Bari, al via “Generare culture nonviolente”

presentazione 'generare culture nonviolente' bariProgramma presentato in mattinata

BARI – È stato presentato questa mattina il programma di appuntamenti “Generare culture nonviolente”, promosso dall’assessorato al Welfare del Comune di Bari in rete con l’ufficio del Garante regionale dei diritti dei minori del Consiglio regionale della Puglia e le organizzazioni cittadine coinvolte e impegnate quotidianamente a combattere ogni forma di discriminazione e violenza.

La manifestazione, giunta alla sua terza edizione, nasce per sensibilizzare i cittadini, specialmente le nuove generazioni, alla condivisione di una cultura nonviolenta e rispettosa delle donne e delle differenze, contro ogni forma di discriminazione e sopraffazione.

Oltre duemila persone saranno coinvolte nei quasi 100 eventi gratuiti organizzati lungo tutto il mese di novembre sul territorio cittadino, che si vanno ad aggiungere al lavoro che la rete del welfare, i centri antiviolenza e le varie realtà sociali e culturali svolgono quotidianamente per conoscere e sostenere le vittime, sensibilizzare e diffondere un’educazione e una cultura rispettose del genere e delle “diversità”.

“La rete Generareculturenonoviolente – ha commentato l’assessora al Welfare Francesca Bottalico – incarna un messaggio forte che muove più di 100 realtà, pubbliche e private, a scendere nelle piazze, nei luoghi di lavoro e formazione, negli spazi di elaborazione culturale e politica, nei luoghi di cura per denunciare, sensibilizzare e promuovere nuovi modelli educativi, liberi da stereotipi e diretti alla valorizzazione delle differenze. Mai come in questo momento è necessario lavorare affinché si affermi una base interculturale che non lasci più spazio alle discriminazioni di genere ma diventi terreno comune per garantire sistemi di tutela per qualunque persona, sia essa uomo o donna, cristiana o musulmana, bianca o nera. Siamo tutti responsabili quando restiamo in silenzio di fronte al clima di violenza e intolleranza che attraversa le nostre città assumendo le forme più drammatiche quando colpisce le donne, i minori e i soggetti più fragili. Insieme dobbiamo ripensare i modelli educativi, il sistema normativo e le procedure di tutela e presa in carico delle vittime di violenza. C’è bisogno di coraggio: coraggio per chi denuncia, per chi sostiene, per chi ascolta, ma anche per chi governa.

A Bari abbiamo scelto di farlo rafforzando le azioni di tutela, ascolto e reinserimento, rendendo operativo il protocollo A.i.r.a. e le procedure condivise con tutta la rete socio-sanitaria al fine di garantire l’accompagnamento e il sostegno delle vittime, prevedendo borse lavoro per le vittime di violenza, potenziando la formazione degli operatori socio-sanitari nell’ambito del progetto Binario Rosa, rafforzando gli spazi di ascolto e mutuo aiuto tra donne, coppie, minori, moltiplicando gli eventi e le occasioni per parlare di violenza e discriminazione affinché l’attenzione resti alta e si costruisca tutti insieme, a partire dal basso, la forza silenziosa e dirompente della nonviolenza”.

“Il programma delle iniziative pone un’attenzione particolare al maltrattamento e alla violenza che riguardano bambini e ragazzi – ha aggiunto la garante regionale Rosy Paparella – un fenomeno spesso sommerso che alcuni dati ci dicono però essere in crescita. Vorrei ricordare che la Regione Puglia è una delle prime che, con la legge 29 del 2014, ha legiferato in tema di violenza di genere: all’interno di quella legge sono previste delle linee guida sul contrasto alla violenza che stiamo ora redigendo come ufficio del Garante e assessorato regionale al Welfare. Ebbene, all’interno di questa azione, è previsto uno strumento di monitoraggio rivolto a tutti gli Ambiti di zona per avere una misura della violenza non sole nelle sue forme più eclatanti, ma anche in quella che si chiama violenza assistita e che purtroppo riguarda ambienti familiari ad alto tasso di conflittualità, situazioni che a lungo andare producono danni anche molto seri e costi altissimi in termini individuali e sociali. Non possiamo ignorare, infatti, che prevenire e contrastare la violenza rappresenti un’azione fondamentale anche per ridurre i costi a carico della collettività. Iniziative come questa che mettono insieme realtà istituzionali e sociali impegnate su questo fronte hanno la capacità di incidere perché smuovono il contesto e spingono la politica verso la realizzazione di iniziative organiche e strutturate. Molto importante, al di là dei numeri, pure eloquenti, il coinvolgimento delle scuole. Se c’è qualcosa che i ricercatori continuano a sottolineare da tempo è il deficit che ancora esiste nelle azioni di formazione e prevenzione rivolte ai più piccoli, gap che tutti insieme vogliamo riuscire a colmare”.

Diverse le iniziative in programma per “Generare culture nonviolente”: laboratori formativi, incontri a tema, letture, proiezioni cinematografiche, dibattiti, seminari, mostre ed eventi. Una grande festa di piazza sarà organizzata il 25 novembre in occasione della “Giornata mondiale contro la violenza sulle donne” per sostenere tutti insieme le ragioni della vita e dei diritti.

