungimento di obiettivi specifici; i nuclei monoparentali che, al termine del percorso di accoglienza presso strutture, abbiano raggiunto un grado di competenza genitoriale e autonomia personale ma che necessitano ancora di un accompagnamento per poter riacquistare autonomia e indipendenza.

La commissione incaricata di vagliare le proposte dovrà valutare l’affidabilità del richiedente in base alle precedenti attività svolte nell’area dei servizi sociali in favore di soggetti in stato di grave emarginazione, la qualità complessiva della proposta in base alle modalità organizzative individuate, il grado di innovazione sociale basato sulla capacità di fornire risposte nuove e migliorative ai bisogni dei cittadini, di promuovere l’inclusione sociale e l’autonomia degli ospiti e favorire l’attuazione di modelli di convivenza parzialmente autogestita o co-housing. Ulteriori elementi di valutazione riguarderanno l’organizzazione di personale e mezzi, il piano economico e la sostenibilità del progetto.