Obiettivo del progetto è stimolare e mantenere viva una riflessione che sia soprattutto culturale, per suscitare un cambiamento possibile e necessario negli atteggiamenti e nei comportamenti che alimentano gli squilibri nelle relazioni tra maschile e femminile .

La programmazione coinvolgerà tutti i municipi cittadini e si terrà nelle sedi delle organizzazioni coinvolte, nelle strutture del welfare cittadino e nelle piazze della città. Al centro del dibattito, cultura ed educazione di genere, omofobia, contrasto ad ogni forma di violenza e di discriminazione.

La terza edizione di “Generare culture nonviolente” è resa possibile grazie alla partecipazione della rete cittadina di organizzazioni, associazioni, realtà del volontariato laico e cattolico e istituzioni pubbliche costituita da:

Aiecs, Anep, Arcigay Bari “Liberi di essere, liberi di amare”, A.L.I.C.E. coop., Arcilescbica Mediterranea Bari, Area metropolitana Area Welfare, Associazioni: Antimafie Rita Adria Presidio Bari, A Mick, Fotografi di strada, Giraffa Onlus, In_Storie, Kreattiva, Meridie, Micaela, Punti Cospicui, Scuola Cani Salvataggio Nautico, Biblioteca dei ragazzi e delle ragazze, Binario Rosa (Ass.I.Me.Fa.C., ASL Ba e A.O.U. Consorziale Policlinico di Bari, Associazione Nazionale Magistrati, Azienda Ospedaliera Policlinico), Centri di Ascolto per le Famiglie e Centri Aperti Polivalenti per Minori: “Orizzonti” Palese/S.Spirito/Catino /San Pio, Carbonara Don Tonino Bello Carbonara/S.Rita/Ceglie/Loseto, Carrassi/S. Pasquale/Mungivacca/ Madonnella, Japigia/ Torre a Mare, Libertà/ S.Girolamo/ Fesca/ Marconi, Picone/ Poggiofranco, San Nicola/ Murat, San Paolo/Stanic, Centri diurni del Comune di Bari, Centro antiviolenza “La Luna nel Pozzo”, Centro di Documentazione e Cultura delle Donne, Dipartimento dei Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazione, Festival delle donne e dei saperi di genere, Centro Interdipartimentale di Studi sulla Cultura di Genere, Centro Interdipartimentale di Ricerche sulla Pace dell’Università di Bari, Centro Studi Pedagogici Educere, Centro diurno Carmine, Centro interdipartimentale di studi sulla pace “Giuseppe Nardulli”, Città dei Bimbi, Comitato Pari Opportunità ordine degli Avvocati Bari, Comitato pari opportunità Università degli Studi di Bari, Commissione Consiliare Welfare e Pari Opportunità, Commissione Welfare Municipi, Legacoop Puglia, Commissione Pari Opportunità Comune di Bari, Consiglio Regionale della Puglia, Consorzio Meridia, Coop soc. Operamica – in collaborazione con: Comando Compagnia Provinciale Carabinieri/sezione territoriale ; Istituto Scolastico Calamandrei/Elena di Savoia; IC De Marinis; IC Lucarelli Manzoni ; Comitato Provinciale C.R.I Comitato provinciale; A Piccoli Passi, C.R.I.S.I., CAPS, Gea, Il nuovo Fantarca, Itaca, Occupazione e Solidarietà, Operamica, Progetto Città, CSED Volto Santo, Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazione – Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, Donne con la F maiuscola, E.P.A.S.S , Edizioni “La Meridiana”, Famiglie per tutti onlus, Fidas, Frates, Fondazione Giovanni Paolo II – ONLUS, Fotografi di Strada Associazione, Gens Nova Puglia, Indossostorie, istituti scolastici Elena di Savoia-Calamandrei, Comprensivo De Marinis- Giovanni Paolo II, Comprensivo Lucarelli-Manzoni- S. Rita , Maschile Plurale Associazione nazionale / Gruppo Uomini in gioco Bari, Gea Coop. soc, Gli amici di Morris, I.P.A. (International Police Association sezione italiana), Link, L’Isola Felice, Mama Africa, Mamma Happy, MOMO servizio per la prevenzione disagio psichico, Mondo Albino Onlus, Movimento non violento in Puglia, Mondo Antico e Tempi Moderni Associazione, Municipi Comune di Bari, Mille Passi Insieme, Ordine degli Psicologi Puglia, Osservatorio “Paola Labriola”, Penelope Associazione Nazionale, Progetto A.I.R.A. – Azioni Innovative Rete Antiviolenza, Progetto GIADA, Progetto “Di che genere sei?”, Progetto “Poesia in azione”, Punti Cospicui, Progedit Editore e Teresa Petruzzelli, Progetto informale di diffusione della lettura, Save the children, Rangers Italia, Rete della conoscenza, Rete Libera Politecnico, Scuola Cani salvataggio Nautico onlus 2011, Servizi Sociali Territoriali, Servizio di Psicologia Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII – Bari, Suore Alcantarine, Stati Generali delle Donne, Tavolo tecnico LGBTQI, Unicef, Ufficio di piano Comune di Bari, Ufficio Minori Comune di Bari, Un desiderio in comune, Circolo UAAR, Università degli Studi di Bari, Vivilapiazza – Rete per l’animazione sociale delle piazze.